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Quei periodi

E’ iniziato uno dei periodi, secondo me, più bello dell’anno. Il periodo delle lucine e dell’arrivo di giorni in cui provare a staccare da tutto.

In città oramai il Natale è bello che esploso, le luminarie, più o meno belle, rendono meno scure le lunghe serate romane, sia per le strade che nei palazzi. Io, come sempre, mi scopro a camminare con il naso all’insù e sbirciare nelle case degli altri da cui a volte si riescono ad intravedere alberi bellissimi, decorazioni e come sempre mi ritrovo a fantasticare sulle vite degli altri.

Quest’anno in casa mia è tutto molto soft, ma il mio piccolo albero nordic style mi inorgoglisce un pò. Sarà il primo anno che potrò godermi di più le feste con Vittoria e non vedo l’ora di vedere come reagirà all’enorme albero pieno di regali a casa dei miei, alla festa con tutti i parenti, ai mille doni che sicuramente riceverà. E’ anche il primo Natale dopo tempo che mi godo con calma, dopo la maternità ovviamente, e trattandosi anche del periodo nostalgico per eccellenza, non posso non ripensare agli anni passati e alla frenesia tipica che aleggiava in agenzia di questi tempi. Invece farò delle vacanze, lunghe e con mia figlia. Spero stia bene e spero faccia bel tempo perché vorrei farle vedere un pò di Natale per la città e allontanarmi dai soliti 4 cantoni in cui è abituata a girare.

Sono alla fine di un anno davvero intenso e complesso… incredibile pensare a quante cose siano cambiate così repentinamente… ai primi mesi dell’anno così difficili, con Vitti ancora così piccola e impegnativa, il rientro a lavoro, la pausa forzata causa esaurimento impellente, poi la ripresa di tutte le attività associative fino poi alla decisione che mi ha portato a licenziarmi, le chiacchierate infinite a tal proposito con mio marito, i dubbi, le paure, i pianti… tanti, tanti pianti, l’estate e V sempre più grande… lo svezzamento, le prime parole, i primi passi, il nido… il primo compleanno, e poi di nuovo qui, con tante cose che sembrano arrivare quando meno te lo aspetti e pensi che allora forse potrai farcela… due bandi vinti, corsi più o meno pieni, qualche lavoretto… Sì, questo anno finisce che sono da una parte esausta (infatti ho di nuovo una herpes gigante… :/) e anche un pò confusa. Ma vorrei che la parola d’ordine per il nuovo anno sia… ricominciare.

E’ difficile immaginare di poter ricominciare a 40 anni, con una bimba piccola… o riprovare o ritrovarsi… ma più di tutti direi di ricominciare.
Ho una stellina al mio fianco che sono sicura mi poterà fortuna ❤

Se non ci rileggiamo prima, buon rinizio anche a voI!

Se…ttembre

Settembre settembre, ma quando arrivi? Sicuro che arrivi domani o quest’anno ci fai qualche scherzo? E quando arriverai, cosa ci porterai? Provo ad esprimere qualche desiderio…

In primis della pioggia, ti prego, ma della pioggia vera, che si porti via questa afa assurda, il sudore, lo zozzume da macchine e strade. E magari qualche grado in meno così ci si inizia a coprire tutti un pochino di più. Qui è da maggio che si gira in canottiera e improbabili mise. 

Vorrei sapere chi è che ha detto che l’estate ci rende più belli. Se sei fico e tonico e hai gusto, altrimenti io vedo per lo più uomini (ma anche molte donne) vestiti in modo improponibile, abiti pezzati, la gente bianchiccia tipo me fa senso e gli abbronzati lo sono sempre fin troppo e hanno un’aria così volgare. 

Vorrei tornare ai miei capelli lisci, di piastra ovviamente, e non questi chignon strizzati che mettono in risalto tutta la mia aureola sempre più bianca.

Sicuro è che ci toglierai la luce, qui alle 20 è già sera e andrà sempre peggio, ma la colpa è sempre di ottobre, vero? Però le zanzare sono compito tuo, mi raccomando: mai come quest’anno mi hanno massacrata e non ne posso più. Riprenditele, grazie.

Poi mi toglierai cibo e alcol e aperitivi, perché toccherà tornare dalla Giada e ricominciare a darci una regolata. Basta che ti riprendi almeno 3 kg però. Poi me la vedo io con l’inverno.

E gli amici? Me li riporti da mete esotiche e non? Che siamo ancora tutti un po’ dispersi qua e là?

Spero arrivi anche qualche serie tv nuova, che sono dovuta tornare ai grandi classici anche se dedicarmi di più alla lettura non mi dispiace visto  che devo anche preparare un nuovo incontro sulle fotografe.

Portaci anche qualche cliente e lavoro nuovo, perché senza troppo stress o riunioni infinite non sappiamo stare.

E gli studenti? Mi raccomando! Almeno 60, lo sai. Ché abbiamo anche i muri tutti intonacati e se dio vuole anche il parquet nuovo.

Insomma, io ci conto, ti aspetto. Tutti ti aspettano con ansia, non sempre positiva ma tant’è. Tu sbrigati e non ci deludere.

In road to fourty

E niente prima o poi doveva capitare il momento in cui, mentre sei alla disperata ricerca di un correttore ultracoprente per occhiaie sempre più ingestibili, pronunci al commesso gay la seguente frase:

“Eh ma del resto, ho quasi quarant’anni…”

E lui di risposta: “Quarantaaaaaaaa??!” in tono così alto che quasi si gira mezza profumeria. Fatto sta che il suo tono così sorpreso (o spaventato) mi ha convinto a comprare antiocchiaie e pure un rimmel della madonna ben al di sopra del budget preventivato.

“Perché il segreto signora mia è distrarre, lei deve distrarre lo sguardo dalle sue occhiaie”.

E anche dall’età va.

Bagnini e bagnanti

Passano gli anni, le generazioni, le mode, i tagli di capelli, i colori dei costumi… ma lo stuolo di sgallettate appollaiate sotto l’ombrellone dei bagnini, belli e brutti che siano, è una certezza intramontabile. Altro che Winner Taco.

Ed ebbene sì, ci furono anni in cui anch’io feci del mio meglio per tramandare la tradizione. 

Di ferie, di fiacca, di fanghi

Siamo oltre il giro di boa di questo mese piuttosto inutile e inizio a vedere un po’ di luce alla fine del tunnel. Dopo mesi intensi di lavoro, finalmente qualche giorno di pace e l’idea delle vacanze prossime inizia a farmi battere cuore e testa. Tanto più che in questi ultimi giorni ho finalizzato almeno l’itinerario e non vedo l’ora.
Giugno è iniziato con un mega servizio fotografico per cui non ho dormito per settimane. Due giorni di chiusa, a lavorare, su navi vacanze, praticamente dalle 7 alle 19. Per la prima volta a cimentarmi in prima persona con un genere che oserei definire advertising, e la mia solita ansia da prestazione. Fortunatamente, pare sia andato tuttok. Cliente contento, art director contento, io ho richiuso la valeriana nel cassetto.
Di fatto mancano ancora due mesi di lavoro alla partenza, a cui mi accingo con la classica fiacca estiva. Le gambe che iniziano a gonfiarsi, i capelli oramai lasciati allo stato brado, la pelle ancora bianchiccia, l’ascella pezzata. A parte a lavoro dove, oramai, il freddo non mi molla più.
Per spezzare un po’ il ritmo e lasciarmi indietro un lungo, uggioso e faticoso inverno, ho deciso di regalarmi un po’ di coccole.
Mi ero ripromessa di farmi questo regalo se e quando mi sarebbe stato fatto un nuovo contratto… poi ho pensato che invece mi servisse di più proprio per il caso contrario.
Non è tanto l’ansia da prova costume, anche se nonostante gli sforzi invernali sembra che non abbia mai messo piede in una palestra da sempre. È più il bisogno di una gratifica e di qualcuno che si prenda cura di me. Anche se non servirà a nulla, è così bello l’effetto placebo dei centri estetici.
Così per un mesetto dovrò svegliarmi prima per mettermi nelle mani, si spera esperte, di estetiste perfette. Che mi massaggeranno, ungeranno, spalmeranno, rivolteranno, sentiranno le ricrescite. Superando la mia solita ritrosia verso questo genere umano, le pause da riempire tra uno strappo e l’altro, le mutande di cartone, le mura colorate, i quadretti ikea, l’odore marino, tu nuda e affaticata già di primo mattino, loro sempre impeccabili.
E i commenti tipo:
E: “Girate n’po, famme vedè”.
A: “Oddio che ho?”
E: “Ah no perché solitamente quelle col fisico androgino come il tuo channo il culo piatto. No invece te stai messa bene”.

Arrivederci.

PS: Che poi, un androgino con la quarta manco al gaypride l’ho trovato…