Del tempo che passa la felicità

Da quando ho ritmi di lavoro sempre più frenetici, non amo molto lavorare la domenica. Lo accuso, accuso la mancanza di tempo per me, il bisogno di prendermi cura di ciò che mi interessa, delle mie cose dalle necessarie, come fare le lavatrici, alle salvifiche, come una bella passeggiata in centro o una lezione di pilates. Mi piace venire al locale ma è una dimensione pubblica ed io invece ho sempre più bisogno di una dimensione intima in cui rintanarmi e far riposare un po’ l’ansia che nei primi giorni di questo nuovo anno, entrato subito a gamba tesa, è tornata a fare capolino.
Guardo dalla porta finestra quel poco di luce che ancora c’è prima che all’improvviso cali il buio e ascolto distrattamente discorsi noti sulla fotografia e come sopravvivere ad essa e ai progetti im-possibili.
Ad ogni modo oggi è stata una giornata in cui sono riuscita ad incastrare più cose, la palestra, portare vestiti che avevo ammassato da mesi al mercato dell’usato. Ieri una bellissima passeggiata in centro mi ha regalato scorci poco noti della mia amata e odiata città. Adoro andarmene in giro da turista, vorrei riscoprire la città anche grazie alla fotografia e aggirarmi per le strade come novella Vivian Maier ma in quest’epoca sembra sempre tutto così banale e già visto che mi passa la voglia.

Vedremo, cosa incontreranno di nuovo i miei occhi in questo 2018.

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Ridatemi il Natale

Sono le 21, ancora poche ore e anche questo Natale sarà finito ed io sono già colta da un velo pesante di tristezza. Smangiuccio e bevicchio rimasugli, questo Natale è tutto uno strappo e un’abbuffata di citrosodina, non sono davvero più abituata a mangiare così tanto. Sono stati due giorni bellissimi, anche domani bisso famiglia e amici, ma le ore quando sono così belle, perché devono volare così veloci?

Almost Christmas

Alla fine questo agognato break natalizio è arrivato. Cinque giorni di break che per me sono un vero dono in questo periodo in cui ho accumulato così tanta stanchezza che vorrei poter dormire fino al 2018. Niente vere vacanze, noi poveri sgobboni non possiamo permetterci di riposarci troppo perché dobbiamo lavorare comunque per chi ci dà lavoro. È la pubblicità, baby. Ma almeno il locale è chiuso e sinceramente dopo i racconti di ieri sera, ascoltando le storie di popoli in guerra e in miseria da sempre, non posso che sentirmi la persona più fortunata del mondo per essere qui, nella mia casetta, con i miei amori che sonnecchiano di là sul divano, un caffè caldo e una ciambellina e il pensiero di tre giorni di feste in famiglia.

Vi auguro tanta serenità, che è una parola di cui faccio abuso nei dépliant che preparo ma che mai come di questi tempi mi sembra così importante.

In road to christmas II

Questo sarà uno di quei weekend più stancanti di una settimana di lavoro, in cui dovrò fare mille cose, non mi fermerò un attimo se non per andare dal parrucchiere, visto che ho un’aureola di capelli bianchi da paura, ma scalpitando al pensiero del tempo che perderò. Vorrei fare mille cose prima di Natale e andare in mille posti, godermi persino spelacchio, vorrei fare cose per me invece anche questa domenica lavorerò, arriverò esausta al lunedì della settimana più di panico lavorativo dell’anno. Poi i clienti se ne andranno in ferie, per mete esotiche, e io tanto il 27 starò di nuovo al chiodo. Vorrei prendermi almeno una settimana di ferie ma tanto non potrò, vorrei potermene stare almeno un giorno feriale a casa, sul divano, a rincoglionirmi di film di Natale. Ce la farò?

In road to christmas

È un periodo decisamente pieno, che si è notato? Forse oramai è anche inutile continuare a parlare di periodo e renderci conto che la vita è sempre piena ed è sempre una corsa. Il Natale vero, non quello delle vetrine, sta arrivando e la cosa grave è che a casa mia ancora non ci sta manco un torroncino!

Break weekend

Sarà che è arrivato più tardi ma quest’anno l’autunno romano mi sta davvero sorprendendo. È un’esplosione di colori caldi, foglie di ogni sorta, tappeti su tappeti che la nostra mala amministrazione lascia marcire per giorni ma che regalano quella sensazione morbida e piacevole mentre cammini, forse un po’ meno quando piove. Quest’anno poi il Natale è arrivato prestissimo, ancor prima del freddo. Guardo su instagram le foto dei posti meravigliosi dove sono stata questa estate e sono quasi irriconoscibili. Che darei per stare lì. Quest’anno niente viaggi esteri prima e per le feste ma svariati weekend mordi e fuggi per la Toscana mi stanno regalando grandi soddisfazioni. I weekend sono sempre più full immersion di ossigeno e bisogno di tranquillità casalinga, tra settimane di lavoro sempre più forsennate. Da oggi mancano 30 giorni al Natale ed io non vedo l’ora di poter stare in tranquillità con la mia famiglia, tra buon cibo, vino e regali. Bisogna solo stringere i denti per 4 lunghe settimane.

Hic et nunc

Non mi ero resa conto che fosse passato tutto questo tempo dal mio ultimo accesso… esattamente un mese.
Siamo a novembre inoltrato, alle porte del Natale, e l’inverno non è neanche arrivato, ma alla fine è arrivata la pioggia. Oggi è stata la prima giornata dopo settimane forsennate, in cui ho tirato un respiro. Avevo una riunione importante stamattina che poi è saltata, così ho potuto dedicarmi a fare un po’ ordine e studiare un po’. E mi rendo conto di quanto il tempo non passi quando si ha meno da fare. Sono al locale, esausta dopo questa settimana full, scarica, non ho voglia di fare nulla, tipo continuare a lavorare o scrivere, ma al contempo mi sento vuota, senza uno scopo. Senza idee precise per questo post… solo bisogno spasmodico di occupare del tempo.