Riflessioni a margine di un bimestre

Siamo entrati nel terzo mese, quello che molti paventano come il mese della svolta. Dopo il terzo mese i neonati dovrebbero iniziare ad assestarsi, dormire e mangiare ad intervalli più regolari, interagire di più, iniziare ad essere più “indipendenti”.

Ci spero ma ci credo poco. Confrontandomi con colleghe del corso preparto che hanno partorito giusto un mese prima di me, quasi tutte confermano che dal terzo mese in poi le cose sono iniziate ad andare molto meglio, le bambine dormono di più e saltano la poppata notturna. Ad ogni modo tutte hanno tenuto a precisare che le loro figlie sono angeliche e buonissime… tranne una con cui infatti sono entrata più un confidenza.

Mo, per carità neanche la mia è Satana, nonostante in alcune ore notturne poco ci manca, però non la qualificherei proprio come buonissima o angelica. Secondo Massi molti mentono perché nessuno vuole ammettere che si è devastati da sonno e ritmi abbastanza disumani o si diventa totalmente succubi dei loro ritmi, però non ne sono così convinta.

Io più che altro ho le giornate completamente sfalzate. Ora ad esempio che sono le 11 la bimba dorme beata… la mattina dorme tantissimo ma io non riesco a scollarmela di dosso per paura di svegliarla. Il pediatra su questo ci ha cazziati assai dicendo che dobbiamo iniziare a renderla più indipendente ed essere meno succubi altrimenti non ci riprenderemo mai le nostre vite e ci ha consigliato un libro terribile. E io ho messo una croce sopra il pediatra.

Forse però ha ragione, non lo so. C’è chi ti dice che i neonati sono troppo piccoli ancora per imporgli delle regole ma bisogna assecondare i loro bisogni di cibo e coccole. Chi fa finta di capirti ma poi ti snocciola frecciatine su come sostanzialmente la stiamo “viziando” perché la lasciamo poco da sola, perché mangia troppo, è pigra, è furbetta, è viziatella e lancia previsioni nefaste come le peggiori Cassandre. E li ammazzerei. Chi ti dice di seguire il tuo istinto o di trovare la famosa via di mezzo ed è quello che sto cercando di fare. Specie quando alle 2 di notte, dopo che l’hai addormentata a fatica e sai che se la metterai nella culla, 80% piangerà e allora te la tieni addosso, fin quando collo e schiena non verranno a bussare.

La fortuna è che in questo periodo ho diverse amiche e coppie che hanno avuto o stanno avendo bambini quindi ci si consola un po’ tutte, con messaggini di conforto e sostegno che, seppur a distanza, tengono compagnia. Lo scotto da pagare è che vivi attaccata al cellulare… per un contatto con un mondo che al momento ti sembra così lontano.

Perché poi ci sono giornate come questa, di pioggia battente senza interruzioni, che non passano mai. Sono di nuovo giorni che piove e siamo bloccati a casa. Sono riuscita ad uscire venerdì qualche ora per il Blackfriday sì, per approfittare per qualche spesa, anche se molti regali li sto facendo, aimè, online. A parte il risparmio ma in giro c’è davvero la ressa e io non ho molto tempo.

Quando esco vivo l’ansia del tempo che passa velocemente, delle scorte di latte che possono finire, di lei che piange e non si consola e di chi resta al mio posto e non mi godo molto questi momenti anche se so che sbaglio.

Devo avere pazienza, lo so e mi dicono, perché poi arriverà il momento in cui potremo di nuovo fare tutto e insieme. Finalmente non da un divano.

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Almost 2

Ci avviciniamo al compimento del secondo mese di Vittoria e per certi versi il tempo sembra volare, per altri – in particolare da mezzanotte in poi- non passare mai.

Questo perché mi illudo che dopo i primi tre mesi le cose possano andare meglio o essere più libera dopo l’allenamento. Lasciatemi illudere ancora un po’ vi prego.

Tra le storie che ho sentito, penso che poteva andare molto peggio, tipo notti completamente insonni, pianti perenni e continui o anche meglio, tipo 8 ore di sonno filate, ninne continue. Vittoria sta a metà, perché quando è serena è davvero uno spasso ed è tranquilla, ma quando si incacchia o ha la giornata particolarmente nervosa o appiccicosa, diventa davvero difficile da gestire.

Volano i momenti che riesco a ritagliare per me o per mio marito con cui a malapena riesco a cenare insieme senza strozzarmi; le ore in cui dorme o i momenti in cui è tranquilla da sola nella culla o nella sdraietta, in cui sorride e sembra volerti abbracciare.

Volano le ore tra una poppata e l’altra mentre non passano mai certe poppate infinite, specie la sera o quando sei più nerovosa e famelica quasi da staccarmi via mezza tetta.

Volano le settimane e il tempo che mi separa dal rientro al lavoro, momento che allo stato attuale mi sembra così insormontabile e impossibile. Sia per la fatica e la stanchezza atavica sia perché mi sembra impossibile dovermi separare da te.

Non nego che grazie all’aiuto dei miei familiari riesco ad avere momenti di tranquillità per farmi un bel bagno o un sonnellino, ma il più delle volte c’è sempre qualcosa da fare e da sistemare, pulizie, cambi stagione, e la stanchezza è davvero tanta. Quelle ore di sonno che riesco a racimolare, che sul momento sembrano ricaricarmi più del solito, all’improvviso sembrano un lontano ricordo.

Vorrei che passasse presto questo periodo per godersi di più il tempo insieme e iniziare a fare tante cose e andare in tanti altri posti oltre la piazzetta della Farmacia… ma al contempo lo scorrere del tempo e la tua crescita mi spaventano perché vorrei che rimanessi il mio batuffolino, la mia soglioletta spalmata sulla schiena.

Vedo e leggo, aimè soprattutto sui social, vite che vanno avanti, eventi, cose che accadono e cose belle da fare ed io mi sento in una bolla, fuori dal mondo, esclusa da tutto, dimenticata – o momentaneamente messa da parte – da tutti.

Dovrei godermi questo momento proprio per questo, ma non è facile. Arrivo ad invidiare persino chi va a fare la spesa o alla posta. Tutto scorre, e io mi sento fuori da tutto, bloccata su un divano, ricoperta di rigurgiti.

Circa 20 ore su 24 le passi stretta e avvinghiata a me, mi fai un po’ arrabbiare e perdere la pazienza e me ne dispiaccio tanto perché vorrei essere migliore per te, la mammina dolce e premurosa che meriti. E poi perché ti guardo e quando sento il tuo corpicino caldo e rilassato addosso, il respiro che sifa più profondo… finalmente trovo un po’ di pace e serenità.

E tutto il resto, forse, può aspettare.

Diario di Mamma Anais #2

Ecco, tutto mi sarei immaginata nella vita, arrivata alla soglia dei 40 anni, di ritrovare a commuovermi di fronte al quasi sorriso di mia figlia che ha appena un mese.

Non voglio fare o essere una mamma appiccicosa, di quelle che una volta diventate madri non parlano d’altro o ti dicono che quello che è l’amore vero, come se tutto ciò che hai fatto o provato prima non fosse nulla.

Però il primo mese di vita con il tuo piccolino è un’altalena continua di emozioni, anche di nervosismo e disperazione, però quando lei sta bene, ti quasi sorride o guarda o è tranquilla… beh sì, è davvero tanta gioia e tenerezza.

Diario di Mamma Anais #1

Dopo un mese oggi è il primo pomeriggio che passo da sola con mia figlia. E Holga ovviamente che, a parte qualche momento in cui richiede più attenzioni o mette gli occhioni da randagina, sembra aver preso piuttosto bene il nuovo arrivo, pianti notturni compresi.

Quindi al momento è da circa un’ora che sono più o meno immobile sul letto, con la frugoletta che oramai supera abbondantemente i 4 kg, spalmata addosso. A breve inizierà a piangere per la fame. Le giornate sono più o meno uguali, dettate da come gira alla gnappa. Che, sostanzialmente, ha sempre appetito, a volte resiste due ore, raramente 3, spesso una. Tra questi momenti spesso dorme, ma solo tra le braccia di qualcuno, appena la metti giù scende l’apocalisse in 3 minuti. Poco a poco cercheremo di abituarla ma non è semplice. Tutti consigliano di non “viziarla”, di non farla dormire con noi che è la fine… ma non è semplice perché dopo una giornata intera appresso a lei e notti complicate che non sai mai quando potrai chiudere gli occhi, faresti qualsiasi cosa pur di dormire. Ma non dormirai mai più come prima. Mai più.

Spero che prima o poi superi questo distacco, comunque so che prima o poi rimpiangerò questi momenti di appiccicume cui, tutto sommato, mi sto abituando.

Per il resto sono un po’ annoiata, guardo un sacco di TV, serie a non finire, a leggere riesco poco, quando ho le mani libere cerco di sistemare un po’ o sistemarmi io. Riusciamo a farci una passeggiata più o meno tutti i giorni, ma solo qui intorno. Fare “shopping” in Farmacia, dai cinesini o all’IN’S sono le mie botte di vita.

Ieri sono scappata un’ora da Euroma per comprare un po’ di vestiti più pesanti perché molti ci hanno regalato tutto per quando sarà più grande e ieri per farla uscire con il vento è stata una piccola tragedia perché non avevamo nulla di pesante con cui coprirla. Le ho comprato un sacco di cose… lo so, esagerando come sempre. Ma penso sia l’euforia dei primi tempi e non voglio colpevolizzarmi più di tanto. Sono diventata Amazon dipendente.

I miei vengono sempre quando Massi non c’è, il che mi aiuta molto ma mi fa sentire diversa visto che sono sempre stata abituata a stare sola e fare da me. Tanti amici e parenti sono venuti a trovarci per conoscere Bubi, tante festicciole per lei…

Io nel frattempo sto lievitando, aimè. Sono riuscita a contenere il peso in gravidanza, non eccedendo granché tant’è che appena tornata e con l’avvio dell’appartamento ho perso subito un sacco di peso e tutta quella ritenzione che mi aveva resa gonfia un po’ ovunque.

Ma nelle ultime settimane non riesco a smettere di smangiucchiare. Perché sono annoiata, esco poco e mi illudo che concedermi questi strappi mi sollevi il morale ma non è così. Devo stare attenta, cercherò di darmi una regolata. Da ieri ho provato a fare qualche piccolo esercizio, non è facile visto che a parte qualche sguazzata in piscina ad agosto e i giri del quartiere, sono 9 mesi che non mi muovo. Pian piano cela farò, non devo avere la fretta che mi contraddistingue.

È incredibile come la gravidanza incida massicciamente sul corpo e i bioritmi di una donna. Da 10 mesi non ho il ciclo né so quando tornerà ma dopo il parto – ah già, il parto… – continuo comunque a sanguinare… i punti dovrebbero essere saltati ma ancora non mi sento del tutto apposto… e poi il seno. Sono felice di poter allattare senza troppo dolore, ero così spaventata. Ma questo seno enorme è una cosa che proprio non sopporto e mi spaventa l’idea che possa non tornare apposto.

Prima o poi riuscirò a tornare dal parrucchiere e non avere più i capelli da nonna Berarda. Da sola cerco di curarmi quanto posso, ogni tanto mi trucco o mi pistro i capelli anche se sono in casa perché non voglio vedermi sciatta. Alcune abitudini cerco di mantenerle anche se mi fa strano rinunciare a tante cose che prima mi sembravano fondamentali. Mi vesto sempre uguale, tante cose ancora neanche le ho recuperate dai lavori ma tante comunque ancora non mi entrano e chissà quando potrò tornarci dentro. Tutti i miei fondamentali accessori, anelli, collanine ecc… tutto inutile ora perché potrei ferirla o lei ci si attacca.

Scusate lo zibaldone… penso che tornerò spesso a sfogarmi qui, quando avrò le mani libere 😉

One month after…

E così sono mamma.

È passato fin troppo in fretta questo primo meraviglioso, terribile e rocambolesco primo mese. Il 21 settembre alle 21.30 è nata la mia piccola Vittoria, ed ovviamente ora niente è più come prima.

Sono stati giorni intenisissimi ma anche molto duri. Non è facile passare dalla totale indipendenza alla totale dipendenza che questo piccolo esserino ha nei miei confronti.

Essere madre è qualcosa che fino a poco tempo fa non mi interessava affatto e credevo non mi sarebbe mai capitato. E ancora non mi capacito di esserlo diventata. Sono molto spaventata e impreparata da ciò che mi aspetta. Consigli, ragguagli, racconti, molti dei quali ansiogeni, si sono accavallati nei mesi. Io cerco di prendere il buono ma di fare il più possibile di testa mia.

È strano come io, che soffro da sempre di manie di controllo e aspirazioni perfezionistiche, stia accetando di buon grado di essere una mamma splendidamente imperfetta. Insicura e imperfetta. Sbaglio a comprare i vestiti e a vestirla, metto pannolini al contrario, esagero con salviette e pasta fissan, salto sistematicamente almeno un bottone automatico ad ogni cambio e non riesco a far passare la testa dai body, appena posso la ammollo in braccio a qualcuno, ho optato per l’allattamento misto, la faccio dormire con me, appiccicata a me e appena piange la prendo subito in braccio.

Ma da qualche giorno io e Vittoria ci guardiamo tanto negli occhi e penso che ci stiamo simpatiche e ci amiamo ogni giorno un po’ di più. Nelle nostre dolci e reciproche imperfezioni, con la voglia di crescere insieme.

Ps: appena posso vorrò raccontarmi la mia gravidanza e darvi qualche dritta;)

Counting down

Tipiche giornate da quiete prima della tempesta… il tempo stringe e ogni giorno che nasce e ogni sera che inizia ci si interroga se sia la volta giusta. Si vive sul chi va là, nell’incertezza e nell’incosapevolezza di cosa ci aspetti davvero.

Sì, sono davvero giornate strane… che cerco di occupare in vario modo. Casa in questi giorni è praticamente (quasi) perfetta perché non faccio altro che pulire e sistemare. Di là anche è tutto più o meno pronto. Spolvero, faccio lavatrici, risistemo gli armadi, faccio e disfaccio scatole, faccio e disfaccio spesa.

Poi cerco di prendermi cura di me perché tutti dicono che non lo farò più per un bel po’… tra poco vado a prepararmi l’ennesimo bagno, ho comprato dei sali da bagno di marca e anche quelle bombette frizzanti… adoro circondarmi di profumi e cospargermi di creme. Ho ricomprato il mio costoso fondotinta preferito, cerco dk farmi manicure e pedicure, maschere viso ma di andare dall’estetista non ho proprio voglia. I capelli sono un po’ allo stato brado e purtroppo ho già parecchia ricrescita ma dubito di riuscire ad andare prossimamente e dovrò tenermeli così…

Se solo la smettesse con questo caldo, visto che è più fastidioso ora che ad agosto, mi sentirei molto meglio.

Insomma, sono più o meno pronta, quindi?

Goodbye, summer 2018

Da che ho iniziato le scuole, credo sia il primo settembre della mia vita in cui non dovrò tornare a studiare, all’università, al lavoro. È strano ma anche molto bello, visto quanto io da sempre odi i ritorni a lavoro, alle responsabilità, alla solita routine… anche se mi aspetta probabilmente qualcosa di ancora più faticoso, difficile da spiegare.

Sono davvero giornate strane, in cui si vive un po’ l’incognita di cosa potrà o meno accadere. Oramai sono 3 settimane e oltre che sono a casa, a riposo. Calcolando che il primo giorno ho avuto un attacco di tachicardia, questo la dice lunga su quanto sia abituata a riposarmi… E di fatti, nonostante siano rari i pomeriggi senza riposino, ogni giorno cerco di inventarmi qualcosa di diverso da fare, cosa che il più delle volte si rivela al di sopra delle energie del momento.

Ieri era una di quelle giornate in cui mi sono svegliata un po’ storta e sfiancata ma per fortuna il pomeriggio mi sono ripresa e ho voluto dare un bel saluto a questa estate con una bellissima passeggiata romana trasteverina, tra i miei luoghi preferiti.

Non so spiegarvi ma ho provato una sensazione strana, come se stessi salutando la vecchia me attraverso alcuni dei luoghi a me più cari, i luoghi della giovinezza e della spensieratezza diciamo… ultimi momenti di leggerezza e solitudine prima di diventare qualcun’altra.

Ieri pomeriggio poi Roma era bellissima, con una luce calda e colori avvolgenti, meno sporca e meno asfissiante del solito. O forse ero io che la stavo guardando con occhi diversi. Ne avevo bisogno.

In questa lunga estate non particolarmente calda (quel che è giusto è giusto), io e il cinico abbiamo parlato tanto, su cosa accadrà e cosa cambierà. Paure, desideri, buoni propositi. Passeggiando, tra una cena e una colazione, un’uscita con Holghina, una gita in macchina. Sarà una delle cose che più ricorderò di questa estate e che forse mi mancherà.

Sono i giorni più duri e probabilmente i più faticosi, eppure forse vorrei che non passassero così in fretta. Soprattutto, vorrei non dimenticare, sopraffatta da tutto ciò che poi accadrà ancora più velocemente.