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Gentilezze gratuite

Oggi sono andata ad una piccola farmacia, vicino casa dei miei suoceri dove non ero mai stata. Una farmacia un po’ old style, con odore di disinfettante e medicinali, pochi scaffali scarni, etichette fatte artigianalmente e tanti vecchi un fila. Niente creme super alla moda, offerte 3*2, sconti millantati, luci scintillanti. Il medicinale che mi serviva di fatti non c’era e sono dovuta ripassare nel pomeriggio. E beh la farmacista, una ragazza molto gentile, mentre stavo pagando i miei semplici 24 euro mi fa: vuole qualche campioncino di creme? Wow, perché no! Ebbene, mi ha ricoperta di creme e cremine molto più della farmacia dove vado spesso e dove spendo assai di più e dove ogni volta devo inventarmi chissà che viaggi per poter provare qualche prodotto nuovo. Per non parlare di quelle antipaticone delle profumiere, che sospetto si rivendano i campioni su qualche mercato nero o ebay.

Evviva la gentilezza inaspettata, evviva le buone maniere.

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Traslocando: l’accampamento

Eccoci qui, da domenica, chiuse le ultime scatole, smontata l’ultima Billy, portata in cantina l’ennesima cornice e abbiamo lasciato tutto in mano agli operai.

Io ne ho guadagnato in dolori, e sono di nuovo a riposo forzato. In più mi sto abituando alla nuova sistemazione, al letto non mio, alla TV senza Top Crime (!), a valigie e pacchi sparsi tra le camere. E sono passati solo 4 giorni. Queste notti non sono riuscita a domire bene, tra l’altro qua sembra essere autunno, spero davvero di riprendermi e non dover passare l’ultimo periodo a letto. Devo fare una exit strategy.

Mi scoccia anche stare a ricasco delle persone e vorrei evitare che alla fine di questo mese mia cognata e mia suocera mi odino perché non muovo un dito. :/

Traslocando (-2 giorni): lo sfinimento

Mancano questi ultimi due giorni poi dovremo lasciare casa. E ovviamente siamo ancora in alto mare. Pensavamo che un mese abbondante bastasse, ci siamo presi i nostri tempi e le nostre pause perché all’inizio di ogni ultimo weekend ci dicevamo: ma vabbè dai il più è fatto, manca poco, per poi ritrovarci ogni sera a guardarci intorno sconfortati, disperati, stanchissimi perché ogni anta, ogni cassetto, ogni porta nasconde ancora cose e cose e non sappiamo più dove e come trasportarle. Abbiamo iniziato per bene, inscatolando stanza per stanza, per categorie di oggetti, stagioni, grado di importanza… ma oramai sono più le scatole con etichette lunghissime tipo “abiti estivi+maglioni+pigiami+calzini massi dan+pentole”… perché quando credi di aver liberato tutta una stanza, c’è sempre qualche stronzata che riemerge e le scatole sono già troppo piene.

Senza contare che oramai ho perso completamente traccia di dove siano finite le cose tra mercatini, tintorie, casa dei miei, casa dei miei suoceri. Anche le loro case sono invase, e non ho la minima idea di come riusciremo a vestirci per il prossimo mese, probabilmente finirà che ci siamo portati cappotti e maglioni di lana al posto dell’estivo. Mi serve all’improvviso una cosa e sistematicamente l’ho già data via… chissà a chi. Ho inscatolato anche tutte le medicine, facendo attenzione a tenere a portata di mano le più urgenti e invece ieri che avevo bisogno dell’unica medicina che al momento posso prendere per il mal di testa non si sa che fine avevesse fatto.

Ho sempre letto che il trasloco è uno degli eventi più stressanti e traumatici che possa capitare e ad oggi non posso che confermare e credo che non lo farò mai più. Anche se purtroppo so che prima o poi ci saranno altre case da svuotare… Finché non ci passi non puoi capire, non puoi renderti conto di quante cose si nascondano e accumulino in tanti anni, anche le più banali. Tutti i pratici e comodi salva spazio e organizzatori Ikea, le centinaia di stampelle… piatti, bicchieri, forchette, foto, libri… cose su cose, miliardi di cose che non ricordi neanche più quando e dove hai preso ma hai comprato, con in tuoi soldi sudati.

Tante cose avrei potuto risparmiarmi… forse non serve un cambio di 5 coppie di asciugamani, di 10 lenzuola, 50 coppie di calzini più tutti gli spaiati, 100 mutande… ma le hai comprate, pagate… te le sei sudate. Spero che questa esperienza mi spinga ad un uso più consapevole delle mie risorse.. penso a quanti viaggi avrei potuto fare al posto di queste cose, o quanti massaggi o cene o sì bevute.

Ora abbiamo un mese, e spero davvero non di più, per riprenderci per poi dover ricominciare… e se e quando ci saremo ripresi, probabilmente sarà il tempo di cominciare quella che sarà l’esperienza più stancante della nostra vita.

Ah, ultima cosa: se mai vi dovesse capitare di traslocare… affidatevi a qualche ditta! Lo so che i soldi sono sempre pochi ma avere il supporto di professionisti che vi aiutino, vi organizzano il lavoro, soprattutto smontino e rimontino mobili e se li portano al deposito, credo sia davvero salvifico.

Traslocando (-10 giorni): lo sconforto

Ieri sera, finalmente abbandonati sul divano, io e mio marito guardavamo il mucchio di scatoloni e le librerie (semi)vuote e ci siamo detti: ma chi ce l’ha fatto fare?

Di imbarcarci in questa impresa che assottiglierà di molto il nostro conto corrente e ci sta togliendo tutti i week-end di sole e non caldo che finalmente stanno arrivando. Certo, a vederla ora così malconcia, con i mobili che iniziano a scurirsi e piegarsi al tempo (e ai pesi) e la pareti vuote e ingiallite, viene una grande tristezza e tutti i difetti vengono al pettine. Tutto ciò che, negli anni, trascuri della casa, prima o poi viene a galla e con gli interessi e tutto insieme.

O le scelte che, per forza di cose, hai dovuto fare in economia, ti si ripropongono come errori insanabili. Se devi fare qualcosa in casa, Ikea a parte, è tutto abbastanza un salasso. Quindi, per forza di cose, devi fare un po’ per volta oppure devi cedere su qualcosa, ad esempio… il laminato al posto del parquet.
Non sono una di quelle che ama indebitarsi, aprirsi prestiti su prestiti o prosciugare il conto per avere tutto, subito e il top. Però quando mi fisso su alcune cose, difficilmente riesco a cambiare idea o accontentarmi.
Ad ogni modo, sono pensieri e impicci… e come capita in queste situazioni, ci sono poi mille bocche a voler dire la loro: secondo me dovreste fare così, ma già che ci siete fate colì, ma non prendete le cose lì, e ve l’avevo detto che dovevate fare pomì… Tutto giustissimo e sensato, se non fosse poi che il tempo e i portafogli sono i nostri. Per cui, come sempre, cercheremo di fare il meglio con quello che possiamo e sappiamo fare.

È vero che il trasloco è uno degli eventi più stressanti nella vita delle persone, perché nonostante cerchi di organizzarti per tempo, alla fine il tempo sembra non bastarti mai. Siamo pieni di scatole che non sappiamo dove mettere e gli operai ci odieranno perché non sapranno come muoversi o si troveranno a dover spostare cadaveri in giro per le stanze. Arriviamo alla fine dei week-end esausti, io poi mi stanco in questa fase dopo mezzora, e ti sembra di non andare mai avanti. Apri un’anta di un mobile e spunta ancora roba, apri un cassetto, peggio mi sento. E dopo la forza di volontà e l’euforia iniziale per la nuova avventura, ora siamo nella fase dello sconforto… del non vedere la fine. Perché basti pensare che si tratta solo di un round, visto che poi tra un mese dovremo ritirare fuori tutto. E dopo tutto questo sconquasso, devi anche lasciare casa, le tue abitudini e le tue cose, per andare ospite girovaga altrove, nella precarietà più totale.
Forse non era questo il momento giusto per farlo, o forse non c’è mai un momento giusto.

Riposo – Day 6

Va meglio, molti doloretti stanno passando. A mio avviso potrei tornare già alla vita di tutti i giorni o quanto meno farmi il giro del palazzo, ma secondo il dottore meglio andarci cauti per tutta la settimana.

Ho ripreso a telelavorare, il che tutto sommato mi tiene occupata per gran parte della giornata e non mi fa fare strani giri di pensieri. Sono giornate molto luminose, sono quasi le otto e il cielo è ancora chiaro. Mi mancherà questa luce, questa finestra. Dopo i lavori cambieremo stanza da letto ed è più buia. Come il resto della casa d’altronde.

Già, in tutto ciò siamo nel mezzo di un semi trasloco perché per ristrutturare praticamente tutta casa dobbiamo svuotarla e trasferirci fuori un mesetto. Il trasloco è sicuramene una socciatura, tra l’altro metà dei lavori che volevo fare non posso farli quindi è più la spesa che l’impresa, ma c’è un qualcosa di catartico in tutto questo.

Affrontare un trasloco è un vero e proprio viaggio nel tempo e nei ricordi. Ripercorri, attraverso le cose e gli oggetti, un pezzo della tua vita, e decidi cosa vale la pena trattenere ancora o lasciare andare via e affidare alla tua sola memoria intangibile. Viviamo qui da 9 anni, e di cose ne abbiamo accumulate, sebbene chiuse in quelle scatole non sembrano poi così tante. Sono soprattutto libri, tantissimi e film, eppure troppi ne abbiamo buttati negli anni. Che poi buttare (o meglio, li porto al mercatino) i libri è davvero un peccato mortale ma davvero non saprei più dove metterli. Vorrei una libreria ancora più grande, ma al momento dovremo aspettare perché sicuramente per come la vorrei costerebbe più della ristrutturazione stessa.

E poi ci sono anche i vestiti certo, almeno per quanto mi riguarda davvero tanti, troppi, motivo per cui una delle cose che faremo sarà proprio un soppalco. È vero che nella mia vita ho affrontato talmente tanti momenti ponderali diversi che ho un guardaroba per tutti gli stati, dal secco al medio al cicciotto, ma rimangono troppi. Sono felice di essere in una fase detox dallo shopping, soprattutto quello online, ed è da fine anno che non mi compro niente. Non è affatto male.

Ad ogni modo, abbiamo appena iniziato e ancora c’è molto da fare, per non parlare di una cantina da svuotare e rimpinzare di tutte queste scatole. Sarà dura separarsi da questa casa per un mese, cambiare abitudini, dividere gli spazi e i tempi con altre persone (probabilmente mia cognata), specie in questo momento particolare della mia vita. Ma andava fatto. E anche questa, spero passi presto.

Riposo

A casa, e dovrò starci forzatamente per un’altra settimana almeno. Domani dovrò fare un piccolo intervento, chiamiamolo così, e mi è stato fortemente raccomandato un risposo assoluto.

Dottore che vuole dire di preciso riposo assoluto? Perché davvero, per me che passo lo swiffer anche all’una di notte e non riesce a non fare almeno 3 cose contemporaneamente, riposo è una parola alquanto opinabile.

E invece stavolta devo starmene buonina, distesa a letto, senza se e senza ma, perlomeno per 3-4 giorni. Quindi ho deciso di sacrificare il weekend, per stare il più possibile tranquilla dal lavoro.

Ma è un periodo di ansietta per varie cose, per quello che succederà, per il tempo che passa veloce e l’incapacità di staccare da questa vita.

Non vedo l’ora che arrivi domani, che passi la prossima settimana, che inizino i lavori bypassando tutto il discorso pacchi, che possa tornare presto a casa mia nuova e sistemata, che arrivino le vacanze…

Almost easter

Non ho mai avuto i capelli così lunghi, un po’ perché ho sempre avuto poca pazienza nel gestirli – tanti, porosi, indisciplinati, fragili – un po’ perché tra piastre e tinte si rovinano facilmente, quindi devo spuntarli con una certa frequenza. Probabilmente il prossimo mese. Ecco perché ultimamente mi concedo qualche messa in piega in più, per averli un po’ più ordinati. Sono un disastro nel prendermi cura di me e del mio corpo o soprattutto nell’affidarmi alle cure di altri. Sono anni che non faccio una ceretta intera da un’estetista arrangiandomi a casa. Massaggi e manicure non ne parliamo. Al di là dei soldi è più spesso una questione di tempo perché, come in tante altre cose, faccio prima a far da me. E poi perché stare fino ad un’ora a tu x tu con una semi sconosciuta, magari mezza nuda, continua a mettermi a disagio. Figuriamoci poi in questo periodo. Non so mai cosa dirle, mi sento in colpa se non mi faccio vedere per mesi, oppure per non fare la sostenuta finisco sempre per parlare troppo.

Domani inzia il weekend di Pasqua, a dire il vero quest’anno il boss ci ha concesso un giorno di ferie, ecco perché mi godo una messa in piega di venerdì pomeriggio (scoprendo che è quasi peggio del sabato), anche se sempre con un occhio alla mail e al facebook dei parcheggi.

Alla fine questo weekend non credo che faremo nulla, tanto x cambiare sono stanca e poi probabilmente pioverà tutto il tempo. Chissà se riusciremo almeno a farci un giro in centro. Non vedo i miei familiari da un po’, alcuni da Natale praticamente e non mi hanno ancora vista in questo nuovo stato per cui ricevo un sacco di inviti. Dicono di godersi questi mesi di “celebrità” perché poi ci saranno occhi, orecchi baci e abbracci solo per qualcuno. Sarà ma io non riesco ad essere meno scorbutica…