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Del tempo che passa

Un altro weekend è finito, pochi giorni e saremo già alla fine di questo ottobre, con un’altra settimana che si preannuncia elettrizzante. Weekend di strappi alla dieta, che per tre settimane è stata piuttosto irreprensibile ma oggi si festeggiava il piccolo Tommasino con amici che non vedevamo da un po’. Perché è sempre più complicato incrociarsi e poi quando sono a dieta lo so che non riesco a resistere. Qui ci sono sempre più bambini, sono felice per i miei amici che allargano le loro famiglie, ma penso a quanto siamo cresciuti e mi prende un po’ di magone. Perché non è che essere senza figli mi tiene lontana dalla vecchiaia anzi, forse è proprio il contrario. 

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La mia croce

Dopo due mesi di tregua, o di visite molto veloci e sporadiche, è tornato a farmi visita il mio terribile mal di testa, da 6 giorni ininterrotti è qui con me, per darmi come al solito le batoste finali nel weekend. Poi siccome non mi rassegno che non esista medicinale al mondo che me lo fa passare (dopo aver consultato ben 4 specialisti) persisto nell’intossicarmi con il risultato che ora sono giorni che ho anche una pancia da sesto mese. Inutile dirvi quanto mi senta allegra e ben disposta verso il mondo in questi giorni.

Stay strong

Non credevo che la ripresa sportiva quest’anno sarebbe stata così faticosa. Ho già ricominciato da qualche settimana ma questi giorni ho ricominciato con il il pilates serio e pensavo di morire. Zero equilibrio e tenuta, gambe e addominali pesanti come macigni. L’allungamento per fortuna ancora tiene. Insomma, c’è da lavorare assai e devo rafforzarmi, in tutto. Anche a lavoro si sta tornando a regime, un sacco di nuovi progetti da coordinare e tante responsabilità e sono abbastanza gasata. Se penso a quando ho iniziato, gestendo “paginette”, mentre ora coordino progetti. Insomma è esaltante. Mi sento sempre più Peggy Olson, anche se non proprio come segretaria ho iniziato, di strada comunque ne ho fatta. Mettiamoci uno smalto da siura va, ché settimana prossima abbiamo un po’ di riunioni serie. 

Se…ttembre

Settembre settembre, ma quando arrivi? Sicuro che arrivi domani o quest’anno ci fai qualche scherzo? E quando arriverai, cosa ci porterai? Provo ad esprimere qualche desiderio…

In primis della pioggia, ti prego, ma della pioggia vera, che si porti via questa afa assurda, il sudore, lo zozzume da macchine e strade. E magari qualche grado in meno così ci si inizia a coprire tutti un pochino di più. Qui è da maggio che si gira in canottiera e improbabili mise. 

Vorrei sapere chi è che ha detto che l’estate ci rende più belli. Se sei fico e tonico e hai gusto, altrimenti io vedo per lo più uomini (ma anche molte donne) vestiti in modo improponibile, abiti pezzati, la gente bianchiccia tipo me fa senso e gli abbronzati lo sono sempre fin troppo e hanno un’aria così volgare. 

Vorrei tornare ai miei capelli lisci, di piastra ovviamente, e non questi chignon strizzati che mettono in risalto tutta la mia aureola sempre più bianca.

Sicuro è che ci toglierai la luce, qui alle 20 è già sera e andrà sempre peggio, ma la colpa è sempre di ottobre, vero? Però le zanzare sono compito tuo, mi raccomando: mai come quest’anno mi hanno massacrata e non ne posso più. Riprenditele, grazie.

Poi mi toglierai cibo e alcol e aperitivi, perché toccherà tornare dalla Giada e ricominciare a darci una regolata. Basta che ti riprendi almeno 3 kg però. Poi me la vedo io con l’inverno.

E gli amici? Me li riporti da mete esotiche e non? Che siamo ancora tutti un po’ dispersi qua e là?

Spero arrivi anche qualche serie tv nuova, che sono dovuta tornare ai grandi classici anche se dedicarmi di più alla lettura non mi dispiace visto  che devo anche preparare un nuovo incontro sulle fotografe.

Portaci anche qualche cliente e lavoro nuovo, perché senza troppo stress o riunioni infinite non sappiamo stare.

E gli studenti? Mi raccomando! Almeno 60, lo sai. Ché abbiamo anche i muri tutti intonacati e se dio vuole anche il parquet nuovo.

Insomma, io ci conto, ti aspetto. Tutti ti aspettano con ansia, non sempre positiva ma tant’è. Tu sbrigati e non ci deludere.

Di rientri e di vecchiaia

E come ogni agosto, se questo mese non fosse già troppo pesante, invecchio di un altro anno e mi avvicino sempre più irrimediabilmente agli anta. L’unica consolazione a cui mi aggrappo è che per QUEL compleanno, vorrò essere lontana, molto lontana.

È stato comunque un compleanno molto soft e tranquillo, visto anche che a Roma ancora non c’è praticamente nessuno, i miei baldi colleghi mi hanno offerto il pranzo e a cena me ne sono stata col marito. 

È finita anche questa prima settimana di rientro, devo dire decisamente tranquilla e lenta. Sono rientrata anche in palestra, nei pantaloni aimè rientro ancora un po’ a fatica, così come nella vita di tutti i giorni. Panni e pulizie che si accumulano, pranzi e cene che nessuno ha voglia di cucinare, spese che si procrastinano e questa estate infinita e caldissima che penso ci attanaglierà ancora per un bel po’.

Comunque siamo qui, più o meno pronti per settembre…

Il fascino del nord

Chi mi segue forse avrà intuito il mio amore smisurato per l’Europa del nord-est. Amore che si traduce anche in una passione spasmodica per i gialli scandinavi. Oh io li adoro! A parte il thrilling di per sé io credo che siano scritti in una maniera magistrale, che non è affatto scontata per tale tipologia di narrativa. Io non riesco a staccarmi e mi fanno sognare quei posti, quelle atmosfere e quando citano posti – sperduti – in cui sono stata, mi galvanizzo. 

Questa estate abbandono l’est per il nord: un tour di oltre 2.000 km tra finlandia, norvegia e svezia. Sono posti sperduti, che vivono più di metà anno al buio e sommersi di neve. Probabilmente non sarei in grado e anzi adesso ho anche un po’ di ansia ad affrontare questo viaggio. Per noi abituati a tutto può non esser scontato adeguarsi al nulla della natura e dei paesetti. Certo, non è la miseria dell’Africa ma vi assicuro che anche stare in piccoli paesi dove non c’è nulla, ristoranti, negozi… alla lunga fa strano. Con la pioggia, il freddo inusuale per la stagione a cui siamo abituati. Sono eccitata perché al pari di altre mete esotiche, un viaggio in norvegia è da una vita che me lo sogno, anche per i costi che comporta. Ma quest’anno, con tutto questo smazzare, ce lo meritiamo. Baite, saune, loft. Morigerati ma anche viveur. Continuo a tornare sui posti prenotati, faccio il count down ma come sempre, prima di un viaggio, mi assale anche un senso di straneamento misto ad ansia di abbandono della comfort zone. Andiamo comunque molto lontani e per molti giorni… che avventura!

Quanto è bello e misterioso viaggiare, studi, cerchi, progetti e ti documenti ma quando poi sei lì, è tutta un’altra storia. Da vivere. E che storia.