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Pausetta

Ho letto una frase in questi ultimi giorni che riportava un vecchio adagio, credo, che per far passare una pandemia ci vogliono un Natale e due Pasque… So, spero tanto sia vero.

Qui al momento non mi sembra proprio che le cose vadano meglio, questi numeri mi sembrano sempre altissimi e assurdi e non capisco cosa altro si possa fare. Anche se, onestamente, queste giornate mi sembrano tutto fuorché rosse.

Io ho solo progetti a breve termine, ossia cercare di fare questi 3 giorni di assoluto detox lavorativo e informatico. Il mac giace scarico sulla scrivania e lì deve rimanere un po’. È stato un altro mese da urlo, stanchezza, nervosismo, mal di testa che non mi hanno dato tregua nonostante le punture, notti insonni e risultati che tardavano ad arrivare nonostante l’impegno. Sono stata lì lì dal mollare e dirmi basta ora mi fermo e vaffanculo fino all’autunno… è troppo dura così. Poi le cose sono andate un po’ meglio, si poteva ottenere di meglio ma credo che oggi ogni risultato sia da considerarsi una vittoria. Siamo ancora a galla e fino a giugno dovrei lavorare, colori permettendo.

Ho altre idee, altri progetti ma davvero penso di aver raggiunto un livello di stanchezza (due sessioni e più di 20 corsi da promuovere a distanza di un mese non sono proprio pochi…) e saturazione rari. Mi sogno annuncio e algoritmi, grafiche e titolazioni. Più la bambina a casa, la casa da sistemare che è sempre tutto un casino, un continuo mischiarsi di giochi, cibo, nuvole di polvere e peli di cane, computer, hard disk e libri in ogni dove. Sono incappata in alcune foto mie vecchie, mamma mia che voglia di riaprire tutto, rivedere e riorganizzare tutto alla ricerca di ricordi, momenti di felicità assoluta e qualche gioiello che sono sicura essere nascosto in qualche cartella. Che voglia di ripartire o ritornare.

Sto cercando di finire un corso di post-produzione, sto studiando ad un mio nuovo progetto, ma credo da settembre, sto ri-ingrassando (un mio grande classico, che più si avvicina la stagione in cui ci si scopre, vanifico i sacrifici invernali). Ma questo aprile spero soprattutto che sia più un dolce dormire. Ne ho troppo bisogno.

Buona Pasqua amici di Anais.

Cosa resta

Oggi al parco ho incontrato i genitori di una ex compagna del nido. Entrambi direttori di due alberghi in centro. Entrambi sono a casa, in cassa integrazione, da più di un anno. Lei non ha mai ripreso a lavorare, il suo era un albergo piccolo ma centrale, e al 90% non riaprirà. Per il marito qualche speranza in più, essendo il suo albergo molto vicino alla stazione.

Ricordo che le piaceva tantissimo il suo lavoro, me ne parlava entusiasta mentre l’anno scorso aspettavamo che passassero le poche ore dell’inserimento. Le uniche due mamme a poterci “permettere” di aspettare che passassero quelle ore davanti ad un caffè, perché lei poteva lavorare anche da casa e io attaccavo il pomeriggio. Ricordo di averla anche un po’ invidiata, per questa sua posizione che si era guadagnata con una bella gavetta.

Oggi aveva uno sguardo così triste e assente, già magra, oggi magrissima.

Cosa pensi di fare, le ho chiesto. Cosa posso fare, a 45 anni… mi ha risposto. “Non credo che lavorerò più”. Hai una vita, che ti sei costruito anche con mille sacrifici, un lavoro che ti piace e hai conquistato a fatica, che reputavi sicuro, per quanto di sicuro ora più che mai sappiamo che non c’è nulla, e di colpo ti viene spazzato tutto via così, da qualcosa su cui tu non puoi fare nulla e nessuno può aiutarti.

Provo tanta tristezza per tutte le vite prematuramente scomparse in questo anno, per tutti quei “nonni” che “eh ma avevano malattie pregresse” e che però chissà per quanti altri anni ancora forse potevano godersi la vita. Per le tante famiglie dimezzate, private degli affetti più cari, per loro di certo non ci sarà alcun ristoro.

Ma penso che ci siano anche tante altre “morti bianche” in questa pandemia, tante vittime silenziose, che sì hanno ancora una vita davanti e si può sempre ricominciare nella vita… ma da dove e come e soprattutto, quando?

Non riesco a togliermi dagli occhi e dal cuore quello sguardo… e la paura di rispecchiarmici dentro.

Segnali dal pianeta (a) terra

Ci sono, vivo e combatto insieme a voi, in questo periodo che sembra un eterno déjà vu, un film che ricomincia e si interrompe sempre allo stesso punto.

Questa pandemia che non passa mi ha buttato decisamente a terra. Questa continua sospensione, questo vivere appesi ad un bollettino e a una mascherina, questo senso di vivere in una bolla dai confini sempre più netti ma sul punto di scoppiare in un attimo, ecco non la sto vivendo benissimo.

Stiamo tutti bene e per carità, questo è l’importante. Nella sfortuna di aver perso una enorme fetta del mio lavoro, avendo l’associazione chiusa da un anno, so di vivere in una situazione privilegiata, ma la domanda che continua a non farmi dormire la notte è sempre la stessa: fino a quando?

Fino a quando durerà questa storia e fino a quando riusciremo a resistere? Abbiamo avuto i nostri sprazzi di vita quasi normale, che comunale tanto normale non era, ma a quanto pare ad un prezzo sempre troppo alto, visto che ora siamo tornati tutti alla casella di partenza e ci siamo di nuovo dovuti rifermare tutti.

Di nuovo non sappiamo come andrà a finire. Certo, ora ci sono i vaccini, più o meno, e una luce in fondo al tunnel forse c’è, eppure perché non riesco a vederla? Vorrei tornare all’ottimismo di un anno fa, che mi aveva nonostante tutto farmi prenotare un volo per giugno perché non credevo possibile che nel XXII secolo un virus ci avrebbe tenuto bloccati troppo a lungo.

Poi sono passata dalla paura, al panico all’infinita stanchezza e alla rabbia di tutti i sogni e progetti al momento già in parte infranti, e sicuramente sospesi. In cuor mio sono sicura che ci sarà modo di ricominciare, di nuovo, che un modo, un’uscita, una soluzione si trovi sempre e resto cautamente ottimista, ma al momento lo sconforto vince. È che mi piaceva tantissimo come stavano andando le cose, la “comfort zone” che mi ero finalmente creata con le unghie e con i denti e che è durata così poco prima di esser spazzata via. Mi piaceva tantissimo, mi manca ogni giorno e ogni giorno di più che mi si blocca il respiro ogni volta che ci penso.

È incredibile come questa situazione abbia travolto le vite di miliardi di persone. E non è solo la lotta tra chi ha il lavoro sicuro e chi no, almeno non solo. Tra chi ha perso un caro e chi no. Chi in quarantena e chi no. Tutti siamo stati colpiti, purtroppo fin troppi sono stati affondati. E questa battaglia navale, con tiri alla cieca, quanto ancora durerà?

Insomma, per il momento nessuna buona nuova, speriamo in una nuova primavera, perché l’estate già so che la odio.

Piove, nuovo anno ladro!

Il 2021 è iniziato con una pioggia battente che non sembra affatto voler smettere. Forse l’intento è lavare via tutto lo sporco e le brutture dell’anno passato e quindi tocca mettersi l’anima in pace, ce ne vorrà ancora per molto.

Volano, come sempre, le vacanze di Natale. Mai come quest’anno mi sono imposta un po’ di risposo, soprattutto digitale, fino al 6 gennaio… che ecco fare capolino sempre più, da qui ansia notturna a go go.

Visti i precedenti con cui ci siamo lasciati, caro 2020, non si riesce ad iniziare questo nuovo anno con particolare serenità ed entusiasmo … anzi. Purtroppo non penso che le cose miglioreranno da qui a breve e inizia sempre più a serpeggiare in me il dubbio se mai riuscirò a tornare a lavorare… ossia, se quando tutto sarà finto ci sarà ancora il mio lavoro. Qui si continua tutto online, da qui la forte esigenza quest’anno di stacco. Mi manca stare dietro al bancone, parlare con gli studenti, presentar le serate nonostante ogni volta le paranoie.

Sono stanchissima, nonostante non dovrei esserlo, perché tutti i pensieri che si affastellano, soprattutto la notte, mi sfiancano. Le feste sono praticamente finite, bellissimo quest’anno il Natale di Vitto, la cosa più bella che ha dato senso a queste feste a scartamento ridotto. Non vedo alcuni amici da tempo, nonostante adori la mia casa, temo che questa solitudine protratta non cela toglieremo più di dosso.

Libri su libri si avvicendano, giochi, cartoni, facebook, spese alimentari e sigarette elettroniche sono il perno delle mie giornate. Ho perso un po’ il conto di tutto, faccio ancora un po’ fatica a dimenticare l’ultima mia vita, il lavoro in agenzia… mi sembra passato un secolo invece è poco più di un anno. Insomma non riesco a togliermi di dosso la frustrazione di un anno che doveva essere la mia rinascita- lavorativamente parlando – invece è stata un po’ una tomba. Tanti progetti in sospeso che chissà quando… altri certamente partiti ma, ripeto, fino a quando? Sono più le giornate che mi scopro a scuotere la testa, ancora incredula, a quelle ottimiste. Non riesco a fare un bilancio di questo anno perché lo trovo troppo “fuori concorso”…

Guardo solo questa pioggia incessante sperando che sia propiziatoria… lava via, lava bene ma ti prego sole, torna presto.

Buon anno cari!

Quarantena week #6

Inizia un’altra lunga settimana di quarantena. Si inizia a vedere una flebile luce in fondo al tunnel, i dati finalmente sono un po’ in calo in alcune zone d’Italia anche se sono ancora purtroppo molto alti. Quindi a casa altre 3 settimane, settimane che toccano diverse festività che sicuramente molti di noi avremmo trascorso in altro modo. Ad esempio noi saremmo stati proprio oggi di ritorno dalla settimana santa in Puglia, quindi questo Covid ci ha fatto saltare già 2 lavoretti e sicuramente anche il terzo che avevamo programmato per giugno. Nell’anno in cui avevo più progetti in ballo, questa grande voglia di riprendere in mano la mia vita fotografica, il grande stop.

Ma non tutto il male viene per nuocere e ieri è stata una bellissima Pasqua tra noi, con una piccola Vittoria felicissima di scartare le sue prime uova ed entusiasta delle sue sorpresine. Certo noi tutto sommato siamo persone abbastanza casalinghe, certi ritmi sono cambiati di poco rispetto a tante altre persone e vite più movimentate delle nostre. Ma il pensiero che tutto ciò continuerà ancora per molto e che probabilmente la bimba non potrà tornare a scuola neanche a settembre, perdendo tutti i progressi raggiunti e queste importanti occasioni di crescita, è davvero frustrante e allarmante allo stesso tempo. Certo, sono quasi due mesi che non ha neanche un raffreddore, ma quindi bisognerà ricominciare anche dalle difese immunitarie.

L’associazione invece non si è fermata, le dirette, dopo tutte le difficoltà iniziali, continuano ma soprattutto da domani inizieranno i primi corsi online, cosa che ci permetterà almeno di coprire quasi tutte le spese di questo periodaccio.

Non so quando tutto finirà, so solo che sarà durissima ricominciare, nonostante le tante volte in cui mi è capitato di dover ricominciare, stavolta mi sento completamente sperduta.