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Ridatemi il Natale

Sono le 21, ancora poche ore e anche questo Natale sarà finito ed io sono già colta da un velo pesante di tristezza. Smangiuccio e bevicchio rimasugli, questo Natale è tutto uno strappo e un’abbuffata di citrosodina, non sono davvero più abituata a mangiare così tanto. Sono stati due giorni bellissimi, anche domani bisso famiglia e amici, ma le ore quando sono così belle, perché devono volare così veloci?

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Almost Christmas

Alla fine questo agognato break natalizio è arrivato. Cinque giorni di break che per me sono un vero dono in questo periodo in cui ho accumulato così tanta stanchezza che vorrei poter dormire fino al 2018. Niente vere vacanze, noi poveri sgobboni non possiamo permetterci di riposarci troppo perché dobbiamo lavorare comunque per chi ci dà lavoro. È la pubblicità, baby. Ma almeno il locale è chiuso e sinceramente dopo i racconti di ieri sera, ascoltando le storie di popoli in guerra e in miseria da sempre, non posso che sentirmi la persona più fortunata del mondo per essere qui, nella mia casetta, con i miei amori che sonnecchiano di là sul divano, un caffè caldo e una ciambellina e il pensiero di tre giorni di feste in famiglia.

Vi auguro tanta serenità, che è una parola di cui faccio abuso nei dépliant che preparo ma che mai come di questi tempi mi sembra così importante.

Di rientri e di vecchiaia

E come ogni agosto, se questo mese non fosse già troppo pesante, invecchio di un altro anno e mi avvicino sempre più irrimediabilmente agli anta. L’unica consolazione a cui mi aggrappo è che per QUEL compleanno, vorrò essere lontana, molto lontana.

È stato comunque un compleanno molto soft e tranquillo, visto anche che a Roma ancora non c’è praticamente nessuno, i miei baldi colleghi mi hanno offerto il pranzo e a cena me ne sono stata col marito. 

È finita anche questa prima settimana di rientro, devo dire decisamente tranquilla e lenta. Sono rientrata anche in palestra, nei pantaloni aimè rientro ancora un po’ a fatica, così come nella vita di tutti i giorni. Panni e pulizie che si accumulano, pranzi e cene che nessuno ha voglia di cucinare, spese che si procrastinano e questa estate infinita e caldissima che penso ci attanaglierà ancora per un bel po’.

Comunque siamo qui, più o meno pronti per settembre…

Mea culpa

Non riesco ad essere costante con la dieta, né a limitarmi con il fumo. A lavoro continuo ad essere sotto botta e ho bisogno di svago e fughe. Pur consapevole che questi atteggiamenti tendono poi a farmi sentire ancora più colpevole. Insomma vorrei tanto essere una persona dall’alimentazione perfetta ed equilibrata, che ha una casa ordinata e di design che non inizia a cadere a pezzi, che ha i capelli curati, che va puntualmente dall’estetista, fa sport sempre, vita sociale, divora libri e film impegnati. Invece sono un’inguaribile e accidiosa disorganizzata.

Rest

Eccomi, in una domenica sera di una domenica un po’ inutile che però mi è servita, finalmente, a riposarmi un po’. Ci voleva un bell’acquazzone e un tempo grigissimo a convincermi a fermarmi un po’ in questo periodo che è una centrifuga di lavoro e alti e bassi. Domani inizierà un’altra settimana tosta, com diversi progetti da seguire e poche idee. Le responsabilità aumentano, i soldi no. Esco spesso tardi però mi sento di costruire qualcosa il che mi motiva e nonostante tutto mi sento molto soddisfatta. Un lavoro intenso stanca ma mai quanto uno noioso. Sarà una bella settimana di apnea prima della prossima in cui, se dio vuole, finalmente avrò qualche giorno di vacanza, i primi veri dall’estate che, tra l’altro, è sempre più vicina. Sono tornata a fare foto, in un progetto che mi piace molto anche se come al solito non so dove mi porterà. E poi ci sarà la full immersion pasquale, di nuovo un quel posto così lontano dalla mia quotidianità forsennata che è la Romania, nei suoi villaggetti più piccoli e, spero, ancora incontaminati. Così questa sera mi concedo un’altra bevuta, perché ho bisogno di rilassarmi e soprattutto di cedere ed essere un po’ debole, almeno in qualcosa. 

Brand new year

Un modo decisamente insolito per me di cominciare l’anno: una  bella e assolata mattinata al mare! Oggi persino il mare di Ostia sembrava bellissimo, potenziale, incontaminato, misterioso come un nuovo anno che fa capolino.

Tra vecchi amici e una lunga passeggiata parlando di ricordi, vecchie e nuove paure, rancori passati e superati, io e il mio amico di vecchia data pensavamo a quante ne abbiamo passate, quante ne abbiamo superate e siamo qui, con un anno che se ne va, insieme al tempo e ai pensieri, e un nuovo anno che ci ripromettiamo di vivere al meglio e soprattutto vicini a chi è sempre e più che mai importante tenersi stretto perché il capodanno, in fondo, serve anche a ricordarci che tutto ha un tempo ed è davvero tempo di non dimenticarcene e tenerci stretto ciò che vale, buttando a mare vecchie e inutili zavorre.

Buon anno e buon tempo a tutti! ❤️️

Pizzicori

E poi, purtroppo o per fortuna, c’è la musica che ti ricorda chi sei e chi eri.

Una ragazza dai capelli crespi e le gambe magre, che guardava film impegnati al Nuovo Sacher, sapeva bene il francese, indossava Doctor Martens blue, studiava con passione e successo, leggeva Thomas Mann, passeggiava per Roma fino a tarda notte, bevendo birra e parlando di politica, andava alle mostre senza capirci un cazzo, ballava ai concerti di Belle e Sebastien, si sbaciucchiava al Gianicolo e aveva molti amori di cui una costante: l’eterno Peter Pan.

Forse dovevo rimanere anche io sull’isola che non c’è e non crescere più. 

https://youtu.be/Cmgm8HWrYPE