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Traslocando: l’accampamento

Eccoci qui, da domenica, chiuse le ultime scatole, smontata l’ultima Billy, portata in cantina l’ennesima cornice e abbiamo lasciato tutto in mano agli operai.

Io ne ho guadagnato in dolori, e sono di nuovo a riposo forzato. In più mi sto abituando alla nuova sistemazione, al letto non mio, alla TV senza Top Crime (!), a valigie e pacchi sparsi tra le camere. E sono passati solo 4 giorni. Queste notti non sono riuscita a domire bene, tra l’altro qua sembra essere autunno, spero davvero di riprendermi e non dover passare l’ultimo periodo a letto. Devo fare una exit strategy.

Mi scoccia anche stare a ricasco delle persone e vorrei evitare che alla fine di questo mese mia cognata e mia suocera mi odino perché non muovo un dito. :/

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Riposo (quasi finito)

Oggi va decisamente meglio! Sono finalmente uscita e mi sento molto meglio, di umore sicuramente, di doloretti ancora un po’ ne ho o comunque mi stanco molto facilmente. Ma oggi ho fatto un sacco di cose. Sono andata ad ordinare le mattonelle e il pavimento per la cucina, quindi segnato una spuntina tra le varie cose del trasloco. Sono andata dal parrucchiere per una messa in piega che poi si è trasformata in spuntatina… perché come sempre i miei capelli iniziavano a sfaldarsi sulle punte, sono passata in farmacia e in profumeria per qualche nuovo prodotto beauty… scrub, maschere e un fantastico fondotinta Dior per questa faccia grigio topo. Infine un l’incredibile voglia di gelato mi ha fatto arrampicare su per il quartiere ma c’era troppa fila, ovviamente, e ho deviato per un cornetto Algida.

E questo sabato sta già finendo… a Roma è estate, fa caldissimo e finalmente un sole pieno illumina tutto. Ci voleva! Sicuramente qualcuno ne avrà approfittato per andare al mare, a me è venuta una gran voglia di uno spritz e sigaretta in terrazzo.

Speriamo solo che il caldo non degeneri. Voglio cercare di godermi questi ultimi mesi e acciuffare ultimi sprazzi di indipendenza… prima della nuova Tempesta!

Riposo – Day 8

Ufficialmente a casa da una settimana, sono stanca di risposare, è possibile? Stanotte mi sono svegliata alle 5 e non sono più riuscita a riprender sonno. Nonostante tutto, non mi sento affatto riposata. Ho una faccia da schifo, due occhiaie e un colorito bianco che neanche Dracula. Come diavolo è possibile? Forse sono tutti questi pensieri a stancarmi.

Da stamattina sono sul sito di Ikea a cercare di raccapezzarmi sui cambiamenti che attendono la mia casa e come salvare il salvabile, ossia senza dover cambiare metà mobilio oltre alla spesa già non indifferente della ristrutturazione.

Il numero dei pacchi nel frattempo aumenta e a breve non sapremo come muoverci. La beffa è inscatolare per poi dover ritirare fuori tutto dopo un mese. Per non parlare di tutti i quadri e le foto da riattacare sui muri appena intonsi.

Oggi c’è un sole bellissimo, eppure non riesco a vedere la luce.

Riposo – Day 6

Va meglio, molti doloretti stanno passando. A mio avviso potrei tornare già alla vita di tutti i giorni o quanto meno farmi il giro del palazzo, ma secondo il dottore meglio andarci cauti per tutta la settimana.

Ho ripreso a telelavorare, il che tutto sommato mi tiene occupata per gran parte della giornata e non mi fa fare strani giri di pensieri. Sono giornate molto luminose, sono quasi le otto e il cielo è ancora chiaro. Mi mancherà questa luce, questa finestra. Dopo i lavori cambieremo stanza da letto ed è più buia. Come il resto della casa d’altronde.

Già, in tutto ciò siamo nel mezzo di un semi trasloco perché per ristrutturare praticamente tutta casa dobbiamo svuotarla e trasferirci fuori un mesetto. Il trasloco è sicuramene una socciatura, tra l’altro metà dei lavori che volevo fare non posso farli quindi è più la spesa che l’impresa, ma c’è un qualcosa di catartico in tutto questo.

Affrontare un trasloco è un vero e proprio viaggio nel tempo e nei ricordi. Ripercorri, attraverso le cose e gli oggetti, un pezzo della tua vita, e decidi cosa vale la pena trattenere ancora o lasciare andare via e affidare alla tua sola memoria intangibile. Viviamo qui da 9 anni, e di cose ne abbiamo accumulate, sebbene chiuse in quelle scatole non sembrano poi così tante. Sono soprattutto libri, tantissimi e film, eppure troppi ne abbiamo buttati negli anni. Che poi buttare (o meglio, li porto al mercatino) i libri è davvero un peccato mortale ma davvero non saprei più dove metterli. Vorrei una libreria ancora più grande, ma al momento dovremo aspettare perché sicuramente per come la vorrei costerebbe più della ristrutturazione stessa.

E poi ci sono anche i vestiti certo, almeno per quanto mi riguarda davvero tanti, troppi, motivo per cui una delle cose che faremo sarà proprio un soppalco. È vero che nella mia vita ho affrontato talmente tanti momenti ponderali diversi che ho un guardaroba per tutti gli stati, dal secco al medio al cicciotto, ma rimangono troppi. Sono felice di essere in una fase detox dallo shopping, soprattutto quello online, ed è da fine anno che non mi compro niente. Non è affatto male.

Ad ogni modo, abbiamo appena iniziato e ancora c’è molto da fare, per non parlare di una cantina da svuotare e rimpinzare di tutte queste scatole. Sarà dura separarsi da questa casa per un mese, cambiare abitudini, dividere gli spazi e i tempi con altre persone (probabilmente mia cognata), specie in questo momento particolare della mia vita. Ma andava fatto. E anche questa, spero passi presto.

Riposo

A casa, e dovrò starci forzatamente per un’altra settimana almeno. Domani dovrò fare un piccolo intervento, chiamiamolo così, e mi è stato fortemente raccomandato un risposo assoluto.

Dottore che vuole dire di preciso riposo assoluto? Perché davvero, per me che passo lo swiffer anche all’una di notte e non riesce a non fare almeno 3 cose contemporaneamente, riposo è una parola alquanto opinabile.

E invece stavolta devo starmene buonina, distesa a letto, senza se e senza ma, perlomeno per 3-4 giorni. Quindi ho deciso di sacrificare il weekend, per stare il più possibile tranquilla dal lavoro.

Ma è un periodo di ansietta per varie cose, per quello che succederà, per il tempo che passa veloce e l’incapacità di staccare da questa vita.

Non vedo l’ora che arrivi domani, che passi la prossima settimana, che inizino i lavori bypassando tutto il discorso pacchi, che possa tornare presto a casa mia nuova e sistemata, che arrivino le vacanze…

Primavera?

E già, a quanto pare oggi anzi, persino ieri, è entrata la primavera! Qui fa più freddo e pioggia che mai. E’ stato un marzo di schifo, acquazzoni, temporali, tempo grigio… il sole lo abbiamo visto davvero poche volte. Quindi, sono week-end su week-end che trascorriamo per lo più oziando, leggendo o facendo commissioni ordinarie.
Chissà che questa domenica, in cui tra l’altro cambia l’ora, finalmente non si possa tornare a bighellonare da qualche parte? Quest’anno sarà la prima Pasqua che trascorreremo a Roma, al 90%, dopo un sacco di anni. Niente foto, niente processioni né nottate… mi dispiace assai. Anche perché forse avremmo potuto comunque organizzarci invece poi è passato il tempo, la voglia e niente…
Sarei voluta tornare in Portogallo, a Braga e Porto… magari il tempo sarebbe stato migliore. Viaggi, viaggi… giri e fughe in macchina, lontano da tutto e tutti. Non faccio che pensare a quelli, non faccio che pensare a quelli che vorrei fare ma anche a quelli già fatti… tipo la scorsa estate. Insomma, vabbè, al momento posso solo che viaggiare con la fantasia. E con i libri. Ah quanto sto leggendo ultimamente, e la cosa mi piace assai.

Giustappunto, torno al mio assassino seriale londinese.

Some days

È una giornata campale, a Roma e in tutta Italia. Queste benedette elezioni alla fine sono arrivate di corsa, io in questo periodo forsennato non ho avuto neanche mezzo minuto (e mezza voglia) di capirci qualcosa di più… ammesso che ci sia qualcosa da capire, nonostante tutti i talk show che mi vedo la mattina. Ero decisa a non votare ma alla fine la paura dell’oscurantismo in cui si potrebbe tornare, mi ha spinta a votare chiudendomi il naso.

Non so se questo Paese abbia ancora speranza, penso che sia talmente vario, che ci siano anche realtà più floride ed eccellenti di contro a tanta altra arretratezza. Qui a Roma come scrivo sempre non si vede la luce e complice questo fine inverno grigio, girare per quartieri cupi, imbrattati di sporco e sciatteria, tra buche e monnezza, è davvero nauseante. Si vive con un profondo senso di incertezza, con l’idea che tutto ciò che hai d’improvviso possa esserti tolto, che ogni tua certezza possa cadere e non avere nulla a cui attaccarsi per risalire la china è atroce.

Io vivo la mia vita serenamente a metà, felice di quello che ho ma con la costante lieve paura di poterlo perdere. E quando perdi in questo paese è praticamente impossibile ricominciare. Ho fatto tante scelte nella mia vita, alcune più avventate, poche, altre fin troppo caute e sicuramente questo è uno dei miei più grandi rimpianti. E probabilmente mai come in questo momento mi rendo conto che il treno che ho preso non prevede più molte deviazioni e la cosa forse mi dispiace o rasserena al contempo. Perdere quel senso di spensieratezza e follia… aver sempre creduto che in fin dei conti ho sempre avuto un piano B pronto ed invece ora non ne sono più tanto sicura. Ma anche questo continuo cercare altro, questa smania, questo non sentirsi mai definita e con punt fermi, forse potrei finalmente accettare di fermrmi.

E sono anche incuriosita dalle tante novità che mi attendono, dalla consapevolezza di essere entrata in una nuova fase della mia vita di cui forse avevo bisogno. E che anche in questo caso, ho scelto.