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Di rientri e di vecchiaia

E come ogni agosto, se questo mese non fosse già troppo pesante, invecchio di un altro anno e mi avvicino sempre più irrimediabilmente agli anta. L’unica consolazione a cui mi aggrappo è che per QUEL compleanno, vorrò essere lontana, molto lontana.

È stato comunque un compleanno molto soft e tranquillo, visto anche che a Roma ancora non c’è praticamente nessuno, i miei baldi colleghi mi hanno offerto il pranzo e a cena me ne sono stata col marito. 

È finita anche questa prima settimana di rientro, devo dire decisamente tranquilla e lenta. Sono rientrata anche in palestra, nei pantaloni aimè rientro ancora un po’ a fatica, così come nella vita di tutti i giorni. Panni e pulizie che si accumulano, pranzi e cene che nessuno ha voglia di cucinare, spese che si procrastinano e questa estate infinita e caldissima che penso ci attanaglierà ancora per un bel po’.

Comunque siamo qui, più o meno pronti per settembre…

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Pause d’energia

Anche questo è stato un bel weekend, al fresco dei monti. Mi piace andare al paese di mio marito. Sono paesini piccolissimi, c’è poco e niente eppure i paesaggi sono meravigliosamente rilassanti, oggi poi c’era un cielo blu pieno di nuvole buone e panciute, ti addentri per le strade e le case sembrano venire risucchiate dai monti in una sorta di tromp l’oeil continuo.

L’Aquila poi sta tornando più viva. È vero ci sono ancora tanti palazzi vuoti ma vedere locali che riaprono e tanta gioventù in giro fa ben sperare. E poi adoro quando Holghina è tra noi, entusiasta e vivace anche se quando non è a casa è più appiccicosa del solito, la mia cucciolona che vuole fare la grande. Ho dormito tantissimo poi. Un riposino di almeno un’ora ieri e oggi di più di due ore. Devo avere una stanchezza addosso atavica, che spero si diradi prima di questa partenza che non arriva mai. 

Oggi però a Roma si sta bene. Siamo tornati presto e sono andata a farmi un tuffo in piscina, si stava da dio e ho preso anche un po’ di sole buono. Mi piace troppo la mia piscina estiva. Sdraiata guardo il profilo dei palazzi di periferia, eppure mi sembra di sognare stando su un attico a Brooklyn. 

Sarà dura tornare a lavoro, un’altra lunga settimana. Spero la penultima. 

Gira che ti rigira

Ecco cosa mi manca quando torno da un viaggio: il girovagare. Quando sono a Roma, vuoi per il lavoro o per la pigrizia, la mia città non la vedo proprio. È stato un bel weekend a Roma, oggi vedevo gente in giro, baretti pieni sotto un cielo a pecorelle bellissimo. Ma oggi ero di foto, il che non è male. Ma durante la settimana non c’è tempo per nulla, perché si esce tardi e poi c’è la palestra, la cena, le serie tv. Vorrei riuscire a trovare il tempo per girovagare, e sentirmi un po’ straniera anche a casa mia. 

Rest

Eccomi, in una domenica sera di una domenica un po’ inutile che però mi è servita, finalmente, a riposarmi un po’. Ci voleva un bell’acquazzone e un tempo grigissimo a convincermi a fermarmi un po’ in questo periodo che è una centrifuga di lavoro e alti e bassi. Domani inizierà un’altra settimana tosta, com diversi progetti da seguire e poche idee. Le responsabilità aumentano, i soldi no. Esco spesso tardi però mi sento di costruire qualcosa il che mi motiva e nonostante tutto mi sento molto soddisfatta. Un lavoro intenso stanca ma mai quanto uno noioso. Sarà una bella settimana di apnea prima della prossima in cui, se dio vuole, finalmente avrò qualche giorno di vacanza, i primi veri dall’estate che, tra l’altro, è sempre più vicina. Sono tornata a fare foto, in un progetto che mi piace molto anche se come al solito non so dove mi porterà. E poi ci sarà la full immersion pasquale, di nuovo un quel posto così lontano dalla mia quotidianità forsennata che è la Romania, nei suoi villaggetti più piccoli e, spero, ancora incontaminati. Così questa sera mi concedo un’altra bevuta, perché ho bisogno di rilassarmi e soprattutto di cedere ed essere un po’ debole, almeno in qualcosa. 

Tuttok e niente in ordine

Dunque, facendo un breve riepilogo, ieri ho finito la terza gara nel giro di 20 giorni. Sono state settimane matte e disperatissime, si raggiungono livelli di ansietà in agenzia che diventano affari di stato i sinonimi, le virgole e ogni benché minima sfumatura. Latito da sport e vita sociale visto che nel frattempo ho avuto una cosa come tipo 10 eventi quasi di fila in associazione più tutti i corsi da far partire e pare che l’abbiamo svangata anche stavolta. Livelli di nicotina altissimi. Tempo dedicato allo sport molto poco. Ore di sonno normali ma livello di sonno quotidiano patologico, forse dovuto al fatto che ho il ferro ai minimi storici e non riesco a trovare il tempo per andare dal dottore.

Nel frattempo però ho iniziato un’altra dieta più umana e normale, per quanto sempre dieta è, ma con tutto lo stress sono tornata subito al peso di mesi fa per cui la nutrizionista sarà molto fiera ma non so quanto dipenda da lei.

Frattempo all’alcol nemmeno rinuncio più di tanto, tipo oggi che sono al locale e prima delle 21 anche oggi non si stacca ma volevo brindare al mio essere viva.

Nonostante i dubbi e le incertezze, il sentirsi spesso inadeguata, il continuare a  smazzare senza mai una pacca sulla spalla né morale né men che mai materiale. Continuo a guadagnare meno di un operaio non specializzato che, per carità, tanto di cappello e forse lui fatica più di me, ma forse visto tutti gli sforzi nella vita speravo in qualcosina di più. Ma niente, devo mettermi in testa di rientrare nella stragrande maggioranza dei coetanei sfruttati. E devono capirlo anche i miei. Quindi, se voglio stare tranquilla, dovrò continuare a smazzare sempre il doppio, vedere panni accumulati, cumuli di polvere e disordine, con la magra consolazione, almeno, di fare qualcosa che mi piace.

In cerca di pace

Ma quanto sono belli i musei? C’è pace, silenzio, gloria, arte. Io, purtroppo, di arte ci capisco proprio poco. Mi piace, mi sento una persona migliore quando sono ad una mostra, ma ci capisco poco, perché sono pigra e ho poca pazienza. Tranne l’arte moderna, gli impressionisti, Klimt, Hopper, mi fanno impazzire e a guardare i loro quadri potrei stare per ore. Ieri al museo del 900 a Milano mi sentivo accerchiata di bellezza e anche le persone attorno a me sembravano così belle. Ho pensato che ogni tanto dovrei girovagare per qualche museo anche qui a Roma, non solo alle mostre blasonate, quelle sono una cagnara di persone incompetenti come me, ma quelli più piccoli. Circondata dal silenzio e da ciò che mi è oscuro. Ci sono centinaia di musei a Roma che non so neanche precisamente dove sono. Ieri nonostante la pioggia Milano era come al solito bellissima, mi piace organizzare queste gite culturali, mi piace viaggiare con il treno, guardare le case e pensare di essere nella mia terra eppure immaginare vite diverse, abitudini diverse, le vite che si nascondono dietro persiane troppo esposte alla curiosità di persone come me.

Quando passo giornate così intense il giorno dopo poi vegeto in stato quasi letargico, ne ho bisogno ma al contempo mi vergogno per questa accidia. Domani inizierà una settimana pesante di un mese pesantissimo, due gare sul piatto che supereremo perché lo facciamo sempre, come mi dice mio marito. Ma lo possiamo sapere solo dopo, a conti fatto e giochi chiusi. Prima c’è la sfida, l’ansia di non farcela, dell’idea che non viene. Ciò che amo e odio del mio lavoro. E del moo sentirmi inadeguata. Chiusa in un museo, da domani a fine mese. Cercatemi. 

Abitudini che mi mancano (o buoni propositi per il 2017)

Andare al cinema, spesso.

Andare a teatro, ogni tanto o all’opera, una volta nella vita.

Andare a colazione fuori il sabato o la domenica mattina, giornale e passaggiata.

Andare a cena fuori con mio marito, spesso.

Partenza mordi e fuggi nel week-end, ogni tanto, in macchina, con la bella stagione e conoscere paesi e regioni in cui non sono mai stata.

Leggere di più, libri anche seri ed impegnati, non solo storie d’amore o gialli scandinavi.

Vedere film impegnati, a casa, non solo serie TV.

Fare delle cene a casa, con gli amici.

Andare a bowling.

Passeggiare in centro, il sabato o la domenica e restare a pranzo fuori.

Vedere più mostre, non solo fotografiche.

Andare a letto prima dell’una di notte.

Scoprire o riscoprire gruppi musicali.

Non ci vorrebbe poi molto.