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La mia croce

Dopo due mesi di tregua, o di visite molto veloci e sporadiche, è tornato a farmi visita il mio terribile mal di testa, da 6 giorni ininterrotti è qui con me, per darmi come al solito le batoste finali nel weekend. Poi siccome non mi rassegno che non esista medicinale al mondo che me lo fa passare (dopo aver consultato ben 4 specialisti) persisto nell’intossicarmi con il risultato che ora sono giorni che ho anche una pancia da sesto mese. Inutile dirvi quanto mi senta allegra e ben disposta verso il mondo in questi giorni.

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Count down

Dopo nuovi giorni intensi di afa e caldo mega galattico, stasera si torna a respirare con una leggera brezzolina che pare porterà con sé un po’ di pioggia.

Sta finendo anche questo ultimo lunedì prima delle ferie. Altri 4 giorni forsennati prima di staccare. Sperando solo di riuscire a staccare veramente visto che sono la prima ad andare in ferie e sicuramente la prossima settimana l’occhio alle mail ci scappa sicuro, aimè, oltre al fatto che c’è anche una mezza reperibilità per tutto agosto a causa di questi maledetti social. Speriamo bene.

Oggi stavo davvero a tocchi, due di pressione post weekend di emicrania cosmica come aimè e per fortuna, non mi capitava da un po’. Una domenica inutile a letto con i dolori e tutta l’estate che scorre di fuori. Oggi sono di cattivo umore, rimasugli chimici che spero passino presto, insieme a questa settimana. 

Estaminchia

È e sarà un’estate super torrida. Il vero caldo è arrivato da pochi giorni, ma il pensiero che ci accompagnerà per almeno due mesi pieni mi toglie l’energia. È un’estate moscia che non ho molto voglia di vivere a dire il vero. Gente al mare, gente nera, gente secca, ovunque. Ed io sono sudata e flaccida nonostante mi sia data da fare tutto l’anno. Non ho voglia di abbronzarmi, soffro il sole e il caldo, ma vedermi ancora così pallida mi deprime. Tutto mi stringe, niente mi valorizza e non ho voglia, tempo e soldi da buttare in vestiti nuovi. Non vedo l’ora di andarmene al freddo nord, coperta di felpe e maglie che nascondano questi braccioni mosci e lentigginosi.

I giorni dello scazzo

È stata una settimana durissima a lavoro e stasera finalmente tiro un po’ il fiato.

Sto su 5 progetti di cui due belli grossi e seguirli contemporaneamente mi sta mandando ai pazzi anche se stasera quando ho visto le cose che, tuttosommato, filano, un po’ mi sono rincuorata. Grazie anche alla fortuna di colleghi molto bravi, con cui ogni tanto litigo, ma che sono davvero preziosi e da cui imparo sempre qualcosa in più. 

Ho fatto sempre tardi, tutto il mese sarà probabilmente così per cui dovrò organizzarmi per andare in palestra la mattina presto. Sono nervosa e ho una mail in canna a cui penserò tutto il weekend se spedirla o meno. Perché se qualcosa non cambia, e deve cambiare adesso, non riesco a stare tranquilla. 

Penso continuamente alle mie scelte, mi interrogo se siano state quelle giuste, poi penso di sì ma il mio carattere mi manda ai pazzi perché a quasi 40 anni non cambierò mai e non riesco a prendere le cose di petto, con il giusto piglio, affrontandole razionalmente anziché arrovellarmi dentro e sempre contro di me.

Gira che ti rigira

Ecco cosa mi manca quando torno da un viaggio: il girovagare. Quando sono a Roma, vuoi per il lavoro o per la pigrizia, la mia città non la vedo proprio. È stato un bel weekend a Roma, oggi vedevo gente in giro, baretti pieni sotto un cielo a pecorelle bellissimo. Ma oggi ero di foto, il che non è male. Ma durante la settimana non c’è tempo per nulla, perché si esce tardi e poi c’è la palestra, la cena, le serie tv. Vorrei riuscire a trovare il tempo per girovagare, e sentirmi un po’ straniera anche a casa mia. 

Tornare

Ci sono persone che tornano dai viaggi entusiasti delle esperienze appena fatte e poi ci sono io, che sistematicamente torno depressa. Il ritorno alla realtà per me è sempre troppo faticoso, che si tratti di una lunga vacanza o un weekend mordi e fuggi. Da una parte adoro tornare nel mio letto, tra le mie cose, ma dall’altra tutto mi sembra così banale. Brutto il quartiere dove lavoro e dove mi sento ingabbiata, costretta ad interfacciarmi ogni giorno con palazzoni di cemento e bar squallidi. Noioso il mio lavoro, rispetto alla magnificienza appena vista. Scialba e inutile io. Nonché sempre gonfia e appesantita da giorni di stravizi+1 che mi serve per mandare giù tutta questa malinconia.