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Tre di tre

Mi capita spesso, quando vedo foto di bimbi neonati, specie se conoscenti, di sentire una fitta. Un po’ come quando sta per cambiare tempo e fa male una vecchia cicatrice.

Si riaccende un lumino, in una stanza molto molto nascosta e umida, in cui ho stipato tutti i ricordi e i dolori di quei devastanti primi mesi. So che ci sono ma non ho il coraggio di rivangarli, un pò come i folli “diari dell’allattamento”. Tre Moleskine nere, formato grande, che non ho mai avuto il coraggio di riaprire. Persino certe foto mi fa un po’ male rivederle, però lo faccio ogni tanto perché vorrei cercare di recuperare tutta la dolcezza e la bellezza che eppure c’erano e purtroppo, ho lasciato passare così.

Dovrei bruciarli, i quaderni, a differenza di mia mamma che ancora conserva i suoi con tanto amore, e forse pure tutto il resto. Eppure sono lì. Forse a monito di una “colpa” che in qualche modo sento ancora di dover espiare. Oppure un monito affinché non si ripeta.

Sta di fatto che, a distanza di 3 anni, ancora non sono cosí sicura di essere riuscita a perdonarmi.

E ogni tanto, ci sono sere così, con pensieri così. Poi passa. Poi torna. Chissà. So solo che è uno dei dolori più grandi che mai pensavo di poter provare finora.

E vorrei che la gente smettese anche di chiedere, con noncuranza, di secondi, terzi, x figli… perché dietro la presenza o assenza ci sono mondi che non capirete mai, né dobbiamo o vogliamo spiegarvi.

Prima o poi

Prima o poi, perderò questi fastidiosi chili in più, che non so neanche più se siano dovuti alla gravidanza o al nervosismo del momento.

La pancia si sgonfierà un po’, riuscirò a tornare in palestra, anche poche volte, e fare gli addominali non sarà più così ostico e doloroso.

Il seno, forse, tornerà alla mia taglia o quantomeno eviterà di cambiare continuamente taglia tra sera e mattina. E tornerò ad indossare una biancheria normale, forse anche vagamente sexy.

Le occhiaie ritorneranno a livelli normali, il colorito sarà meno grigio, i capelli ricresceranno, sì anche quelli bianchi, e saranno più gestibili. Non c’è niente a cui una coda non possa dar rimedio.

I pantaloni stringeranno meno, qualche giacca tornerà a richiudersi ed io, forse, tornerò a non sentirmi così goffa o così gonfia un po’ ovunque, mani, piedi, braccia… viso.

Prima o poi riprenderò un aereo o la macchina per più di un breve tragitto.

Tornerò a fare foto che non siano solo primi piani di guanciotte, piedini e manine a salsiccia.

Forse smetterò di spendere un patrimonio in farmacia, tra medicine e cure per l’umore e le occhiaie catatoniche tipo creme cremine e cremette.

Il mio umore si stabilizzerà ed eviterò di fare scenate per un bicchiere d’acqua caduto sul tavolo o un granello di polvere sotto le ciabatte. (spero).

Ma il sonno, tutte queste ore di sonno perso, non torneranno più. Così come forse la possibilità di tornare a riposare. Sic.