Archivio tag | essere mamma

Just a little patience

Pazienza. Sii paziente Anais è il mantra che sto cercando di ripetermi da circa 9 mesi (ma forse anche 10/11 se contiamo gli ultimi mesi di gravidanza con 40 gradi a Roma), praticamente ogni giorno, ogni ora, ogni momento, purtroppo non sempre con i risultati sperati.

Sii paziente Anais. Me lo ripeto ogni volta che salgo sulla bilancia e quei chili in più restano sempre appesi. Nonostante cerchi di farci attenzione, nonostante non sia sta gran forchetta, nonostante non mi fermi mai e ho l’impressione che dovrei starne 5 sotto, di chili, quelli sono lì. Sii paziente mi dico, nonostante amiche che hanno partorito anche dopo siano già belle longilinee e anche più magre di prima.

Sii paziente Anais che se ti impegni riesci, mi ripeto ogni volta che invece penso di mollare e allora mangio e bevo come non ci fosse un domani. Sii paziente e fregatene allora, perché arriverà il momento che sentirai da sola quello che sarà meglio per te.

Sii paziente, ogni volta che provo a indossare qualche abito o pantalone nell’armadio, anche quelli che un tempo non potevo più mettere perché fin troppo larghi e invece devo ripiegare su quelle poche 4 cose in croce che mi vanno, tra cui 3 dell’era premaman.

Sii paziente Anais, ogni volta che vedi amiche e conoscenti già belle abbronzate e dai fisici torniti dalla palestra, palestra che tu stai pagano (x te e per tuo marito…) da 3 mesi avendoci messo piede 3 volte.

Sii paziente Anais quando ti fanno inviti improponibili che devi declinare cerando di essere gentile e non far notare “ma come ti viene in mente”.

Sii paziente Anais quando arrivi a fine settimana e vorresti sprofondare 24 ore nel letto ma i venerdì stanno tornando ad essere più affollati di prima e non cela fai ma devi farcela. Sii paziente, prima o poi ti abituerai a lavorare il triplo, datti tempo.

Sii paziente quando devi sentire mille galli e cornacchie che cantano e vorresti solo silenzio. Sii paziente prima di alzare la voce, prima di sbattere porte e telefoni.

Sii paziente quando ti fai dei programmi che praticamente ogni giorno vengono ribaltati. Quando conti di poter uscire ad un’ora ma tutte le riunioni del mondo sono sempre convocate a quell’ora, soprattutto quando hai dormito solo 4 ore o sei sveglia dalle 4 del mattino.

Sii paziente quando non sai né vuoi rinunciare a  nulla, prima o poi capirai quale zavorra buttare fuori dalla barca.

Sii paziente Anais, quando sei stanchissima, hai la testa che scoppia, il sonno che ti chiude gli occhi ma tua figlia ha deciso che quella sera non le va di dormire.  Sii paziente sempre, perché lo sai, hai imparato che se non sei paziente poi è peggio e i 5 minuti per riaddormentarsi diventeranno 10, 20, 2 ore.

Sii paziente quando il tuo corpo ancora non lo riconosci, quando a 9 mesi di distanza le ferite si riaprono, i seni sono ancora pieni, tutto fa ancora troppo male e niente dà l’idea che si possa tornare a un seppur minimo equilibrio ormonale. Sii paziente Anais, ci vuole almeno un anno dai, ma un anno è tra due mesi, e vabbè.

Sii paziente anziché incazzarti quanto ti senti di essere trattata in maniera diversa da quando sei mamma oppure ti trattano allo stesso modo e non si rendono conto che però sei mamma. Insomma non sai neanche te come vuoi che ti trattino, sii paziente, lo capirai. O forse lo capiranno.

Sii paziente perché il mondo continua a girare anche se ti senti impalata o la tua testa e i tuoi pensieri ora girano solo intorno ad una persona o un argomento. Sii paziente, prima o poi tornerai a parlare anche di tante altre cazzate.

Sii paziente Anais, perché se di tutto quello che hai fatto sino ad ora non ti frega più nulla, ti senti continuamente fuori posto, disinteressata e poco interessante. Vedrai che è un momento, ti abituerai a questo tuo stato di trasparenza a cui probabilmente sono oramai abituate tutte le mamme del mondo.

Sii paziente Anais che prima o poi tutto tornerà a posto oppure tu riuscirai a trovare il tuo posto in tutto questo nuovo disordine ordinato.

Sii paziente Anais ma soprattutto sii paziente con Vittoria, che è l’unica per cui ne vale la pena.

Annunci

E poi succede che

Se ora se vedo una delle tante pubblicità per fare beneficienza ai bambini malati devo cambiare perché non li posso vedere e mi viene un groppo al cuore.

Per quanto mi sono lamentata dell’ultimo mese di gravidanza ora questo periodo mi manca tantissimo. Contare i giorni tra ogni visita per poterla rivedere, chiedersi come potrebbe essere, fare progetti, sogni. E ora anche io se vedo una donna incinta mi commuovo e mi sale la nostalgia. Perché nonostante sia una prova fisica che ti cambierà per sempre e le cui conseguenze continuerai ad avvertire per mesi, è un’esperienza unica. E la consapevolezza che, quasi certamente, non mi capiterà più, mi dispiace molto. Per questo mi tengo stretta i miei ricordi e cerco di non perdermeli.

Ho ancora così vivido in me il ricordo del parto – tosto tostissimo ma a posteriori e leggendo tante brutte storie, sicuramente un buon parto – e di quando finalmente ho visto Bubi per la prima volta ed era bellissima.

Mi ricordo quando me l’hanno riportata la prima volta e per la prima volta siamo state da sole e di come subito abbia imparato a riconoscerne il pianto.

Sono stati e sono mesi tostissimi. Non avrei mai creduto, io che tutto sommato riesco sempre a far tutto, di ritrovarmi così inadatta e sopraffatta dalle esigenze – normali e naturali – di questa bambina, che quasi ogni giorno mi sembrano insormontabili.

Sto cercando di lavorare tanto su me stessa, sui miei spigoli, i miei limiti e le mie ossessioni. Vorrei cancellare tante notti, tante lacrime e nervosismi e paure ma non si può e posso solo cercare di fare meglio d’ora in poi anche se ora verrà la parte più difficile.

Iniziare a separarsi poco a poco da te anche se, al momento, mi sembra una cosa così impossibile per entrambe.

Sta finendo un momento magico e protetto e che non tornerà più e per questo mi pento, per le mie debolezze, di averlo in parte sprecato.