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Diario di Mamma Anais #1

Dopo un mese oggi è il primo pomeriggio che passo da sola con mia figlia. E Holga ovviamente che, a parte qualche momento in cui richiede più attenzioni o mette gli occhioni da randagina, sembra aver preso piuttosto bene il nuovo arrivo, pianti notturni compresi.

Quindi al momento è da circa un’ora che sono più o meno immobile sul letto, con la frugoletta che oramai supera abbondantemente i 4 kg, spalmata addosso. A breve inizierà a piangere per la fame. Le giornate sono più o meno uguali, dettate da come gira alla gnappa. Che, sostanzialmente, ha sempre appetito, a volte resiste due ore, raramente 3, spesso una. Tra questi momenti spesso dorme, ma solo tra le braccia di qualcuno, appena la metti giù scende l’apocalisse in 3 minuti. Poco a poco cercheremo di abituarla ma non è semplice. Tutti consigliano di non “viziarla”, di non farla dormire con noi che è la fine… ma non è semplice perché dopo una giornata intera appresso a lei e notti complicate che non sai mai quando potrai chiudere gli occhi, faresti qualsiasi cosa pur di dormire. Ma non dormirai mai più come prima. Mai più.

Spero che prima o poi superi questo distacco, comunque so che prima o poi rimpiangerò questi momenti di appiccicume cui, tutto sommato, mi sto abituando.

Per il resto sono un po’ annoiata, guardo un sacco di TV, serie a non finire, a leggere riesco poco, quando ho le mani libere cerco di sistemare un po’ o sistemarmi io. Riusciamo a farci una passeggiata più o meno tutti i giorni, ma solo qui intorno. Fare “shopping” in Farmacia, dai cinesini o all’IN’S sono le mie botte di vita.

Ieri sono scappata un’ora da Euroma per comprare un po’ di vestiti più pesanti perché molti ci hanno regalato tutto per quando sarà più grande e ieri per farla uscire con il vento è stata una piccola tragedia perché non avevamo nulla di pesante con cui coprirla. Le ho comprato un sacco di cose… lo so, esagerando come sempre. Ma penso sia l’euforia dei primi tempi e non voglio colpevolizzarmi più di tanto. Sono diventata Amazon dipendente.

I miei vengono sempre quando Massi non c’è, il che mi aiuta molto ma mi fa sentire diversa visto che sono sempre stata abituata a stare sola e fare da me. Tanti amici e parenti sono venuti a trovarci per conoscere Bubi, tante festicciole per lei…

Io nel frattempo sto lievitando, aimè. Sono riuscita a contenere il peso in gravidanza, non eccedendo granché tant’è che appena tornata e con l’avvio dell’appartamento ho perso subito un sacco di peso e tutta quella ritenzione che mi aveva resa gonfia un po’ ovunque.

Ma nelle ultime settimane non riesco a smettere di smangiucchiare. Perché sono annoiata, esco poco e mi illudo che concedermi questi strappi mi sollevi il morale ma non è così. Devo stare attenta, cercherò di darmi una regolata. Da ieri ho provato a fare qualche piccolo esercizio, non è facile visto che a parte qualche sguazzata in piscina ad agosto e i giri del quartiere, sono 9 mesi che non mi muovo. Pian piano cela farò, non devo avere la fretta che mi contraddistingue.

È incredibile come la gravidanza incida massicciamente sul corpo e i bioritmi di una donna. Da 10 mesi non ho il ciclo né so quando tornerà ma dopo il parto – ah già, il parto… – continuo comunque a sanguinare… i punti dovrebbero essere saltati ma ancora non mi sento del tutto apposto… e poi il seno. Sono felice di poter allattare senza troppo dolore, ero così spaventata. Ma questo seno enorme è una cosa che proprio non sopporto e mi spaventa l’idea che possa non tornare apposto.

Prima o poi riuscirò a tornare dal parrucchiere e non avere più i capelli da nonna Berarda. Da sola cerco di curarmi quanto posso, ogni tanto mi trucco o mi pistro i capelli anche se sono in casa perché non voglio vedermi sciatta. Alcune abitudini cerco di mantenerle anche se mi fa strano rinunciare a tante cose che prima mi sembravano fondamentali. Mi vesto sempre uguale, tante cose ancora neanche le ho recuperate dai lavori ma tante comunque ancora non mi entrano e chissà quando potrò tornarci dentro. Tutti i miei fondamentali accessori, anelli, collanine ecc… tutto inutile ora perché potrei ferirla o lei ci si attacca.

Scusate lo zibaldone… penso che tornerò spesso a sfogarmi qui, quando avrò le mani libere 😉

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One month after…

E così sono mamma.

È passato fin troppo in fretta questo primo meraviglioso, terribile e rocambolesco primo mese. Il 21 settembre alle 21.30 è nata la mia piccola Vittoria, ed ovviamente ora niente è più come prima.

Sono stati giorni intenisissimi ma anche molto duri. Non è facile passare dalla totale indipendenza alla totale dipendenza che questo piccolo esserino ha nei miei confronti.

Essere madre è qualcosa che fino a poco tempo fa non mi interessava affatto e credevo non mi sarebbe mai capitato. E ancora non mi capacito di esserlo diventata. Sono molto spaventata e impreparata da ciò che mi aspetta. Consigli, ragguagli, racconti, molti dei quali ansiogeni, si sono accavallati nei mesi. Io cerco di prendere il buono ma di fare il più possibile di testa mia.

È strano come io, che soffro da sempre di manie di controllo e aspirazioni perfezionistiche, stia accetando di buon grado di essere una mamma splendidamente imperfetta. Insicura e imperfetta. Sbaglio a comprare i vestiti e a vestirla, metto pannolini al contrario, esagero con salviette e pasta fissan, salto sistematicamente almeno un bottone automatico ad ogni cambio e non riesco a far passare la testa dai body, appena posso la ammollo in braccio a qualcuno, ho optato per l’allattamento misto, la faccio dormire con me, appiccicata a me e appena piange la prendo subito in braccio.

Ma da qualche giorno io e Vittoria ci guardiamo tanto negli occhi e penso che ci stiamo simpatiche e ci amiamo ogni giorno un po’ di più. Nelle nostre dolci e reciproche imperfezioni, con la voglia di crescere insieme.

Ps: appena posso vorrò raccontarmi la mia gravidanza e darvi qualche dritta;)

Vacanze romane

Finita la prima settimana di vacanza, quasi al giro di boa della seconda, in cui tra l’altro, capita anche il mio compleanno.

Un altro compleanno romano… e pensare che c’era un tempo in cui per abbattere la sfiga del compleanno agostano (in cui non c’è mai nessuno con cui festeggiare…) cercavo di starmene sempre in qualche parte del mondo. Ma ora, che non ho più voglia di festeggiare questi compleanni pesanti, va bene così… anche se a dire il vero oramai sono più le persone che sono a Roma in questo periodo di agosto che le altre. Eh sì, oramai le ferie seguono percorsi strani, se le si fanno. Anche io per prima quest’anno, anche se un po’ forzatamente, ho sperimentato le ferie a luglio… ed è vero che ho qualche giorno anche ad agosto ma infatti sto a Roma…

Vedo sui soscial persone che si fanno 2/3 vacanze in 2/3 posti… o perché hanno case e/o amici e/o parenti un po’ ovunque oppure perché spezzano, al posto di un’unica vacanzona oppure semplicemente hanno le possibilità di girare un sacco.

Qui a Roma in soldoni comunque c’è un sacco di gente, a parte forse la settimana scorsa in cui almeno nei quartieri molti negozi poi erano chiusi ed effettivamente metteva un po’ tristezza. Ora già un buon quarto di gente è tornata e la settimana prossima sarà anche peggio…

Alla fine non mi sono ancora annoiata. Ogni giorno c’è sempre qualcosa da fare, da pulire, da sistemare. Alterno letture, film, serie… sono tornata in piscina, ogni tanto passeggio, faccio un po’ di shopping… vita sociale pari a 0 ma non mi lamento.

Cerco di riposare molto e rallentare anche se il tempo qui vola e la tempesta si avvicina. E lì sì che sarà da divertirsi…

Aspettative

Anche questa settimana lavorativa sta finendo, dire che sto facendo il countdown questa volta è davvero riduttivo. Andare a lavoro, lavorare… questo periodo sta diventando una fatica mentale e fisica non indifferente, forse proprio perché so che il traguardo è vicino… Sarò comunque “socialmente reperibile” almeno fino a fine mese aimè, ma almeno la fatica fisica dovrei levarmela.

Poi, ho dei programmi… poi agogno quest’ultimo ultimissimissimo mese tutto per me, lo desidero più di un anello di Tiffany. E sentire che invece i programmi potrebbero cambiare e si potrebbe tutto anticipare un po’ mi ansia… è che agogno il momento in cui potrò leggere ininterrottamente per ore, sguazzare in piscina a pesce morto… dimenticarmi dell’orologio. E forse iniziare a capirci qualcosa. Cavolo, un mese almeno mi serve!

Sarà l’agosto più strano della mia vita. Ovviamente sento molti spasimare per le vacanze, per viaggi fichissimi che forse non farò mai, altri invece che non farei manco se me li regalassero. Sicuro tutti abbiamo bisogno di staccare ed io purtroppo quest’anno l’ho fatto molto poco, mentalmente… il che mi fa pensare a quanto ne abbia davvero bisogno. A quanto vorrei frullare questo benedetto aggeggio per sempre o svegliarmi e il mondo è di nuovo senza internet e senza social.

Vabbè, intanto accontentiamoci dei weekend.

Il difficile tornare

(O ancora su… i disturbi traumatici post trasloco).

I ritorni sono sempre complicati. Rientrare nella vecchia taglia dop il Natale, in un paio di stivali dopo un’estate di ciociette, sul conto in rosso, a lavoro dopo le vacanze e a casa dopo un trasloco.

Ecco, siamo appena al 20 luglio e io ho già fatto le ferie e ho ancora più di metà casa e metà vita da tirare fuori dagli scatoloni.

Riprendiamo quindi in mano questa situazione, dopo esser partiti a soli 5 giorni dalla riconsegna di casa, con giusto il tempo di capire dove fossero scarpe e vestiti da montagna.

Ora, casa è sempre la stessa ma in realtà ora molte cose sono cambiate quindi non si tratta semplicemente di tirare fuori le centinaia di cose e rimetterle dove erano, ma riorganizzare il tutto, ottimizzare spazi, tempi e fatiche. È tutto molto diverso, il che è anche molto eccitante ma per il mio bisogno spasmodico di ordine è un po’ problematico.

Perché con il caldo, il lavoro… la sera mettersi ad aprire scatole e riempire armadi o montare mobili non è proprio il massimo. Infatti questo weekend siamo riusciti a dare finalmente una bella impennata e a poco a poco inizio a orientarmi meglio.

La seconda fase del trasloco è comunque un ulteriore momento di confronto con se stessi attraverso le cose accumulate negli anni. È rassicurante ritrovare i soliti piatti, bicchieri, quel pupazzetto o quel libro preso in quel viaggio… Ma a volte mi nauseo da sola a pensare a quante inutilità ho accumulato o a quanto mi sia stufata di avere magari da 10 anni le stesse posate, allo stesso posto.

Ecco perché penso che ci sarà un’altra bella ondata dal mercatino. Torniamo sempre alla vita di sempre, alle cose di sempre. Ma anche le cose e soprattutto noi possono avere un’altra seconda vita.

Diario friulano part II

Scorrono questi ultimi giorni prima della ripartenza. Alla fine è arrivata la pioggia, ieri dopo un bel acquazzone qui l’aria è decisamente frizzante. Oggi proviamo a schivare i temporali andandocene verso Klagenfurt, la capitale austriaca dalla Carinzia, sempre sul grande lago Worteer See, ripiegando eventualmente su qualche bel centro commerciale austriaco, aimè.

Qui come sempre ci siamo dati alle pazze spese soprattutto dolciarie e culinarie… dolci, salumi e formaggi sono tanta roba qui, così come il pane di ogni tipo, difficile resistere. Oltre che alle grosse svendite nei super mercati che sembrano davvero boutique. Ho fatto il carico di cioccolate che già so non toccherò più una volta varcato il GRA. Per il resto, HM qui costa ancora meno che in Italia durante i saldi, forse perché c’è più scelta, ma per me questa estate non ha molto senso fare shopping, ecco perché ho ripiegato su trucchi, creme e cremette naturali che qui abbondano e a costi molto più che accessibili.

Holghina sta sempre con noi e io ne sono davvero felice, trotterella sempre al nostro fianco e poi quando siamo a casa crolla per ore e ore, quasi come me. Ora cerchiamo di goderci al massimo questi ultimi giorni, che chissà quanto tempo passerà prima di poter tornare di nuovo tra questi monti e poi soprattutto perché al rientro ci aspetta una bella avventura, a partire dalla casa che è rimasta ancora tutta bella inscatolata… il che da una parte è uno sprono a tornare, ma dall’altra… mi chiedo se mai torneremo ad avere una casa perfettamente organizzata e razionale come un tempo. Chissà..

Diario friuliano

E la prima settimana di ferie è già volata. Abbiamo attraversato mezzo stivale facendo tappa nell’amata Toscana, nei pressi di Valdarno e nella bellissima Verona, cui vale sempre la pena tornare, prima di approdare qui nell’alto nord-est. E così anche quest’anno non rinuncio ad un po’ di est, questa volta italiano. Anche se in questa cittadina di frontiera si passa di continuo tra Italia, Austria e Slovenia, in un coacervo di culture, lingua, cibo e specialità.

Ci ho trascorso tante vacanze qui, in anni davvero speciali con persone speciali. Con cari amici, con alcuni ci siamo persi, con altri ci siamo innamorati per quel tanto che dura una serata estiva. Mi piace tornare nei posti cui sono affezionata, rivivere i ricordo, cercare e trovare, oppure no, le differenze. Certi paesaggi poi ti entrano dentro e sono contenta che anche Massi si trovi bene tra questi monti. L’aria è frizzante, tanti sportivi e tanta gente rilassata intorno. Le malghe e i baretti sono sempre pieni e questo odore di foglie e corteccia aleggia ovunque.

Ci passerei un mese qui, senza annoiarmi anche perché quest’anno i ritmi sono lenti e ho bisogno di più pausee. Vorrei solo riuscire a rilassarmi un po’ di più, ma so che ci riuscirò quando praticamente sarà il momento di tornare a tutto. Tutto ciò che mi aspetta.