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Se…ttembre

Settembre settembre, ma quando arrivi? Sicuro che arrivi domani o quest’anno ci fai qualche scherzo? E quando arriverai, cosa ci porterai? Provo ad esprimere qualche desiderio…

In primis della pioggia, ti prego, ma della pioggia vera, che si porti via questa afa assurda, il sudore, lo zozzume da macchine e strade. E magari qualche grado in meno così ci si inizia a coprire tutti un pochino di più. Qui è da maggio che si gira in canottiera e improbabili mise. 

Vorrei sapere chi è che ha detto che l’estate ci rende più belli. Se sei fico e tonico e hai gusto, altrimenti io vedo per lo più uomini (ma anche molte donne) vestiti in modo improponibile, abiti pezzati, la gente bianchiccia tipo me fa senso e gli abbronzati lo sono sempre fin troppo e hanno un’aria così volgare. 

Vorrei tornare ai miei capelli lisci, di piastra ovviamente, e non questi chignon strizzati che mettono in risalto tutta la mia aureola sempre più bianca.

Sicuro è che ci toglierai la luce, qui alle 20 è già sera e andrà sempre peggio, ma la colpa è sempre di ottobre, vero? Però le zanzare sono compito tuo, mi raccomando: mai come quest’anno mi hanno massacrata e non ne posso più. Riprenditele, grazie.

Poi mi toglierai cibo e alcol e aperitivi, perché toccherà tornare dalla Giada e ricominciare a darci una regolata. Basta che ti riprendi almeno 3 kg però. Poi me la vedo io con l’inverno.

E gli amici? Me li riporti da mete esotiche e non? Che siamo ancora tutti un po’ dispersi qua e là?

Spero arrivi anche qualche serie tv nuova, che sono dovuta tornare ai grandi classici anche se dedicarmi di più alla lettura non mi dispiace visto  che devo anche preparare un nuovo incontro sulle fotografe.

Portaci anche qualche cliente e lavoro nuovo, perché senza troppo stress o riunioni infinite non sappiamo stare.

E gli studenti? Mi raccomando! Almeno 60, lo sai. Ché abbiamo anche i muri tutti intonacati e se dio vuole anche il parquet nuovo.

Insomma, io ci conto, ti aspetto. Tutti ti aspettano con ansia, non sempre positiva ma tant’è. Tu sbrigati e non ci deludere.

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Still alive

Ammazza che settembre da botti. E ancora non è finito, questo odioso e maledetto mese. E pensare che un tempo era il mio preferito, quando non vedevo l’ora di tornare dalle vacanze con i miei e scorrazzare liberamente con le amiche prima di tornare sui banchi. Stesse amiche che oggi si sono sposate, hanno bambini… che nostalgia!

Sono stata travolta, come sapevo, dal lavoro – e sono nel ciclico momento in cui non ne combino una giusta e sto sulle palle a boss – ma soprattutto dal riavvio dell’associazione. Ho quindi calmato l’ansia in cibo e alcol e ora ho l’ansia che a fine mese ho di nuovo visita con il nazista. Eh per forza. Esattamente un anno fa stavo a stecchetto vero e mi chiedo come abbia resistito per un tempo doppio di quello che oggi mi spetterebbe.

Tra le novità belle di questo mese c’è stato il primo approccio con il russo. Difficilissimo ma mi sta piacendo un sacco cimentarmi con una lingua così diversa. Perché sono le novità, in fondo, il vero sale della vita.

I giorni del vizio

La giornata in cui preferisco uscire o meglio, spararmi un bell’aperitivo rinforzato, è la domenica. Mi piace girovagare lenta per casa durante il giorno, sistemare qua e là o come in questi ultimi scampoli estivi, trascorrere qualche ora in piscina e poi uscire nel tardo pomeriggio. Ritornare poi a casa non troppo tardi così da godermi ancora qualche ora di relax, di serial o di libri, prima di cominciare la macumba del rientro a lavoro. 

Sì perché la domenica alla fine non è un giorno di festa, quello è il sabato, ma è il giorno prima di rientrare a lavoro. Per questo ha bisogno di vizi, per questi lunedì  che sono sempre più pesanti e domani in particolare è uno dei peggiori.

Oramai è settembre, oramai non si può più rimandare niente. L’ansia fa capolino ed io ho bisogno di affogarla un po’.

Buon inizio settembre a tutti

Ricominciare

La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni… o giù di lì. La prima settimana di rientro è già quasi finita, e a me per certi versi sembra di non aver staccato mai questa volta, sicuramente complice la tecnologia. O almeno, il mio modo di viverla.
Come si suol dire, settembre è il mese dei buoni propositi. Mi metto a dieta, rinizio la palestra, voglio avere più cura di me stessa, voglio passare più tempo con i miei amici, coltivare di più le mie passione e bla bla bla.
Ma la vita che mi sono scelta negli ultimi tempi è un pochino complicata, anche piacevolmente complicata, per cui già so che non ci sarà molto tempo e molto spazio per portare a termine questi propositi.
C’è stato un tempo, un momento bellissimo ma sempre più lontano, in cui questo è stato possibile.
Ma inutile girarci attorno, il 2013-2014 si prospetta come un nuovo anno bello carico di lavoro e di impegno, e per certi versi sicuramente meglio così.
Solo come tutti voi vorrei avere piu tempo. Per tutto, per me, per stare meglio. E poi sapete per cosa? Mi sono accorta che mi manca la mia città. Vivere rilegata in un quartiere, con i soliti posti, i soliti locali, le solite abitudini, inizia a starmi stretto.
Mi manca esplorare, conoscere nuovi posti, mi manca il centro, mi manca persino il vecchio quartiere dove lavoravo da cui era possibile raggiungere tutto.
Ecco allora forse questo potrebbe essere il mio proposito. Che sembra semplice, e no lo è affatto. Stupirmi per ciò che mi circonda, cambiare prospettiva, angolatura. O forse mettermi un paio d’occhiali.