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I giorni del vizio

La giornata in cui preferisco uscire o meglio, spararmi un bell’aperitivo rinforzato, è la domenica. Mi piace girovagare lenta per casa durante il giorno, sistemare qua e là o come in questi ultimi scampoli estivi, trascorrere qualche ora in piscina e poi uscire nel tardo pomeriggio. Ritornare poi a casa non troppo tardi così da godermi ancora qualche ora di relax, di serial o di libri, prima di cominciare la macumba del rientro a lavoro. 

Sì perché la domenica alla fine non è un giorno di festa, quello è il sabato, ma è il giorno prima di rientrare a lavoro. Per questo ha bisogno di vizi, per questi lunedì  che sono sempre più pesanti e domani in particolare è uno dei peggiori.

Oramai è settembre, oramai non si può più rimandare niente. L’ansia fa capolino ed io ho bisogno di affogarla un po’.

Buon inizio settembre a tutti

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Panic on the streets of Anais

Insomma, che il rientro non sarebbe stato soft lo sospettavo, ma la realtà supera sempre la fantasia, peggiorandola.

Mi illudevo che quel break bastasse, invece dopo le splendide feste trascorse quest’anno, è stata dura rientrare a lavoro. Gennaio poi è anche peggio di settembre: o paranoica calma piatta oppure si scatenano le smanie dei piani marketing del nuovo anno. È andata fifty fifty. Comunque ho discusso subito con il capo, tanto per inaugurare l’anno. Non sono svogliata e apatica come a settembre, però questa specie di quiete mi mette ancora più ansia, specie quando il lavoro devi inventartelo.

Poi si ricomincia pure con la promozione dei corsi per cui capirai, mal di testa ben tornato. Adesso poi che sono tornata a prender le gocce la sera, dormo di sasso e la mattina mi sveglio con un sonno che neanche fossi in piedi da ore.

Devo anche ricominciare a fare attenzione al mangiare, che adesso che il mio stomaco si è riaperto a leccornie che non vedeva da mesi, con l’aggravante della solita super befana golosa di mia mamma, tornare a regolarsi è tosta e infatti sono ingrassata. Poco ma per me è subito obesità. Figuriamoci. Perfezionista di merda quale sono, a quell’accenno di pancia piatta conquista con lacrime e sangue non voglio rinunciare. E soprattutto ho speso un fracco di soldi per cambiare mezzo armadio.

Per cui, armiamoci di pazienza e serriamo i ranghi. Prima o poi questi mesi passeranno e torneremo a respirare odor di vacanze. Intanto sabato pausa milanese per vedere un po’ di bella vera fotografia. 

To do list

L’ho preso bene stavolta il rientro, davvero bene. Tanto che mi sono venute solo tre herpes. Potevano essere quattro o sei, come il mio record storico. Ma la settimana non è ancora finita.
Pertanto ho deciso di darmi una mano e su consiglio di una solerte farmacista, mi sono affidata ai fiori australiani, modello “Energia”.

Ad ogni modo voglio volermi bene, per cui evito di farmi buoni propositi e programmi stalinisti tipo mettersi a dieta, smettere di fumare, riprendere la palestra, iscriversi ad un corso di inglese, riprendere a fotografare seriamente, andare dall’estetista, diventare presidente del consiglio. Mi limiterò, invece, a stilare delle liste quotidiane. Il mio grande cruccio del 2015 infatti è stato non dotarmi di una grande e capiente agenda dove, ordinatamente e quotidianamente, elencare tutte le attività, lavorative e non, da svolgere. Affidando per cui tutto alla mia mente e alla memoria e, dunque, al caos.
Piccole e grandi mansioni, rigorosamente sotto punti elenco. Come quando ero all’università. Non potete capire la gioia liberatoria nel barrare, di volta in volta, le attività svolte.

Capace che faccio la pazzia e mi compro, ora, un’agendona del 2015. Ad ogni modo, ricomincio così. Tutto sotto controllo Houston.
E che il guru Satomi dei Fiori di Bach d’oltre oceano sia con me.