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Traslocando: organizzare il rientro

Finalmente siamo agli sgoccioli. Se Dio vuole giovedì ci riconsegneranno le chiavi di casa, così dopo 6 lunghe settimane potremo tornare a casetta nostra. Anche se, a dire il vero, al momento non ha più l’aspetto di una casa pronta a riaccoglierci. Così, anche gestire il rientro non sarà semplice. Innanzitutto bisogna cercare di riavere quantomeno il minimo per tirare avanti i primi giorni.

Le “vecchie” si stanno organizzando per i turni di pulizie, svaligiando negozi di detersivi e lanciando lavatrici praticamente h24. Domani finalmente arriverà il letto (che in 10 anni non avevamo mai comprato) quindi missione numero uno di mia suocera è pulire e sterilizzare il materasso dalla polvere. Poi il divano e le sedie. Quindi capire dove sono finite stoviglie e piatti e riportare un minimo di dispensa. Poi asciugamani e lenzuola e un paio di valigie di vestiti. Per il resto ci vorrà tempo, forse tutta l’estate, prima di riavere una casa un minimo accogliente.

Per me la priorità è rientrare anche perché non resisto più senza Holga e anche lei inizia ad essere troppo destabilizzata e sicuramente sarà traumatico anche tornare in una casa dove non avrà più i suoi soliti spazi. E anche io ho bisogno di tornare alle mie abitudini, anche se a breve perché poi partiremo per le vacanze, per questo penso che trascorreremo l’estate a sistemare, a riportare le centinaia di scatole da una casa all’altra e a capire che cavolo di mobili comprare.

Ora mi sembra tutto così diverso.

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Still alive

Ammazza che settembre da botti. E ancora non è finito, questo odioso e maledetto mese. E pensare che un tempo era il mio preferito, quando non vedevo l’ora di tornare dalle vacanze con i miei e scorrazzare liberamente con le amiche prima di tornare sui banchi. Stesse amiche che oggi si sono sposate, hanno bambini… che nostalgia!

Sono stata travolta, come sapevo, dal lavoro – e sono nel ciclico momento in cui non ne combino una giusta e sto sulle palle a boss – ma soprattutto dal riavvio dell’associazione. Ho quindi calmato l’ansia in cibo e alcol e ora ho l’ansia che a fine mese ho di nuovo visita con il nazista. Eh per forza. Esattamente un anno fa stavo a stecchetto vero e mi chiedo come abbia resistito per un tempo doppio di quello che oggi mi spetterebbe.

Tra le novità belle di questo mese c’è stato il primo approccio con il russo. Difficilissimo ma mi sta piacendo un sacco cimentarmi con una lingua così diversa. Perché sono le novità, in fondo, il vero sale della vita.

On going

Chi se lo aspettava che questo autunno sarebbe stato così intenso. Mancano due mesi a Natale e io non vedo l’ora, più che altro penso alla tregua e alle vacanze. E al cibo. Ho superato il primo giro di boa della dieta e non sono ancora soffocata dalla morsa della fame nervosa. E chi se lo aspettava? 

Sono anche due mesi dall’estate e il mio momento depressivo post vacanze è superato alla grande visto  che a lavoro sono stata risucchiata da un vortice di progetti e responsabilità che mi danno ansia ma anche molta carica. Confido anche nel fatto che, prima o poi, raccoglierò i frutti che merito.

Sto anche studiando molto in questo periodo e la cosa mi piace. Anche se ho sempre quella sensazione di non riuscire più ad apprendere come un tempo.

Tempo al tempo, fino al nuovo anno sarà tutto in salita e senza tregua. Non credo neanche riuscirò ad organizzarmi un viaggetto fuga perché questa dieta mi sta un po’prosciugando anche nel budget, tra pozioni omeopatiche, cibo bio e abiti nuovi, visto che ho già perso due taglie.

Spero che novembre vada avanti senza troppi dolori. E che tutti i miei sforzi, a 360 gradi, portino a qualcosa di buono.

Chi vivrà, vedrà.

Paracetamico

E’ stata una settimana atroce, inutile negarlo. Parlo almeno per la mia testa. Dopo quasi due anni di luna di miele, sono 7 giorni circa che vado avanti ad antidolorifici e compagnia bella, con scarsi risultati, se non una stanchezza atavica, due occhi a palla e l’impressione di portarmi sulle spalle un mattone trafitto di chiodi puntuti. 
Probabilmente dovrei fermarmi e stare non dico il pari di 7 ma almeno 2,3 giorni a riposo, tranquilla. Non è possibile. Non nel mio subconscio almeno. Vado avanti, a fatica, anche se alcuni momenti vorrei mettermi a piangere. Mi chiedo che aspetto abbia il mio stomaco in questi giorni. Oppure il mio fegato. Mi chiedo quali saranno un giorno le conseguenze di questo stacanovismo, probabilmente non richiesto se non dal mio Super Io. Mi chiedo perché non sono nata tonda, di testa, oltre che di stazza, invece che essere così inquadrata in determinate logiche e ruoli. 
Sì tutti mi dicono che sarà stanchezza, sarà stress, sarà il tempo, sarà l’umido, sarà che mangio male, troppo, troppo poco. Ma io non sono convinta. E spero, prego, sia davvero un momento di forte stanchezza e non si torni indietro, perché stavolta non ho davvero strategie d’uscita da inventarmi.