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Roundtrip

E niente, si ricomincia. Altro anno, anno dispari, numero sfigatello… chissà cosa ci porterà questo 2017. Rieccomi al locale, per una di quelle giornate full di corso, mentre fuori c’è un sole che spacca le pietre, un freddo insolito che spacca la pelle e l’ultimo week-end di feste rovinosamente sta per concludersi.

Ricominciare quest’anno sarà meno traumatico, forse, visto che a parte giovedì non ho fatto vacanze, ma come sempre la fine delle feste, delle mangiate, dei regali, di quella sospensione del “se ne riparla dopo le feste” è per me sempre triste.

Sarà un gennaio bello tosto,  già lo so. A lavoro un sacco di cose nuove in ballo, il che è bene perché così il tempo vola ma l’ansia è sempre dietro l’angolo. Bisogna ricominciare anche a promuovere i corsi, che marzo non è così lontano, il calendario, le attività. E quindi ansia doppia.

Poi il contorno, riprendere il ritmo in palestra, il circolo degli scrittori, la casa da mandare avanti, nuovi autori da scoprire, nuove foto da cercare, nuovi libri da leggere, la dieta da ricominciare per non buttare tutti i sacrifici di un anno all’aria, ché già sono a buon punto.
Insomma, solita giostra. Nel sistemare casa giorni fa ho ritrovato alcuni dei miei soliti diari, dal 2008 ad oggi. Ed è stato inquietante leggere come alcuni meccanismi non siano affatto cambiati. Brutte abitudini che vanno e vengono, fantasmi che aleggiano, paure che forse non cambieranno mai.

Si va avanti, tra uno schivare e un andare in faccia al destino.

Respira

È stato un weekend intenso di fotografia. Sabato bellissima visita guidata alla mostra Di Vivian Maier a Roma insieme ad alcuni studenti. È bello far conoscere loro gli autori e approfondire insieme un po’ di storia della fotografia. Oggi full immersion di masterclass dalle 9 alle 19 e ne ho approfittato per prepararmi la prossima lezione che farò su Diane Arbus, una delle mie fotografe preferite che ho avuto modo così di approfondire ulteriormente anche per scrivere un mio nuovo articolo che uscirà sulla rivista Erodoto 108. Ci ho impiegato tutto il pomeriggio per farlo, dopo settimane di studio. Non è facile per me, ho sempre avuto il pallino del giornalismo, per un bel pò ho anche scritto e sono stata ad un passo dall’esame da pubblicista (che però poi x la bellissima prassi all’italiana di molte redazioni poco serie secondo cui dovevo pagarmi da sola finti contributi, ho lasciato stare) ma ora che sono abituata a tutt’altro tipo di scrittura, calarmi in una sorta di saggistica è uno scoglio arduo, stimolante ma faticoso. Vedremo se andrà bene.

Tornando al mio lavoro “vero”, da domani mi aspetta una tre giorni per un’altra gara, tanto perché queste settimane erano state poco intense. Ma da giovedì stacco di 4 giorni… Spero di arrivarci viva e senza raffreddore! In attesa della lunga notte post referendum, cerco di godermi queste poche ore di riposo che mi sono rimaste. Stanca, esausta, ma tutto sommato soddisfatta. 

Black friday, black deal

Novembre sta volando e tutto corre repentinamente verso il Natale. Per carità io come sapete lo adoro ma quest’anno mi pare si stia esagerando. È tutta una spinta agli acquisti, sconti su sconti ed offerte per arrivare preparati, in anticipo. Io praticamente ho già fatto quasi tutti i regali di Natale e senza uscire di casa. Salvo poi appunto, con tutto questo tenpo ancora a disposizione, ripensarci e trovare nuove cose che forse potrebbero essere più adatte delle prime. Già so.

E ancora non sono andata per mercatini perché anche quelli già stanno dilagando.

Credo che anche dicembre volerà e sarà col fiato sospeso fino all’ultimo che a lavoro c’è un sacco da fare. Quest’anno poi probabilmente niente ferie e chiusure, anche se ci spero.

Oggi mi godo questa domenica di sole casalinga, con la gola che di nuovo pizzica e uno sguardo ancora a sto maledetto Black friday.

Basta poco che ce vò?

Dunque vorrei provare di nuovo a smettere di fumare anche se esattamente in questo momento lo sto facendo, nonostante abbia una tosse della madonna, o forse lo faccio proprio x questo perché sono incazzata per un’altra lunga settimana di mocciolo, actigrip e benactiv, quindi sono anche un bel po’ rincoglionita.

Stamattina avevo trovato il tabaccaio chiuso e quindi mi sono detta Ok non le compro e mi rileggo il famoso libro “è facile smettere di fumare se sai come farlo” visto che a suo tempo con me funzionò. 

E appunto dice che se siamo fumatori dobbiamo continuare a fumare mentre leggiamo il libro, quindi ho preso subito la palla al balzo.

Vorrei davvero riprovarci perché apparte che mi sono ripartire 7 euro, tra siga e gomme obbligatorie perché il sapore del fumo lo odio, ma poi ultimamente puzzo troppo. Mi puzzano i capelli, i vestiti, l’alito, fa freddo e uscire incappucciata a mezzanotte sta diventando ridicolo.

Vorrei farlo ora perché mi accorgo che sto fumando davvero troppo e oltre alla paura per la salute inizio a pensare che anche la mia pelle possa cominciare ad accusare.

Io non so se ce la faccio a questo giro, continuo a chiedermi come ci sia riuscita, per ben due anni, la prima volta. Così come mi chiedo come sia riuscita a dimagrarie l’anno scorso oggi che non riesco di nuovo a rinunciare più a nulla.

Ricordo che fu tostissima e che a dispetto di quanto letto, fumare ha continuato a mancarmi per anni, altro che. E infatti ci sono ricascata. Ricordo che sono ingrassata e questo al momento proprio mi terrorizza. Penso anche che vorrei poter semplicemente diminuire perché in alcune occasioni la siga ci sta tutta, ma pare che così non funzioni, soprattutto per una compulsiva come me.

Vorrei farlo poi davvero perché detesto queste mie debolezze e sono in una fase in cui ho bisogno di sentirmi forte.

Insomma, non dico a nessuno che sto provando a smettere, faccio la vaga e continuo a leggere. Speriamo però di riuscirci, fate il tifo per me!

Mala tempora

Il tempismo è una delle mie doti più spiccate. 

Tipo che dopo giorni improvvisi di gelo, che sono andata avanti con golfini e pantaloni di cotone, ieri faccio mezzanotte per anticipare il cambio stagione, oggi indosso body, collo alto e calzini da sci e arrivano lo scirocco e 40 gradi.

Inizio la cura preventiva di echinacea che invece si rivela tardiva e mi busco subito un raffreddore come mai negli ultimi anni.

Poi sistematicamente compro stretti i pantaloni in tessuti che non cedono e di una taglia in più quelli che dopo 20 minuti che li indossi calano che è una meraviglia.

E poi ridursi gli ultimi due giorni per consegnare un lavoro che hai in progress da dieci e sistematicamente arrivano mille imprevisti.

Stare attenta a mangiare più o meno tutto l’anno e ridursi a mangiarsi praticamente l’equivalente del fabbisogno italiano a una settimana dalla visita dal nazista.

Che appena finisce l’estate e smetto di fumare e non ho mai fumato tanto come questo periodo.

Io non so questo masochismo da dove provenga, forse di nuovo ho bisogno di una bella cazziata per rimettermi in carreggiata.

Una novella Bukoski de noantri, che se non tocca il fondo e si sgrattugia per bene la faccia non riesce a rigare dritta.

E più ho l’ansia dei cazziatoni, più vado incontro ai pugni a viso scoperto. Bah, mi sa che cho il superio girato sto periodo, ma di brutto. 

Però ho già quasi finito il corso principianti di russo. 

Sì, tempismo e priorità dicevamo…

Still alive

Ammazza che settembre da botti. E ancora non è finito, questo odioso e maledetto mese. E pensare che un tempo era il mio preferito, quando non vedevo l’ora di tornare dalle vacanze con i miei e scorrazzare liberamente con le amiche prima di tornare sui banchi. Stesse amiche che oggi si sono sposate, hanno bambini… che nostalgia!

Sono stata travolta, come sapevo, dal lavoro – e sono nel ciclico momento in cui non ne combino una giusta e sto sulle palle a boss – ma soprattutto dal riavvio dell’associazione. Ho quindi calmato l’ansia in cibo e alcol e ora ho l’ansia che a fine mese ho di nuovo visita con il nazista. Eh per forza. Esattamente un anno fa stavo a stecchetto vero e mi chiedo come abbia resistito per un tempo doppio di quello che oggi mi spetterebbe.

Tra le novità belle di questo mese c’è stato il primo approccio con il russo. Difficilissimo ma mi sta piacendo un sacco cimentarmi con una lingua così diversa. Perché sono le novità, in fondo, il vero sale della vita.

Meno tre

E ci risiamo… lunedì si ricomincia. Sono volate queste ferie? Certo, come sempre, ma sono state buone ferie, con i tempi giusti. Mi godo quindi questi ultimi giorni di semi pace romana, approfittando per fare qualche commissione: Ikea, dopo una vita (piena come sempre) per cambiare finalmente la copertura del divano, ho travasato una pianta che dovevo travasare almeno anni fa, ho provato a farne rivivere una e ne ho comprata una nuova. un po’ di pulizie, ma non come dovrei, dovrei fare più ordine e approfittarne per buttare qualcosa che la casa di nuovo straborda… forse lo farò domani. Ultimi attimi di sole, ultimo libro estivo. Qualche spesuccia e si ricomincia pian piano anche con gli allenamenti. Un chiletto l’abbiamo preso, niente di tragico. Centelliniamo le calorie fino al mio compleanno, che quest’anno per la prima volta trascorrerò al lavoro e quindi avrò bisogno di qualche vizio in più.

Cerco di godermi al massimo quest’ultima lentezza. Anche voi, non tornate, o tornate a poco a poco che qui non ci mancate affatto. 

Ozio (ma non troppo)

A volte, nel mio modo sempre abbastanza forsennato di vivere e organizzare i miei viaggi, dimentico il significato vero di vacanza: non fare una benemerita mazza.

Oggi, mentre mi rosolavo (con scarsi risultati) sul lettino, sonnecchiando e ascoltando musica, per pochi minuti mi sono immersa in questo piacevole clima di ozio totale. Rilassata, rilasciata, sguardo al mare, mi godevo lo spettacolo dell’Italia Ferragostana. Decine e decine di persone immerse nell’acqua, stranamente pulita e quasi cristallina. Palloni, racchettoni, ciambelle. Costumi variopinti di ogni forgia, odore di creme solari misto alla salsedine. Siamo tutti qui, a cercare di vivere al meglio, al massimo o al mimimo, queste agognate vacanze. Guardo la gente nera, unta sui lettini, chiacchierare, sonnecchiare, leggere e mi chiedo chi siano nella loro vita. Quanti siano dirigenti, magari in papabili Aziende, quanti pensionati, quanti ricchi e fannulloni. Come siano le loro vite, le loro case. La fauna marina del posto, come la quasi totalità dei posti italiani poco blasonati, è abbastanza varia e tendente al mediocre. Tanti bambini, ragazzette smunte perennemente in pantaloncini e lontane dal sole (non le ho mai capite neanche quando avevo la loro età) ma anche tante signore e signori un po’ dimessi. Vestitacci, capellacci, voglia di fregarsene, almeno per qualche giorno, pensando solo a magnate di pesce e pizza. Di signore bene qua se ne vedono sempre meno, bisogna spostarsi più verso la Maremma, lì sì che è un circo.

Devo dire che la massa ferragostana un po’ mi ha colta alla sprovvista, abituata alla pace e alla calma di questo paese. Non è superbia, ci mancherebbe, ma mi sento così lontana e diversa da questa massa. Un po’ me ne dispiace, un po’ lo preferisco. Spero solo che ferragosto passi presto, ché è una delle giornate più inutili e sopravvalutate dell’estate.

Mi concedo ancora qualche giorno di serenità per ricaricarmi, ché di queste giornate scariche me ne capitano davvero poche ed è bello ogni tanto concedersi il lusso del nulla e della lentezza, qui dal mio posto preferito di sempre (aimè guastato dalle urla di soliti bimbi scassa minchia e di conseguenza del mio cane più insofferente di me).