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Abitudini che mi mancano (o buoni propositi per il 2017)

Andare al cinema, spesso.

Andare a teatro, ogni tanto o all’opera, una volta nella vita.

Andare a colazione fuori il sabato o la domenica mattina, giornale e passaggiata.

Andare a cena fuori con mio marito, spesso.

Partenza mordi e fuggi nel week-end, ogni tanto, in macchina, con la bella stagione e conoscere paesi e regioni in cui non sono mai stata.

Leggere di più, libri anche seri ed impegnati, non solo storie d’amore o gialli scandinavi.

Vedere film impegnati, a casa, non solo serie TV.

Fare delle cene a casa, con gli amici.

Andare a bowling.

Passeggiare in centro, il sabato o la domenica e restare a pranzo fuori.

Vedere più mostre, non solo fotografiche.

Andare a letto prima dell’una di notte.

Scoprire o riscoprire gruppi musicali.

Non ci vorrebbe poi molto.

Roundtrip

E niente, si ricomincia. Altro anno, anno dispari, numero sfigatello… chissà cosa ci porterà questo 2017. Rieccomi al locale, per una di quelle giornate full di corso, mentre fuori c’è un sole che spacca le pietre, un freddo insolito che spacca la pelle e l’ultimo week-end di feste rovinosamente sta per concludersi.

Ricominciare quest’anno sarà meno traumatico, forse, visto che a parte giovedì non ho fatto vacanze, ma come sempre la fine delle feste, delle mangiate, dei regali, di quella sospensione del “se ne riparla dopo le feste” è per me sempre triste.

Sarà un gennaio bello tosto,  già lo so. A lavoro un sacco di cose nuove in ballo, il che è bene perché così il tempo vola ma l’ansia è sempre dietro l’angolo. Bisogna ricominciare anche a promuovere i corsi, che marzo non è così lontano, il calendario, le attività. E quindi ansia doppia.

Poi il contorno, riprendere il ritmo in palestra, il circolo degli scrittori, la casa da mandare avanti, nuovi autori da scoprire, nuove foto da cercare, nuovi libri da leggere, la dieta da ricominciare per non buttare tutti i sacrifici di un anno all’aria, ché già sono a buon punto.
Insomma, solita giostra. Nel sistemare casa giorni fa ho ritrovato alcuni dei miei soliti diari, dal 2008 ad oggi. Ed è stato inquietante leggere come alcuni meccanismi non siano affatto cambiati. Brutte abitudini che vanno e vengono, fantasmi che aleggiano, paure che forse non cambieranno mai.

Si va avanti, tra uno schivare e un andare in faccia al destino.

Vorrei, non vorrei, ma dovrei

La prima settimana (lavorativa) dell’anno sta già per finire, ed io ancora non mi sono fatta un’idea di come sarà questo anno nuovo, né ho particolari progetti.
Ci provo a fare un “rough”, come si dice da noi. Vediamo, innanzitutto vorrei anzi devo tornare in piscina. Vorrei farmi una bella pulizia dei denti, ricominciare a leggere come un tempo, ma dovrei anche studiare un po’. Mi sono iscritta ad un corso online per editor e correttori di bozze, ecco vorrei finirlo e superare il test. Poi vorrei non abbandonare la scrittura. Magari trovare un corso migliore, o iniziare a scrivere sul serio. Mi hanno proposto di fare la blogger e scrivere di food e wine. Chissà… ecco, un bel corso di degustazione lo farei di corsa. Ma in effetti dovrei tornare a studiare un po’di inglese. Dovrei, ma non vorrei, mettermi un po’ a dieta, uff. Vorrei tornare al cinema più spesso e innamorarmi di nuovo di qualche bella pellicola. Vorrei non perdere niente. Vorrei già prenotare il prossimo viaggio e iniziare a contare i giorni che mancano al decollo. Vorrei tornare alle terme o in qualche Relais toscano. Vorrei avere voglia di un figlio. Vorrei una macchina fotografica nuova, magari per ritrovare la voglia di scattare come un tempo, prima di tutte queste sovrastrutture e delle mie paure. Vorrei non dover più avere a che fare con alcune persone e azzerare un po’ la mente, i ricordi. Vorrei tornare ad essere più padrona del mio tempo e non perdermi dietro a sciocchezze.
Vorrei andare in Africa ma preferirei tornare in America e incantarmi di nuovo. Vorrei vedere i Panda e magari, accarezzarne uno.
Ah e poi vorrei anzi, dovrei, diventare piu strategica. Non ho capito bene, ma ci provo, ci proverò.