Archivi

Il senso di Anais per gli affari

E comunque Roma non accenna a svuotarsi… piscina ancora piena, 20 minuti di fila alle casse, fila sull’ardeatina, locali pieni, solito parcheggio sotto casa che non si trova, traffico… ma vene volete annà??!

Ps fuori tema: perché ogni volta che mi scapicollo in qualche supermercato attratta dal volantone delle offerte, non controllo mai la data di inizio? È sempre, sempre, sistematicamente, a partire dal giorno dopo… ma che cazz!

Fa callo

Collega: è arrivato un pacco per te!
Anais: ah sì grazie, dov’è?
Collega: no guarda il corriere dice se scendi…
Anais: ah… addirittura? Ma si saranno sbagliati…


Corriere (sudato, molto sudato, appanzato e accasciato sul portone, mentre si asciuga il sudore sulla fronte con una pezza… mi porge il pacchetto): sei te Anais?
Anais: emh sì…
Corriere: tiè va, famme er favore ma cho er furgone rotto, numme se chiude… non lo posso mica lascià! qua si me se rubbano tutto è un macello! Na firmetta…. ecco, apposto! grazie, ciao nì!
Anais: arrivederci…

Cronaca nera di quartiere

A: “C’era un sacco di polizia davanti al Solarium a Piazzale Tosti. Macchine, luci blu, fotografi, uno con una videocamera… o è successo qualcosa o stanno girando un film…”

C: “Ma sì, vedrai che staranno girando un film… allora che ci mangiamo a cena?”

Beata ingenuità di noi, gente per bene.

ROMA, GAMBIZZATA LA TITOLARE DI UN CENTRO
ESTETICO. “AGGUATO NEL SUO NEGOZIO”.

Just my immagination

Mi piace interrogarmi sulla vita della gente. Alcune persone colpiscono la mia curiosità più di altre e mi ritrovo a fissarle, a indovinare le loro storie.
Ho iniziato da piccola. La domenica in chiesa, del tutto disinteressata dalla funzione, mi inginocchiavo ed usavo le mani giunte come copertura per fissare le persone e immaginarmele nelle loro case. Com’erano ad esempio la cameretta di quella bambina o la cucina di quella signora? Ho sempre continuato a farlo, magari la sera a ritorno da lavoro sul bus o imbottigliata nel traffico. D’estate poi l’ispirazione aumenta. Tutte queste finestre aperte, illuminate sino a tardi. Rumore di piatti, trasmissioni TV, discussioni sottovoce e risate.
Oggi mi ha colpito una coppia con una bambina. La mamma era davvero una tipa tosta. Una bella signora, con un parlare forbito e poco romano e molto attenta a che la bambina obbedisse e non creasse disturbo. A differenza di un’altra coppia abituale e che ogni anno torna con un figlio, piagnucoloso, in più. Ho pensato che potesse essere un avvocato o una manager del marketing o una giornalisa. Una per cui le parole fossero importanti, così come le regole.
Sì, ad immaginare le vite degli altri ci vorrebbe una vita intera.

Anais pool

Si ricomincia con la stagione estiva… Evviva!!:-/
Mi piace chiudere gli occhi, e con il sottofondo lounge tecno delle forzate di idrobyke, mi immagino in piscina sul roofgarden di un attico newyorkese, a tremila metri di altezza e un migliaio di occasioni solo da prendere al volo.

Poi apro gli occhi e la realtà è che mentre io accumulo sogni, cazzate e chili, i miei compagni di stagione accumulano figli…

Sarà una lunga estate, Anais…

20130615-130239.jpg

Have a nice week

La mia settimana è iniziata all’alba delle sette, con un alacre giardiniere che ha deciso che quella fosse l’ora adatta a sfrondare il praticello condominiale, proprio sotto le mie finestre.
Inutili le grida, ancora impastate di sonno (“Ma le pare ora??!!Ma vuole smettere?? La faccia finita!!A stro…”) che lui ha fatto finta di non sentire, e i tappi di cera. Il tempo di riaddormentarmi che la sveglia ha squillato.

Successivamente sull’ardeatina un’altra immagine, altrettanto raccapricciante, ha invaso le mie orbite. Un uomo al volante con un orologio di plastica indossato sopra il polsino della camicia. Che tra l’altro con prepotenza si è insinuato in fila avanti a me, così che per buoni 10 minuti ho continuato a vedere il suo ridicolo braccio penzoloni dal finestrino.

Ma la gente che gusti ha?

Sunday Anais Morning

Eccomi al parco, di domenica mattina, con un bel po’di ore di sonno sulle spalle e il sapore del caffè di casa che ancora fa su e giù nel palato.
Tira una leggera brezzolina, il cielo è blù denso di nuvole morbide e tondeggianti, portatrici di sogni sparsi o forse solo di pioggia.
Ho con me un libro mediocre, un giallo condito con un po’di romanticismo ma che alla fine si lascia leggere. Holghina fa l’esploratrice di buche e radici di malva e cerca di controllarsi dall’istinto di lanaciarsi in folli corse a perdifiato per gli ettari millenari dell’appia antica. Stamattina niente compagni di giochi.
Porei rimanere qui ore e ore. Cullata solo da vento, cinguettio di uccelli e fruscio d’erba, con i rumori della città e dell’anima tenuti ben a distanza.
Forse lo farò, o forse alla fine cederò al mio senso del dovere e alla lezione di acqua gym prenotata e che inizia tra mezzora.

Andare, restare. Senza tempo, con i minuti contati. Cura del corpo, cura dell’anima.
Ecco che la soluzione arriva dal mio cane… che inizia ad abbaiare molesta a due fotografi naturalisti, super equipaggiati, che solo lei poteva notare, mimettizati tra tulipani e spighe. Meglio così. On y va.

20130519-105322.jpg

Anais la paladina

Oggi mi sono svegliata paladina della legge, e se arrivo a fine giornata senza prendermi un vaffa o qualcosa di peggio, potrò ritenermi soddisfatta.
Vicino casa c’è un piccolo ufficio postale, davanti cui spesso si creano ingorghi perché tra prelievi e bollettini, la gente lascia le macchine ovunque, nonostante ci sia un incrocio. Oggi mentro attraverso le strisce un genio, con tanto di macchina lunga 6 metri, si parcheggia parallelo all’entrata, perpendicolare alla strada, in mezzo. bloccando praticamente sia chi deve attraversare la strada per immettersi a destra, chi a sinistra. Lo guardo, male… ma non mi basta. Torno indietro con Holga che mi segue trotterellando e gli faccio:

“Ma scusi, non si è reso conto che questo è un incrocio, non un parcheggio, con tanto di strisce? Secondo lei con questo transatalntico in mezzo la gente come gira??”
e lui: “E mbè? Ce metto du minuti poi me levo”.

Vabbè…mene vado bofonchiando cose tipo mah, assurdo, che gente, che mondo… e via dicendo.

Più tardi arrivo in palestra, come sempre in ritardo. Parcheggio a stento vicino a un Cayenne nero dai vetri schermati che solo lui ha occupato 2 posti. È rovente. Faccio la mia lezione, doccia, torno dopo più di un’ora e mezza e becco il proprietario. Penso che ha una faccia comune da bambaccione, e forse ha bisogno di una macchina di tal portata per sentirsi importante. Prima di accorgermi che apre il portello posteriore da cui spuntano una moto cross baby… e un cane. Un setter bellissimo bianco e nero, con la lingua penzoloni dato che dentro ci saranno stati almeno 30 gradi.
Non gliela posso fa. Ingrano la retro sul brecciolino, e la mia Aygo scassona trasale. Tiro il freno a mano, neanche chiudo lo sportello e mi avvicino:

“Mi scusi, io sono arrivata alle 11 e la sua macchina era già qui. È quasi l’una, lei con questo caldo ha lasciato il suo cane chiuso qua dentro x 2 ore? Vedo anche senz’acqua! Ma le sembra una cosa da fare?”.
E lui, bambaccione del kaiser: “Embè, jho lasciato tutto aperto, poi c’è abituato”. Talmente basita che non so che dire, gli vorrei prendere a calci quella cassa da morto ambulante, ma il cane pergiunta, fedele come solo loro sanno essere anche degli aguzzini, inizia ad abbaiarmi. Per cui mene vado dicendo solo “Lei è un irresponsabile” e lui di contro, proprio mi ignora.

Bene, ora cosa mancano? Diplomatici che parcheggiano sui posti invalidi? Padroni di cani che non raccolgono la cacca? Lavavetri prepotenti che si spalmano sul cofano?
Mi fa più schifo il malcostume comune, che quello dei piani alti. Si è bravi a chiamare gli altri ladri e delinquenti, quando tutti noi, me compresa, malfacciamo da mattina a sera.

Comunque… Occhio a non farmi incazzare! 🙂