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L’esercito del cloro

Che l’estate sia alle porte te ne accorgi non tanto dal caldo quanto dall’improvviso ed esponenziale affollamento in palestra. Persone che per un anno non hanno fatto una mazza e decidono di porre rimedio all’ultimo momento, magari sovraccaricandosi di corsi, mischiando tra zumba, pilates, acquagym, crossfit e chi più ne ha più ne metta, con un certo fare, diciamolo, molesto e forsennato.
Ieri la corsia in piscina era sovraffollata, gente mai vista che magari arriva anche in ritardo e si piazza in mezzo, mollando calcioni a destra e manca o schizzando prepotentemente perché ancora non sa tenersi bene a galla o fondamentalmente viene a fare sport tanto per sentirsi la coscienza a posto e chiacchiera tutto il tempo con l’amica che ha convinto a condividere questa esperienza metafisica.
Lo so, sono un po’ talebana, ma le palestre sono popolate da persone davvero irritanti. Mica tutte, per carità, ma tra gli esaltati, le pensionate incallite e i novelli ci sono poche vie di mezzo. Ci sono delle tipe in particolare che oramai becco dalla notte dei tempi e che davvero sarebbero da affogare seduta stante. Un chiacchiericcio continuo, in acqua come nello spogliatoio, ste voci da oche che puoi sentire ovunque, della serie ehi io ci sono anche oggi, sono la boss della palestra e che poi se poco poco sei tu a muoverti troppo o a urtarle accidentalmente ti si girano contro come hydre furiose.
Per non parlare del fatto che devi beccartele sempre nude in giro tra le docce e gli armadietti, che si ti alzi di colpo dopo esserti allacciata le scarpe, rischi di ritrovarti in una selva oscura che la diritta via è smarrita.
Ma comunque non ci sono cazzi, ne sanno sempre una in più.

Ieri mentre attendevo il cambio turno mi metto a chiacchierare con una novellina mai vista:
N: “Beh io aspetto a farmi la doccia, stanno ancora finendo la lezione precedente, poi ci muoriamo di freddo”
A: “Sì hai ragione, comunque vabbè io tanto comunque mi doccio ma mi porto l’accappatoio fino a giù”
N: “Ah beh no, sai io evito di contaminarlo con l’acqua clorata”
Azz… e chi ci ha mai pensato, ha ragione…
A: “Ah uh, vero… ma anche quando riesci? Fa freddo…”
N: “Sì si, mi rifaccio una doccia veloce e poi mi copro. Vabbè ma comunque anche se ti copri senza farti prima la doccia tanto poi non è che quando torni a casa l’accappatoio lo stendi, poi lo metti direttamente in lavatrice…”
A: “Ah beh sì certo certo, come no…”
Eccallà… sono anni che continuo a contaminare il mio corpo con l’acqua clorata, che se riesci ad andare in piscina 3 volte su 7 come caspita fai a lavare ogni volta l’accappatoio… ma davvero fate tutte così, una messa una lavata?
Io grasso che cola se lo stendo, lo so sono pessima…
Comunque ieri, presa dal panico, quando sono rientrata neanche mi sono tolta la giacca che ho messo tutto in lavatrice, a palla, con un litro di disinfettante cercando di placare l’avanzamento dell’esercito del cloro… pure la cuffia al silicone, non si sa mai…
Siete sempre avanti, non c’è un cazzo da fare. Farò sempre parte della schiera delle novelline.

Un post post veloce? Sì un post veloce.

Avete presente quelle persone che sono solite commentare qualsiasi cosa facciano?
Stamattina, ancora incaccolata e stupita per essere riuscita a svegliarmi e soprattutto alzarmi dal letto per gettarmi in una vasca fredda, ne incontro una. All’inizio, ingenuamente, ho pensato si rivolgesse a me, dato che eravamo solo io e lei e non sapevo, giuro, come ribattere. Poi ho capito. No, non ce la poteva fare manco lei. 

“Bene, costume? Costume!”
“Ciabatte? Ciabatte!”
“Cuffia? Ah sì, ecco la cuffia… bene bene…”
“Mmmm e gli asciugamani? ah sì sì ce li ho… ma dove? dove? eccoli! Asciugamani!”
“Chiavetta… sì chiavetta presa! Ok andiamo? Andiamo!”

 

Anais swim combat

Che poi, se squat (o come cavolo si scrivono) e addominali vi sembrano faticosi, provate a farli dentro l’acqua, combattendo con l’esercito delle formiche rosse della circolazione, il cloro negli occhi e lo spirito di sopravvivenza. Tsz!

Mens sana in costume (altrui)

Parlo sempre male delle mie compagne di acquafit ma stavolta devo spezzare una lancia in loro favore.
Stamattina non ce l’ho fatta a svegliarmi x la lezione delle 8 per cui a pranzo scappo e riesco ad arrivare in orario. Tutta trafelata mi spoglio e mi accorgo di aver dimenticato il costume!
Tralasciando l’inconscio, me n’esco con una bella imprecazione per cui una signora mi chiede cosa mi fosse successo. È una delle assidue, la conosco anche se faccio un po’ fatica a comprenderla perché poverina, farfuglia. Si offre di prestarmi un suo costume che non ha usato. Che faccio? Pare brutto?
” Fe non fi schifffi, io fanfo non lo ufo, mi fa larfo…” … … … …
Vabbè… accetto. Cazzo è bianco!! Vabbè. Entro in vasca bardata modello Tutancamon e faccio la lezione. Poi glielo lascio alla reception. È bagnato ma l’ho lavato il più possibile.
Mi veniva da ridere tutta la lezione. L’insegnante mi sa che si sarà pensato che i sorrisi fossero rivolti a lui, che non mi ha riconosciuta perché sarà stata la prima volta in 4 anni che ero truccata e non con le righe del cuscino in faccia.
Ora in ufficio, oltre alla paura di un gran mal di gola da capello umido, spero di non essermi beccata la candida. Ma alè, mens sana… al corpore sano prima o poi ci arriveremo.

L’educazione delle fanciulle (palestrate)

Quanto siamo diverse noi donne. Tipo io che esulto e riprendo fiato perché la lezione dell’insegnante pazzo è finita cinque miseri minuti prima, mentre le signore avvelenate subito vanno a lamentarsi del maltolto.
Tipo io che mi aggiro bardata per lo spogliatoio, complice anche una ceretta veloce da domenica mattina, mentre la solita cinquantenne, che ha fatto pace col suo corpo, si aggira total nude, sbattendomi in faccia la sua peluria e una carne troppo tremula per la vista di una che non ha ancora digerito la crêpe alla nutella della sera prima.
Sì, siamo diverse. A volte, senza girarci troppo intorno, è solo una questione di generazioni. E di educazione.

Cose che andrebbero proibite al mare

1. Indossare costumi di taglie visibilmente più piccole. Vale anche per gli uomini (specie in piscina e se si è istruttori di acquafit…).

2. Trucco marcato, con naturale tendenza a discioglersi causa temperature tropicali e mascara waterproof comprati alla Upim.

3. Spiluccarsi la ricrescita con pinzette o, peggio ancora, giocare a schiacciarsi i peli incarniti. Rischio di abbronzatura con segni di ghigno malefico altissimo.

4. Sandali zeppa finto legno, finta pelle, che coniugano fastidiosi rumori di slittamento e ciabattamento. E poi sono orribili, renderevene conto.

5. Smalti dai colori improponibili, peggio ancora se scheggiati e non in tinta tra mani e piedi.

6. Monili vistosi e ingombranti. Specie se poi metti in croce il bagnino o il bimbo ciccio di turno, che devono tuffarsi nell’acqua alta con gli occhialetti a scandagliare il fondale per recuperarli.

BronzettAnais

Non c’è niente da fare… un corpo tonico e abbronzato ne batte uno bianco e flaccidino 6-0 6-0.
Sì perché non si tratta solo di una questione di peso, di essere magri o rotondi. Ci sono certe donne rinsecchite, raggrinzite, con buchi di cellulite ovunque, seppur nascosti da jeans superaderenti e seni sgonfiati da anni di diete dissolute, che sembrano palloncini sfiatati.

La bellezza di un corpo in forma va oltre ed ha significati diversi, associati a concetti positivi come una vita attiva, un’alimentazione sana, o semplicemente culo per un metabolismo fortunato.

Ecco io non vorrei essere semplicemente magra, perché volendo ci sono buoni tutti… vorrei trattare il mio corpo come un tempio. Scolpirlo come un’artista fa con il marmo, nutrirlo come si deve, bagnarlo con le giuste dosi di sole.
Una sorta di bronzetta di Riace…

Ok, mi metto all’ombra…

Anais pool

Si ricomincia con la stagione estiva… Evviva!!:-/
Mi piace chiudere gli occhi, e con il sottofondo lounge tecno delle forzate di idrobyke, mi immagino in piscina sul roofgarden di un attico newyorkese, a tremila metri di altezza e un migliaio di occasioni solo da prendere al volo.

Poi apro gli occhi e la realtà è che mentre io accumulo sogni, cazzate e chili, i miei compagni di stagione accumulano figli…

Sarà una lunga estate, Anais…

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