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Tutte sulla stessa barca?

In attesa dell’inizio della lezione in palestra – l’insegnante è stranamente in ritardo – una ragazza mi si avvicina e mi fa:

R: ah non è ancora arrivato, io ho fatto una corsa.

A: eh, a chi lo dici…

R: no perché poi venire la sera tardi è già un sacrificio, per quanto pure venire prima è difficile.

A: già, ti capisco.

R: beh, del resto però è così, quando studi devi per forza venire tardi.

Ma va a caghèr! #beatagioventù #aspettadeiniziaalavorà

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Bilanci e bilancieri

Siamo quasi alla conclusione di questa stagione sportiva (vabbè non esageriamo, messa così sembro un’atleta vera) e devo dire che mai come quest’anno posso ritenermi soddisfatta. Da quando ho riscoperto il pilates devo ammettere che me ne sono innamorata e non ho quasi mai saltato una lezione e qualche piccolo risultato inizia a vedersi. Ho più resistenza, le posture inizio a governarle maggiormente (a parte oggi che stavo rotolando con tutta la palla) e davvero la consapevolezza e il controllo che ti offre del tuo corpo è sorprendente. Penso a dove potrei arrivare se lo praticassi quotidianamente, anche se questo mi ha dato lo stimolo per esercitarmi ogni sera. Oramai è quasi un rituale, oserei quasi dire, rilassante. In più a questo ho continuato ad affiancare la piscina, arrivando spesso a 4 giorni di allenamento a settimana, pura chimera anni fa. Insomma, le mie rotondità le ho sempre, ma un piccolo accenno di addome inizia a vedersi, e si vedrebbe se solo mangiassi meno carboidrati. Insomma, la mia fisionomia burrosa e di certo non nervosa c’è sempre, però mi sento tonica, meglio e il risultato è anche non essermi allontanata dal peso raggiunto pur non essendo più a dieta. Certo, visto anche il tipo di vita lavorativa che faccio, difficilmente diventerò una forzata della palestra, ma ammetto che non mi dispiace riuniciare alla mondanità per allenarmi. È un momento mio, è qualcosa che faccio per me, è un appuntamento che via via sta diventando più importante dell’ennesimo aperitivo. 

A pochi giorni dalla partenza, faccio qualche piccolo sforzo per arrivare più leggera di fronte a birrette e patatine che mi aspettano nell’est. Ché uno poi quando le cose le ottiene con sacrificio, mica vuole rinunciarci così a cuor leggero.

Un tot al chilo

Ma le donne magre, quanto cavolo (non) pesano? 

Io, a parte una breve parentesi della mia vita in concomitanza con la tesi di laurea in cui raggiunsi il mio peso minimo, nei tempi giovani e migliori diciamo che ho sempre oscillato sui 50/53 kg. Mo’, che io sia fissata e mi sono sempre e comunque vista paffutella, ok, però è indubbio che, fosse anche per certe mie curve, a 53 kg la mia ciccia ce l’ho, eccome. Eppure mi sembra un peso normale ed accettabile, rapportato ad un’altezza di poco superiore al metro e 60, e basso. 

Quindi, ritorno a bomba, ma quanto cacchio pesano poco le altre donne? Non parlo di modelle, ma di ragazze comuni come se ne vedono tante, o io almeno tra i miei contatti ne sono circondata. Nel mondo della fotografia poi uh, sembra che tutte riescano a saziarsi solo di arte e non conoscere gonfiori nonostante l’alcol che si sturano che, si sa, se non sei un po’ bukowski non vali. 

Ragazze dalle pance stra piatte, la vita sottile, le gambe e le braccia filiformi, che sì sono evidentemente magre ma non hanno di certo un aspetto malato. 45?48 kg? O pesate di più perché siete muscolose? Mmm esistono anche donne magre però che con quest’alibi sono certe flaccidone… 

Comunque, mi godo questi ultimi giorni di accennata magrezza, che con la fame che ho accumulato penso abbia vita breve. 

E da dicembre spero anche di tornare a scrivere di altre baggianate. 

L’educazione delle fanciulle (palestrate)

Quanto siamo diverse noi donne. Tipo io che esulto e riprendo fiato perché la lezione dell’insegnante pazzo è finita cinque miseri minuti prima, mentre le signore avvelenate subito vanno a lamentarsi del maltolto.
Tipo io che mi aggiro bardata per lo spogliatoio, complice anche una ceretta veloce da domenica mattina, mentre la solita cinquantenne, che ha fatto pace col suo corpo, si aggira total nude, sbattendomi in faccia la sua peluria e una carne troppo tremula per la vista di una che non ha ancora digerito la crêpe alla nutella della sera prima.
Sì, siamo diverse. A volte, senza girarci troppo intorno, è solo una questione di generazioni. E di educazione.

HidroAnais

“Bene signore oggi la lezione di Hidrobike la facciamo senza sederci mai sul sellino perché la signora Anais ha un problemino e non ci si può sedere”

Ci mancava solo che tutte dicessero “ciaoo anais”!!!
Odio l’estate, che tutte le lezioni saltano e ti trovi in quelle sbagliate!!!

BronzettAnais

Non c’è niente da fare… un corpo tonico e abbronzato ne batte uno bianco e flaccidino 6-0 6-0.
Sì perché non si tratta solo di una questione di peso, di essere magri o rotondi. Ci sono certe donne rinsecchite, raggrinzite, con buchi di cellulite ovunque, seppur nascosti da jeans superaderenti e seni sgonfiati da anni di diete dissolute, che sembrano palloncini sfiatati.

La bellezza di un corpo in forma va oltre ed ha significati diversi, associati a concetti positivi come una vita attiva, un’alimentazione sana, o semplicemente culo per un metabolismo fortunato.

Ecco io non vorrei essere semplicemente magra, perché volendo ci sono buoni tutti… vorrei trattare il mio corpo come un tempio. Scolpirlo come un’artista fa con il marmo, nutrirlo come si deve, bagnarlo con le giuste dosi di sole.
Una sorta di bronzetta di Riace…

Ok, mi metto all’ombra…