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Diario irlandese – flying

Le attese negli aeroporti sono snervanti. O perché non vedi l’ora di arrivare o perché alla fine della fiera aspetti solo il momento di stenderti nel tuo letto, rivedere i tuoi per i racconti e i regalini delle vacanze, e… dormire.

I voli all’alba della Ryan poi sono terribili, eppure è la prima volta che mi capita un aeroporto così vivo e operativo sin dal primo mattino. Negozi (una cifra!!) aperti, un sacco di gente. Non so voi ma io all’aeroporto ho sempre un po’ d’ansia: ansia di aver dimenticato qualcosa, che la valigia non vada bene, sia pesante o non entri in quei cazzo di alloggi di ferro, o peggio ancora che il volo venga cancellato.
Per questo, nonostante il più delle volte viaggi solo con bagaglio a mano, arrivo sempre decisamente troppo presto e ingannare l’attesa è snervante. Finisci x girare alla cieca, attratta da finte offerte duty free, poi magari a qualcuna abbocchi oppure ti spari le ultime cartuce caloriche in qualche mega mix grasso di cioccolatini. Così, tanto x addolcire il rientro, sperando che queste calorie alla fine non contino, e comunque la dieta si ricomincia a settembre. Come tutto del resto.
Fate buon viaggio.

PS: e comunque nell’ansia di non svegliarsi alle 03.00, essere traumatizzati all’una di notte dall’allarme antincendio dell’hotel non è il massimo. Nel panico generale e intorpiditi dal sonno, poi si è scoperto che era scoppiato un tubo e la hall praticamente era mezza allagata. Come dice sempre mia madre in tema vacanze: sono cose che possono capitare. Sì, giusto ad Anais.

Diario irlandese – the best

In procinto, aimè, di ripartire e rientrare nelle terre italiche, ecco una mia personale lista – non proprio shortest – di best places in Ireland, non esattamente in ordine di preferenza:

1. La natura selvaggia e sconfinata delle Cliffs, laddove terra, mare e orizzonte si fondono in un abbraccio infinito.

2. Un tuffo nel passato rivoluzionario, percorrendo la lunga Falls road a Belfast, sulle tracce di Bobby Sands, tra targhe commemorative ancora sporche di sangue e murales che gridano giustizia e indipendenza.

3. Il fascino di alcune caffetterie, come il Kangoo bar a Belfast, dove il tempo sembra fermarsi e i dolci fatti in casa sono qualcosa di straordinario e i padroni son spesso disponibili a darti suggerimenti e consigli di viaggio.

4. Un giro nella storia della vecchia Marsh’s Library, dove ogni vero amante del libro dovrebbe andare almeno una volta nella vita, per immergersi in quell’odore di antico e magnificienza.

5. Una vera Guinness nel Kelly’s Cellar di Belfast, uno dei pub più antichi d’Irlanda, sede della lega degli Irishman Repubblicani.

6. La baia di Galway, con i suoi paesini a picco sul mare, la costa frastagliata e le mucche chiazzate a fare da guardiane.

7. Il piccolo swiss cottage, immerso nella radura di Cahir, a pochi passi dal castello. Un vero piccolo gioiello custodito con cura, dove farsi un’idea di quanto fossero eccentrici i nobili inglesi.

8. La torta brownie più buona di tutti i tempi, mangiata in un piccolo bistro bio in Camden street, nel quartiere Liberties di Dublino.

9. Il minuscolo mercato vintage, nascosto nel cortile di un palazzo di mercanti eccentrici a Blockrock, nel sud di Dublino.

10. Lucy’s Lounge a Dublino, il negozio vintage più figo mai visto, dove se vuoi puoi cucirti da sola gli abiti riciclando stoffe da vecchi vestiti, l’assortimento di borse fa spavento e poi ci sono 2 cani dolcissimi a fare da graditi ospiti.

12. I magazzini Penneys: se possibile ancora più a buon mercato di h&m con qualche chicca in più, e con le casse in fila stile grande magazzino americano.

13. Il fanastico e accogliente B&B Tira na nóg a Cashel: immerso nella campagna, calmo, kitch. Quello che ci vuole per fare un viaggio in una dimensione fuori dal tempo e da tutto.

14. Un single espresso vista porto di Howth, con il sottofondo dei gabbiani e l’odore forte di mare.

15. I gruppetti folck-grunge per le strade di Dublino, che diffondono musica per tutta la città e sono decisamente migliori di quelli venduti nei gift shop. Su tutti i Mutefish.

16. Una passeggiata nel cimitero celtico di Limerick, quello dietro la cattedrale, dove ti sembra di camminare tra i tetti del quartiere operaio, come se fossi nel bel mezzo di Mary Poppins.

17. Gli autogrill tra Belfast e Dublino… davvero accoglienti e ben forniti… specie se ti trovi a doverli bazzicare 3 volte di seguito nella stessa tratta, perché arrivati a Dublino ti accorgi di aver innavertitamente lasciato le valigie all’albergo di Belfast. 🙂

Diario irlandese

Eccomi nella bella, verde, tormentata, ventosa e piovosa Irlanda. Siamo qui già da 5 giorni, che ovviamente sono volati, anche perché di cose ne abbiamo viste e fatte davvero assai. Pub dai banconi di legno enormi e gocciolanti Guinness e per lo più battuti da vecchi ubriachi e amanti del football, perdere lo sguardo nell’infinito verde, tratteggiato qua e là da qualche mucca e pietra celtica, bagnarsi con la brezza che sale dall’Atlantico, lanciando lo sguardo nei panorami mozzafiato delle Cliffs of Moher. E poi castelli, un po’ ovunque, le spiagge solitarie delle Aran, i localetti di Galway, i cimiteri tra i comignoli delle case di Limerick.
Sì, è davvero come cela si aspetta l’Iralanda, non delude, se non forse per le cittadine davvero piccole e pressoché morte dopo le 18 di sera.
Mi piacciono gli irlandesi. Sono persone che la pagnotta, come si suol dire, se la devono davvero guadagnare di brutto. Niente gli è regalato, sempre in lotta, cinici, pessimisti, pronti al peggio ma molto più gentili di tanti altri popoli. Sono belle le loro case, villette dai giardini stupendi o casupole basse basse e minuscole, in mattoncini ancora stile anni ’20. Ti aspetti di vedere una fabbrica di lì a pochi metri, una ciminiera che sbuffa sudore, ma non sene sono viste. In effetti ci chiediamo di cosa campino in certi paesini.
Anche le ragazze mi piacciono. Nel loro essere decisamente più sciatte rispetto alle antagoniste inglesi – stilose e impeccabili – sembrano più sincere, forti, sicure e meno femminelle. Anche i negozi da femmina sono decisamente molti meno rispetto al resto dei posti dove sono stata.

Unica nota negativa – se così si può dire – gli onnipresenti italiani, che la crisi la crisi ma teli trovi sempre ovunque e sempre a parlare di cibo e soldi, con le Geox e le risate grosse.
Alla fine tra i turisti ci sono pure io, per carità, ma almeno ci provo a fare qualche itinerario diverso. E a non indossare K-way ridicoli!

Domani ci aspetta una bella traversata: Galway- Belfast sono piu di 300 km. Si sale al nord. Si sale nella storia e nel cuore pulsante di questi rivoluzionari dai capelli rossastri. E si cambiano le sterline. Fuck UK!

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PS: se non mi risentite, venite a cercarmi in questo chioschetto a Innis Mor!

Siesta longa

Finalmente ferie, relax, pensieri sparsi, letture, scritture, fotografie, musica, film, serie tv, casa, casa al mare, tempo lento, aperitivi, birre fredde, pizza, sole, (poco) mare, shopping, librerie, jazz, solari, smalto davanti la tv, divano, orologi fermi, e poi Irlanda.

Buone vacanze a tutti!

Il senso di Anais per gli affari

E comunque Roma non accenna a svuotarsi… piscina ancora piena, 20 minuti di fila alle casse, fila sull’ardeatina, locali pieni, solito parcheggio sotto casa che non si trova, traffico… ma vene volete annà??!

Ps fuori tema: perché ogni volta che mi scapicollo in qualche supermercato attratta dal volantone delle offerte, non controllo mai la data di inizio? È sempre, sempre, sistematicamente, a partire dal giorno dopo… ma che cazz!

Il mattino ha imprecazioni in bocca

Cosa fa una persona normale se si sveglia molto prima dell’orario previsto? Magari si gongola ancora un po’ tra le lenzuola (effettivamente un po’ umidicce date le temperature tropicali di queste ultime notti), oppure si alza e fa una bella doccia refrigerante, una colazione sostanziosa, magari si concede un caffè e cornetto al bar, con annesso giornale, una passeggiata con il cane senza controllare l’orologio ogni minuto.

Anais invece stamattina alle ore 08.00 ha iniziato la giornata passando l’aspirapolvere e facendo pulizie… che sono durate più del previsto perché l’aspirapolvere ha deciso di incepparsi e quindi si è dovuti passare al lavaggio del filtro ostruito da miriadi di peli canini. Ha comunque fatto tardi e si è dovuta sbrigare per arrivare in orario decente a lavoro, sudando e imprecando contro vigili e infiniti lavori sull’Ardeatina, vanificando tutto il relax immaginato dal primo mattino.

Ho tanto bisogno di andare in vacanza…

BronzettAnais

Non c’è niente da fare… un corpo tonico e abbronzato ne batte uno bianco e flaccidino 6-0 6-0.
Sì perché non si tratta solo di una questione di peso, di essere magri o rotondi. Ci sono certe donne rinsecchite, raggrinzite, con buchi di cellulite ovunque, seppur nascosti da jeans superaderenti e seni sgonfiati da anni di diete dissolute, che sembrano palloncini sfiatati.

La bellezza di un corpo in forma va oltre ed ha significati diversi, associati a concetti positivi come una vita attiva, un’alimentazione sana, o semplicemente culo per un metabolismo fortunato.

Ecco io non vorrei essere semplicemente magra, perché volendo ci sono buoni tutti… vorrei trattare il mio corpo come un tempio. Scolpirlo come un’artista fa con il marmo, nutrirlo come si deve, bagnarlo con le giuste dosi di sole.
Una sorta di bronzetta di Riace…

Ok, mi metto all’ombra…

HolyDays

Quest’anno più che mai ho voglia di vacanze. Oddio, non che gli altri anni ne avessi meno, quando si tratta di partire sono sempre in prima linea. Ma stavolta ho davvero voglia di relax.
Questa estate è così… sarà l’esser tornata a lavorare 8 e più ore al giorno chiusa in agenzia, ma quando esco vorrei che le giornate non finissero mai.
Ho voglia di aperitivi in centro, di amici, di passeggiate e birre ghiacciate o anche solo di leggere un libro al parco o in terrazza. E, stranamente, anche voglia di mare e tramonti e piedi nella sabbia fresca del primo mattino. E di cieli stellati, odore di terra e sale, crema e grano. Più di tutto, voglia di perdere la cognizione del tempo.
Mi sento meno stanca di altri periodi intensi di lavoro ma la concentrazione inizia a vacillare.
Inizia il count down alle vacanze e… al verde dell’Irlanda!!