Happy fuckin’birthday Anais

Tanti auguri a me, per 34 anni vissuti alla grande e per i prossimi che verranno che speriamo lo siano ancora di più.
Tanti auguri a me, con i miei difetti e i miei spigoli, i miei errori e le rinunce, ma anche il mio cuore, il mio entusiasmo, l’ironia, l’affetto sincero e quel lato ancora bambino e sognatore che non morirà mai.

Happy fuckin’birthday dall’Irlanda più Irlanda che c’è!

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Murales in west belfast

Diario irlandese

Eccomi nella bella, verde, tormentata, ventosa e piovosa Irlanda. Siamo qui già da 5 giorni, che ovviamente sono volati, anche perché di cose ne abbiamo viste e fatte davvero assai. Pub dai banconi di legno enormi e gocciolanti Guinness e per lo più battuti da vecchi ubriachi e amanti del football, perdere lo sguardo nell’infinito verde, tratteggiato qua e là da qualche mucca e pietra celtica, bagnarsi con la brezza che sale dall’Atlantico, lanciando lo sguardo nei panorami mozzafiato delle Cliffs of Moher. E poi castelli, un po’ ovunque, le spiagge solitarie delle Aran, i localetti di Galway, i cimiteri tra i comignoli delle case di Limerick.
Sì, è davvero come cela si aspetta l’Iralanda, non delude, se non forse per le cittadine davvero piccole e pressoché morte dopo le 18 di sera.
Mi piacciono gli irlandesi. Sono persone che la pagnotta, come si suol dire, se la devono davvero guadagnare di brutto. Niente gli è regalato, sempre in lotta, cinici, pessimisti, pronti al peggio ma molto più gentili di tanti altri popoli. Sono belle le loro case, villette dai giardini stupendi o casupole basse basse e minuscole, in mattoncini ancora stile anni ’20. Ti aspetti di vedere una fabbrica di lì a pochi metri, una ciminiera che sbuffa sudore, ma non sene sono viste. In effetti ci chiediamo di cosa campino in certi paesini.
Anche le ragazze mi piacciono. Nel loro essere decisamente più sciatte rispetto alle antagoniste inglesi – stilose e impeccabili – sembrano più sincere, forti, sicure e meno femminelle. Anche i negozi da femmina sono decisamente molti meno rispetto al resto dei posti dove sono stata.

Unica nota negativa – se così si può dire – gli onnipresenti italiani, che la crisi la crisi ma teli trovi sempre ovunque e sempre a parlare di cibo e soldi, con le Geox e le risate grosse.
Alla fine tra i turisti ci sono pure io, per carità, ma almeno ci provo a fare qualche itinerario diverso. E a non indossare K-way ridicoli!

Domani ci aspetta una bella traversata: Galway- Belfast sono piu di 300 km. Si sale al nord. Si sale nella storia e nel cuore pulsante di questi rivoluzionari dai capelli rossastri. E si cambiano le sterline. Fuck UK!

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PS: se non mi risentite, venite a cercarmi in questo chioschetto a Innis Mor!

E ti pareva

In un anno in cui stranamente ti senti leggermente più in forma del solito, ci mancava la classica parente di settantesimo grado che appena ti vede ti fa:
“Uh caruccia, è il primo? A che mese stai?”.

Odio i paesi!

Diario estivo

Ok il bagno l’ho fatto, il sole l’ho preso, il libro l’ho letto, il giornale l’ho finito, il gelato l’ho mangiato, i capelli li ho spicciati… e mo?!

Il brutto del mare, per chi come me non riesce mai a star ferma e già pensa a quello che farà domani, è che la noia arriva troppo presto e solitamente quando inizi già a sentirti bruciacchiata nonostante la protezione 30 (la piaga di noi carnagione chiara).
Che annoiarsi ok, ogni tanto fa anche bene, ma perché le ore al mare mi sembrano sempre un po’sprecate, anche per la noia?

Poi, vedere in giro milioni di panze e ragazzini, figli persino di quelli che tu hai visto ancora nelle pance delle madri, mi mette un enorme senso di ansia. Vedere poi quello che fanno gli adolescenti e che facevi anche tu, in un tempo che a te tutto sommato non sembra neanche così lontano, innalza la nostalgia a livelli da bandiera rossa.

Già, il bello e il brutto di tornare ogni anno negli stessi posti, dove “tutto cambia… eppur uguale” (C. Pavese).

Ps: la settimana enigmistica!!!! Come ho potuto dimenticarla!

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HidroAnais

“Bene signore oggi la lezione di Hidrobike la facciamo senza sederci mai sul sellino perché la signora Anais ha un problemino e non ci si può sedere”

Ci mancava solo che tutte dicessero “ciaoo anais”!!!
Odio l’estate, che tutte le lezioni saltano e ti trovi in quelle sbagliate!!!

Siesta longa

Finalmente ferie, relax, pensieri sparsi, letture, scritture, fotografie, musica, film, serie tv, casa, casa al mare, tempo lento, aperitivi, birre fredde, pizza, sole, (poco) mare, shopping, librerie, jazz, solari, smalto davanti la tv, divano, orologi fermi, e poi Irlanda.

Buone vacanze a tutti!

Let it be

Mi sa che con le temperature in aumento, il lavoro che scema e le ferie che si avvicinano, gli avventori del web sono un po’ a corto di idee e devono per forza salire in cattedra a fare i maestrini. Ma non solo loro.

Mi spiegate che fastidio vi danno quelli che si vogliono fotografare i piedi, le cosce, le panze, le lingue, le copertine dei libri, gli smalti, gli occhi storti e i beati fatti loro?
Ok che feisbuccandoli diventano anche nostri, ma… relax!
Pensate che voi con le vostre ironie saccenti e la prosa tagliente da scuola holden o peggio ancora il falso romanaccio da tranquillone che odia facebook, siate meno fastidiosi? Non fatemi citare la Mussolini…
Mi sa che è davvero tempo di mettere a mollo pensieri, e tastiere.

Anais urbana

Ci sono pochi locali a Roma che adoro particolarmente come Urbana 47 a Monti. Innanzitutto sta a Monti, che dopo trastevere è in assoluto il mio quartiere romano preferito, con le sue boutique vintage e retro, i parrucchieri rockabilli, le scuole di musica, i negozi dell’usato e quei pochi artigiani che fanno business contro la globalizzazione i grandi magazzini. E poi è il quartiere del primo bacio con l’amore mio e che ho riscoperto grazie a lui e alla fotografia, per cui sarà sempre un po’ speciale. Urbana 47 è un locale decisamente fighetto e un po’sopra i miei standard, che ha fatto la sua fortuna grazie alla rinascita dello stile insustrial-chic e le puttanate km 0, dove si spende forse un po’troppo in rapporto qualità/prezzo, ma dal momento che io non amo sputtanarmi i soldi magandomeli, letteralmente, rappresenta per noi quello strappo alla regola dal solito aperitvo mordi e fuggi e dal cibo da trattoriola.
Oggi non si festeggiava niente di particolare, se non forse un anno di duro e buono lavoro e una dichiarazione dei redditi stranamente a credito.
Sarà il caldo, l’arrivo delle ferie o l’ottimo chardonnay laziale che andava giù come una bellezza, ma mi sento stranamente leggera seppur a panza piena, e chiudo questa sensazione nella scatola dei ricordi o nel vasetto del tiamisù, da rispolverare per serate invernali buie e tempestose.

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