Home working

Capisco che per molti sia un concetto, o meglio, uno stile di vita difficile da comprendere, ma da casa si puo’ anche lavorare.

E non parlo di faccende domestiche (quelle fanno parte di un altro monte orario) ma ad esempio di redigere articoli (cosa per cui ci vorrebbe un minimo di concentrazione) oppure lavorare le foto per quei rari servizi a pagamento (leggasi matrimoni). Tipologie redazionali da scrivania, fa niente dove essa sia, se sull’indirizzo che hai sulla patente o su quello della busta paga.

Ora, passi il mio cane che quando mi vede a casa trova ogni pretesto e mimica facciale per simulare attacchi di cacarella ogni 10 minuti affinché sene possa scodinzolare al parco, al posto di vedermi smadonnare al PC.

Ma mia madre, che a onor del vero dovrebbe conoscermi da 32 anni, perché ogni volta che le dico: “sto a casa, devo lavorare”, risponde con: ” ah vabbe’ io invece non ho niente da fare per cui passerei a farti compagnia, magari ti passo l’aspirapolvere, facciamo 2 chiacchiere..”

Grazie mamma, che almeno tu riconosci il lavoro di tua figlia!
Ti voglio bene
(sul serio).

Ho fame. Non c’è pane

Non c’è pace per noi golosi. Appena conclusosi con non pochi strascichi il periodo natalizio, tra pandori, torroni, panettoni, per non parlare poi della calza della befana, ecco subito far capolino il carnevale.
E giù con il circolo di frappe, chiacchiere, castagnole fino al bignè di san giuseppe.
E vogliamo parlare dei supermercati che già danno sfoggio delle uova di pasqua?

Insomma, una tentazione continua. Ma é mai possibile che noi umani, nella fattispecie italiani, non riusciamo a festeggiare qualcosa senza metterci di mezzo per forza qualcosa da magnà?

Nespresso experience

Minchia che figata comprare le cialde al nespresso point.
Io ovviamente mi sono messa in fila come se niente fosse invece devi prendere un numeretto che comparirà su un maxischermo al plasma e una cortese signorina ti accoglierà offrendoti un caffè. Insomma una sorta di CUP, dove per la privacy nessuno saprà qual è il tuo gusto segreto..
Il tutto condito ovviamente da un’aroma di caffè costante e quella musichina di sottofondo che sottosotto ti fa sperare che d’improvviso arrivi Mister Clooney Deaffeinato, mentre sorseggi il Volluto offerto dalla signorina di cui sopra.
E pensi che figo anche io voglio lavorare qui!
Poi ammettiamolo, il packaging è da paura, con quelle scatoline sagomate ci arrederei casa. E quanto fa figo girare per la città con la tua bustina Nespresso?! Della serie “Ehy ciccio, io faccio parte di un club figo…” tipo effetto Mac vs Windows.
Poi sticassi quanti alberi hanno disboscato per quelle scatoline…Saranno ecofriendly? La gente si pone queste domande?

E piu’ che altro… Ammazza che zozzeria sto Volluto..anzi no Arpeggio.. No Dulcao..no Rosabaya..no Finezza… ‘azzo mi son bevuta????

Mi sa che resto fedele alla cara e vecchia tazzulella ‘e caffè

La vergogna della spesa random

Prendete una giornata intensa di lavoro non ancora finita, aggiungete il salto al super per la spesa, come sempre fatta random tanto ti basta il cestino e invece ti ritrovi con l’insalata sotto le ascelle, il pane tra le cosce e la bottiglia di vino (immancabile) in mano xké non hai piu’ posto. Unite la tipica fila lenta alla cassa, perché se non becchi il solito storno non sarebbe normale, condite con un paio di marmocchi urlanti che hanno deciso di ingannare l’attesa in cassa rovistando nel tuo precario cestino….e pergiunta commentando ad alta voce la tua spesa random (che x antonomasia non è mai sana), e mischiate con il seguente dialogo… Cosa può uscire?

Bambini: “uh papa’ ma quanta spesa ha fatto la Signora (!)… Che pizza”
Anais: (cercando di sorridere)…attenta bimba che se fai cadere la bottiglia ti taglia (sottotitolo: e io potrei usare i vetri per farti del male se non la pianti di ficcare il naso nella mia spesa random)
Bambini: “uh papa’ la signora ha preso un sacco di merendine..mamma non cele fa prendere perché dice che fanno diventare ciccioni…”
….
Cassiera ciancicante e ipersmaltata: “pure le caramelle sono sue?”
Anais: ” eh si”
Bambina: ” iiiiih le caramelleeeee!! Papaaaa cara mmmeee lleee”
Cassiera: “è tutto? Vòle la bussta? Cho solo quella di carta che viene 20 scentessimi”
….

Devo aggiungere altro?!
E poi mi stupisco se il mio spirito materno è sempre piu’latitante…

Per inciso, cara marmocchia, le merendine erano light!!!!

La legge di Murphy del fotografo

1. Se nella foga del lavoro inserisci una memory card al volo e la formatti: sarà sicuramente l’unica che ti eri dimenticata di scaricare sul PC.

2. Se scaricherai tutti i possibili e immaginabili programmi di recupero dati, quelli ti troveranno anche le foto del compleanno del nipote o della cocomerata di ferragosto del 2009, ma mai quelle 10-20 foto che secondo te spaccavano proprio.

3. Ovviamente quelle 10-20 foto riguarderanno un evento irripetibile e irreplicabile (vedasi il dietro le quinte di uno spettacolo dove ti sei imbucata di straforo e facendo gli occhioni da gatto degli stivali e non le foto dello spettacolo stesso che è in cartellone per settimane e puoi tornarci quando ti pare).

Il pelo non fa donna

Vorrei tanto conoscere quel genio di copy che per la campagna contro l’uso delle pellicce si è inventato lo slogan “Il pelo non fa donna”.

Per carità, son la prima ad essere contraria all’inutile e perfido vezzo di indossare animali barbaramente uccisi e braccati, ma…. Il pelo non fa donna??? In un mondo dove non si possono piu’dire parole come uccello o patata senza generare risatine sotto i baffi ?? (giusto x rimanere in tema di pelo). Ma andiamo?!

Ora si che avrò l’ansia di dover andare dall’estetista con una certa regolarità, dato che un cartellone 6metrix4 melo ricorderà tutte le mattine.

Boicotta le pellicce!! (e le campagne pubblicitarie sceme!!)

Traguardi

Mi fa piacere che dopo anni e anni di gavetta e di blog, noti dai referr che la gente arriva al mio nuovo blog cercando “anais anais cinico”.

Il solito maschilismo patriarcale della nostra vetusta società.

Comunque, sempre meglio esser rintracciata grazie a mio marito che con chiavi di ricerca tipo “come scoparsi la collega” o “come schiacciare le pustole and / or pitiriasi rosae” … grandi cavalli di battaglia del vecchio blog!

Vi adoro!

Amori metropolitani

E dopo i puzzoni dall’ascella pezzata allergici all’acqua e i mangiatori incalliti di aglio, cipolla e cumino dall’alitosi killer, la categoria peggiore che si puo’ incontrare sull’autobus è quella dei pomicioni incalliti.

Quelli che non curanti della folla, piu’ o meno curiosa e della ressa, continuano a darci giu’ e a limonare come se niente fosse. E non c’è botta o “scusi” o “permesso” che li fermi.
Tu sei lì lì dal cadere perché hanno deciso di arpionarsi all’unica maniglia manco fosse un’altalena erotica e per discrezione ti devi pure stare zitta e non interrompere perché rischi anche di passare da guardona e beccarti un “cazzo ti guardi” accompagnato da uno schiocco big babol all’uva.

E “passi” con gli adolescenti ma vedermi di prima mattina 2 adulti, anche in là con gli anni, ripassare il kamasutra no, che 2 cojoni!
E prendetevi una stanza a ore, altro che 30!!!

E’ sempre una questione di centimetri

Chi x la pancia, i fianchi larghi, il sedere grosso, chi per il seno troppo piccolo o troppo grande, il naso aquilino, le gambe tozze, i denti storti, i capelli ricci o troppo fini o troppi…
Noi donne abbiamo sempre un motivo per lamentarci di noi stesse, e se non lo abbiamo troviamo anche “simpatiche” compagne di sventura pronte a farci notare i nostri difetti.
Ora, senza starvi ad indicare quanti già posso annoverarne nel breve elenco riportato poche righe sopra, c’è proprio un aspetto del mio corpo che proprio non mi va giu, perché mi crea in effetti problemi nella routine casalinga.
Madre natura non poteva concedermi non dico 10 ma almeno 3-4 centimetri di piu’, cosi’ da potermi permettere di portare le borse della spesa decentemente, non strusciandole né arpionandole al braccio, con conseguente anchilosi dell’avambraccio e rottura dei cazzo di manici biodegradabili 9 volte su 10??