Vacanze romane

Finita la prima settimana di vacanza, quasi al giro di boa della seconda, in cui tra l’altro, capita anche il mio compleanno.

Un altro compleanno romano… e pensare che c’era un tempo in cui per abbattere la sfiga del compleanno agostano (in cui non c’è mai nessuno con cui festeggiare…) cercavo di starmene sempre in qualche parte del mondo. Ma ora, che non ho più voglia di festeggiare questi compleanni pesanti, va bene così… anche se a dire il vero oramai sono più le persone che sono a Roma in questo periodo di agosto che le altre. Eh sì, oramai le ferie seguono percorsi strani, se le si fanno. Anche io per prima quest’anno, anche se un po’ forzatamente, ho sperimentato le ferie a luglio… ed è vero che ho qualche giorno anche ad agosto ma infatti sto a Roma…

Vedo sui soscial persone che si fanno 2/3 vacanze in 2/3 posti… o perché hanno case e/o amici e/o parenti un po’ ovunque oppure perché spezzano, al posto di un’unica vacanzona oppure semplicemente hanno le possibilità di girare un sacco.

Qui a Roma in soldoni comunque c’è un sacco di gente, a parte forse la settimana scorsa in cui almeno nei quartieri molti negozi poi erano chiusi ed effettivamente metteva un po’ tristezza. Ora già un buon quarto di gente è tornata e la settimana prossima sarà anche peggio…

Alla fine non mi sono ancora annoiata. Ogni giorno c’è sempre qualcosa da fare, da pulire, da sistemare. Alterno letture, film, serie… sono tornata in piscina, ogni tanto passeggio, faccio un po’ di shopping… vita sociale pari a 0 ma non mi lamento.

Cerco di riposare molto e rallentare anche se il tempo qui vola e la tempesta si avvicina. E lì sì che sarà da divertirsi…

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E ora…?

Ancora pochi minuti e pronti e via per il fugone estate 2018.
Arrivo rotolando a fatica a questo stacco, agognando queste ferie e questo periodo come acqua gelata nel deserto. Sì perché qui davvero si schiatta di caldo e questo avanti/indietro mi sta esaurendo.
Solo che ora la prospettiva di questo ultimo mese estivo e romano mi spaventa. Da lunedì, che sarò sola gran parte della giornata, che caspita mi invento? Vorrei evitare di vegetare davanti a TopCrime, spiaggiata sotto l’aria condizionata, ma al momento non vedo molte alternative, almeno fino alle 18 del pomeriggio, ora in cui diventa quasi decente poter fare 4, non di più, passi. Tra l’altro siamo a corto di serie Tv e per motivi di spazio stiamo dismettendo più di metà della nostra cospicua collezione di DVD (credo almeno 250 titoli) e non so cosa vedere.
Stasera infatti farò un salto alla feltrinelli per fare una bella scorta… ho già letto diversi libri questa estate ma niente, l’ebook mi soddisfa sempre fino ad un certo punto. Dovrei buttarmi su qualche lettura approfondita ma riesco solo a concentrarmi su gialli… vediamo un po’ questa sera cosa mi ispira.
C’è poi la piscina, anche se quest’anno non ho preso ancora manco mezzo raggio di sole, che poi purtroppo settimana prossima sarà chiusa e quindi se ne riparla almeno dal 20.
In casa anche siamo a buon punto, per quello che è possibile fare al momento. Fondamentalmente mancano alcune scatole di abiti da recuperare in giro e qualche mobile da rimpiazzare. La cantina è ancora bella piena ma quantomeno è possibile entrarci. Dubito che riusciremo a svuotarla più di tanto. Ciò che più di tutto mi ha insegnato questo trasloco è che accumulare è solo un di più inutile. Sto cercando il più possibile di “separarmi” da più cose possibili… quindi per non arrivare subito al mio drastico buttare, molta roba rimarrà “in soffitta”. In fin dei conti sono 3 mesi che vivo con l’occorrente di una valigia (bella capiente eh…), delle centinaia di monili e moniletti che ho sto andando avanti con gli stessi da settimane, sebbene ne sia tornata in possesso. Mi sembra tutto molto bello ma anche molto superfluo. Dopo questi mesi di caos, a cui seguirà un caos sempre maggiore, ho un disperato bisogno di ordine e pulizia. Ecco perché fremo, anche con mio marito, per sistemare le ultime cose in giro e che a vederle mi fanno uscir le bolle.
Anche il terrazzo, che l’anno scorso ero riuscita a risistemare con tanto orgoglio, quest’anno è praticamente inagibile e mi mancano cenette ed aperitivi sulla sdraietta.
Sto spendendo un patrimonio in scatole, scatolette e cestini per non avere robe in giro, neanche nei cassetti. Quindi sì, sicuramente avrò di che sistemare in questi giorni ma se Dio vuole il peggio è finalmente passato.

Credo sia la prima volta dopo anni che passerò l’intero agosto a Roma. Non riesco ancora a rassegnarmi del tutto all’idea, se non guardandomi allo specchio…
Ogni giorno penso che vorrei concedermi almeno qualche giorno di mare, che Tarquinia tutto sommato mi mancherà, ma se penso a tutto il contesto e gli annessi non cela posso fare.
Ma più di tutto quest’anno mi mancherà prendere un aereo. La notte prima del viaggio, l’arrivo in aeroporto, i controlli, i giretti in dutyfree, il volo e l’ansia di arrivare… Vedo le foto di molti in viaggio, destinazioni invidiabili in cui forse non andrò mai nella mia vita… ma a mancarmi di più sono sempre i miei posti. Riguardo e ripenso al meraviglioso viaggio dell’anno scorso, ieri guardavo uno stupidissimo film su canale5 ambientato su un isolotto svedese e c’è mancato poco che mi scendesse una lacrimuccia.

Aspettavo da tempo questo momento ma al contempo ne sono anche un po’ spaventata. Quindi, da lunedì… che si fa?

Aspettative

Anche questa settimana lavorativa sta finendo, dire che sto facendo il countdown questa volta è davvero riduttivo. Andare a lavoro, lavorare… questo periodo sta diventando una fatica mentale e fisica non indifferente, forse proprio perché so che il traguardo è vicino… Sarò comunque “socialmente reperibile” almeno fino a fine mese aimè, ma almeno la fatica fisica dovrei levarmela.

Poi, ho dei programmi… poi agogno quest’ultimo ultimissimissimo mese tutto per me, lo desidero più di un anello di Tiffany. E sentire che invece i programmi potrebbero cambiare e si potrebbe tutto anticipare un po’ mi ansia… è che agogno il momento in cui potrò leggere ininterrottamente per ore, sguazzare in piscina a pesce morto… dimenticarmi dell’orologio. E forse iniziare a capirci qualcosa. Cavolo, un mese almeno mi serve!

Sarà l’agosto più strano della mia vita. Ovviamente sento molti spasimare per le vacanze, per viaggi fichissimi che forse non farò mai, altri invece che non farei manco se me li regalassero. Sicuro tutti abbiamo bisogno di staccare ed io purtroppo quest’anno l’ho fatto molto poco, mentalmente… il che mi fa pensare a quanto ne abbia davvero bisogno. A quanto vorrei frullare questo benedetto aggeggio per sempre o svegliarmi e il mondo è di nuovo senza internet e senza social.

Vabbè, intanto accontentiamoci dei weekend.

Il difficile tornare

(O ancora su… i disturbi traumatici post trasloco).

I ritorni sono sempre complicati. Rientrare nella vecchia taglia dop il Natale, in un paio di stivali dopo un’estate di ciociette, sul conto in rosso, a lavoro dopo le vacanze e a casa dopo un trasloco.

Ecco, siamo appena al 20 luglio e io ho già fatto le ferie e ho ancora più di metà casa e metà vita da tirare fuori dagli scatoloni.

Riprendiamo quindi in mano questa situazione, dopo esser partiti a soli 5 giorni dalla riconsegna di casa, con giusto il tempo di capire dove fossero scarpe e vestiti da montagna.

Ora, casa è sempre la stessa ma in realtà ora molte cose sono cambiate quindi non si tratta semplicemente di tirare fuori le centinaia di cose e rimetterle dove erano, ma riorganizzare il tutto, ottimizzare spazi, tempi e fatiche. È tutto molto diverso, il che è anche molto eccitante ma per il mio bisogno spasmodico di ordine è un po’ problematico.

Perché con il caldo, il lavoro… la sera mettersi ad aprire scatole e riempire armadi o montare mobili non è proprio il massimo. Infatti questo weekend siamo riusciti a dare finalmente una bella impennata e a poco a poco inizio a orientarmi meglio.

La seconda fase del trasloco è comunque un ulteriore momento di confronto con se stessi attraverso le cose accumulate negli anni. È rassicurante ritrovare i soliti piatti, bicchieri, quel pupazzetto o quel libro preso in quel viaggio… Ma a volte mi nauseo da sola a pensare a quante inutilità ho accumulato o a quanto mi sia stufata di avere magari da 10 anni le stesse posate, allo stesso posto.

Ecco perché penso che ci sarà un’altra bella ondata dal mercatino. Torniamo sempre alla vita di sempre, alle cose di sempre. Ma anche le cose e soprattutto noi possono avere un’altra seconda vita.

Diario friulano part II

Scorrono questi ultimi giorni prima della ripartenza. Alla fine è arrivata la pioggia, ieri dopo un bel acquazzone qui l’aria è decisamente frizzante. Oggi proviamo a schivare i temporali andandocene verso Klagenfurt, la capitale austriaca dalla Carinzia, sempre sul grande lago Worteer See, ripiegando eventualmente su qualche bel centro commerciale austriaco, aimè.

Qui come sempre ci siamo dati alle pazze spese soprattutto dolciarie e culinarie… dolci, salumi e formaggi sono tanta roba qui, così come il pane di ogni tipo, difficile resistere. Oltre che alle grosse svendite nei super mercati che sembrano davvero boutique. Ho fatto il carico di cioccolate che già so non toccherò più una volta varcato il GRA. Per il resto, HM qui costa ancora meno che in Italia durante i saldi, forse perché c’è più scelta, ma per me questa estate non ha molto senso fare shopping, ecco perché ho ripiegato su trucchi, creme e cremette naturali che qui abbondano e a costi molto più che accessibili.

Holghina sta sempre con noi e io ne sono davvero felice, trotterella sempre al nostro fianco e poi quando siamo a casa crolla per ore e ore, quasi come me. Ora cerchiamo di goderci al massimo questi ultimi giorni, che chissà quanto tempo passerà prima di poter tornare di nuovo tra questi monti e poi soprattutto perché al rientro ci aspetta una bella avventura, a partire dalla casa che è rimasta ancora tutta bella inscatolata… il che da una parte è uno sprono a tornare, ma dall’altra… mi chiedo se mai torneremo ad avere una casa perfettamente organizzata e razionale come un tempo. Chissà..

Diario friuliano

E la prima settimana di ferie è già volata. Abbiamo attraversato mezzo stivale facendo tappa nell’amata Toscana, nei pressi di Valdarno e nella bellissima Verona, cui vale sempre la pena tornare, prima di approdare qui nell’alto nord-est. E così anche quest’anno non rinuncio ad un po’ di est, questa volta italiano. Anche se in questa cittadina di frontiera si passa di continuo tra Italia, Austria e Slovenia, in un coacervo di culture, lingua, cibo e specialità.

Ci ho trascorso tante vacanze qui, in anni davvero speciali con persone speciali. Con cari amici, con alcuni ci siamo persi, con altri ci siamo innamorati per quel tanto che dura una serata estiva. Mi piace tornare nei posti cui sono affezionata, rivivere i ricordo, cercare e trovare, oppure no, le differenze. Certi paesaggi poi ti entrano dentro e sono contenta che anche Massi si trovi bene tra questi monti. L’aria è frizzante, tanti sportivi e tanta gente rilassata intorno. Le malghe e i baretti sono sempre pieni e questo odore di foglie e corteccia aleggia ovunque.

Ci passerei un mese qui, senza annoiarmi anche perché quest’anno i ritmi sono lenti e ho bisogno di più pausee. Vorrei solo riuscire a rilassarmi un po’ di più, ma so che ci riuscirò quando praticamente sarà il momento di tornare a tutto. Tutto ciò che mi aspetta.

Traslocando: il disturbo post traumatico da rientro

(Ri)habemus casa!! Finalmente da sabato siamo tornati in quella che era casa nostra ed ora diventerà la nostra super nuova casa stile Park Avenue 😀

Tante cose sono cambiate e sembra davvero di aver acquistato una nuova cosa. Mi ricordo 9 anni fa quando eravamo entrati per la prima volta, tutta la novità, le cose da acquistare… tutto, dai piatti agli armadi. Ora non siamo proprio a questi livelli ma come mobilio forse siamo messo peggio di allora. Perché molti mobili li abbiamo cassati e al momento non abbiamo ancora dei sostituti. Non sappiamo quindi dove poggiare le cose, lo scambio stanze e armadi mi sta creando non pochi scompensi ma soprattutto abbiamo centinaia di scatole da riaprire e smaltire.

Holghina anche ha i suoi scompensi, privata della sua stanza e del suo divano, guadagna posizioni sul lettone giocandosi la carta compassionevole del cane stressato da tanti cambiamenti.

Insomma, dobbiamo riabituarci un po’ tutti, fare pace con il cambiamento e riprender possesso dei nostri spazi.

Questa è una settimana corta a Roma e noi abbiamo mille cose da fare prima della partenza. Quantomeno, nello sparpaglio generale delle cose, provare a recupare quanto di più vicino ad un abbigliamento da montagna simil invernale, e che possibilmente ancora riesca ad allacciarmi, visto che persino qui ieri sera si è dovuto dormire coperti. Questo giugno è stato per me una manna, due settimane di luglio mela svango… rimarrà solo the big and hot august come scoglio finale.

Spero di riuscire a staccare un po’ qualche giorno perché poi sarà tutta una tirata di fiato sino a settembre. Purtroppo luglio non è il periodo ideale per allontanarsi a lavoro da me e proprio questi giorni mi è capitata una di quelle rogne bibliche che sicuramente mi darà qualche pensiero anche su.

Spero di imparare, dalla prossima vita, a gestire meglio il lavoro e soprattutto il mio rapporto ossessivo con esso e le responsabilità e i sensi di colpa per colpe che poi non ho. Un po’ di sano distacco basterebbe, oltre che sapere imparare a ridimensionare e dare il giusto peso alle cose.