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Goduria

La bellezza della piscina scoperta, la sera, dopo lavoro, è uno spettacolo di relax che quasi mi riconcilia con l’estate e lava via un sacco di stress. 

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DietAnais

E dopo una cena pantagruelica per il compleanno di papà, che ha anche coinciso con la vittoria del derby e la conquista del secondo posto della Roma, in cui hai mangiato come non ci fosse un domani perché come al solito tua mamma ha cucinato per venti, il giorno dopo che fai? Digiuni? Ti moderi? Ma no, questo lo fanno le persone normalmente oculate. Oramai hai lo stomaco aperto e puoi solo che riempirlo di nuovo tra avanzi e una spesa oggi un po’ fuori dal comune.

In fondo manca solo un mese all’estate e hai dovuto provare una ventina di abiti prima di trovarne uno che sti stesse un minimo decente per il prossimo matrimonio. 

Che sconforto pensare di aver fatto sport tutto l’anno e quando credevi di averla sfangata, ritrovarsi il solito fisico moscio di sempre, messo alla berlina dagli impietosi specchi e luci dei camerini. Sob. 

L’esercito del cloro

Che l’estate sia alle porte te ne accorgi non tanto dal caldo quanto dall’improvviso ed esponenziale affollamento in palestra. Persone che per un anno non hanno fatto una mazza e decidono di porre rimedio all’ultimo momento, magari sovraccaricandosi di corsi, mischiando tra zumba, pilates, acquagym, crossfit e chi più ne ha più ne metta, con un certo fare, diciamolo, molesto e forsennato.
Ieri la corsia in piscina era sovraffollata, gente mai vista che magari arriva anche in ritardo e si piazza in mezzo, mollando calcioni a destra e manca o schizzando prepotentemente perché ancora non sa tenersi bene a galla o fondamentalmente viene a fare sport tanto per sentirsi la coscienza a posto e chiacchiera tutto il tempo con l’amica che ha convinto a condividere questa esperienza metafisica.
Lo so, sono un po’ talebana, ma le palestre sono popolate da persone davvero irritanti. Mica tutte, per carità, ma tra gli esaltati, le pensionate incallite e i novelli ci sono poche vie di mezzo. Ci sono delle tipe in particolare che oramai becco dalla notte dei tempi e che davvero sarebbero da affogare seduta stante. Un chiacchiericcio continuo, in acqua come nello spogliatoio, ste voci da oche che puoi sentire ovunque, della serie ehi io ci sono anche oggi, sono la boss della palestra e che poi se poco poco sei tu a muoverti troppo o a urtarle accidentalmente ti si girano contro come hydre furiose.
Per non parlare del fatto che devi beccartele sempre nude in giro tra le docce e gli armadietti, che si ti alzi di colpo dopo esserti allacciata le scarpe, rischi di ritrovarti in una selva oscura che la diritta via è smarrita.
Ma comunque non ci sono cazzi, ne sanno sempre una in più.

Ieri mentre attendevo il cambio turno mi metto a chiacchierare con una novellina mai vista:
N: “Beh io aspetto a farmi la doccia, stanno ancora finendo la lezione precedente, poi ci muoriamo di freddo”
A: “Sì hai ragione, comunque vabbè io tanto comunque mi doccio ma mi porto l’accappatoio fino a giù”
N: “Ah beh no, sai io evito di contaminarlo con l’acqua clorata”
Azz… e chi ci ha mai pensato, ha ragione…
A: “Ah uh, vero… ma anche quando riesci? Fa freddo…”
N: “Sì si, mi rifaccio una doccia veloce e poi mi copro. Vabbè ma comunque anche se ti copri senza farti prima la doccia tanto poi non è che quando torni a casa l’accappatoio lo stendi, poi lo metti direttamente in lavatrice…”
A: “Ah beh sì certo certo, come no…”
Eccallà… sono anni che continuo a contaminare il mio corpo con l’acqua clorata, che se riesci ad andare in piscina 3 volte su 7 come caspita fai a lavare ogni volta l’accappatoio… ma davvero fate tutte così, una messa una lavata?
Io grasso che cola se lo stendo, lo so sono pessima…
Comunque ieri, presa dal panico, quando sono rientrata neanche mi sono tolta la giacca che ho messo tutto in lavatrice, a palla, con un litro di disinfettante cercando di placare l’avanzamento dell’esercito del cloro… pure la cuffia al silicone, non si sa mai…
Siete sempre avanti, non c’è un cazzo da fare. Farò sempre parte della schiera delle novelline.

Pantasia

Non ricordo precisamente in quale periodo della vita e soprattutto perché io mi sia sentita così ginnica dal comprarmi almeno una dozzina di pantaloni, pantacollant e similari da decathlon. In tutti i colori della serie, almeno 5/6neri a più lunghezze poi grigi, blu, viola e rosa confetto. E neanche il mercatino me li prende. Le bugie hanno i leggins corti.

Ci vuole un fisico d’annata

Dopo anni di più o meno assidua frequentazione, osservazione e studio ho capito qual è la categoria che più odio in palestra. Non le super fiche dal fisico perfetto, l’addome a tavola, il trucco intatto e mai un capello fuori posto. Con loro non c’è proprio partita, inutile intavolare un discorso. Ma sono le vecchie. Quelle signore pensionate o benestanti, insomma che non lavorano e si barricano giorno e notte in palestra. Quelle mezze lampadate, o che comunque col primo sole d’aprile stanno già in prima fila a Fregene per sfoggiare un anno di sforzi. La pelle super tirata, il capello fatto, ori e monili, completini sempre abbinati a gadget di qualche rinomato centro termale, creme rassodanti a litrate. Conoscono tutti gli insegnanti, le sequenze degli esercizi. Non ne sbagliano o saltano uno.
E sono impeccabili. Non sono mai in ritardo, le prime file sono sempre le loro. Madame di ferro. Prugne rinsecchite e che, però, mi danno sette piste mentre all’angolo in fondo mi barcameno col Pilates, di cui sono al livello meno zero: ossia capire come cavolo si inspira ed espira lentamente ma nel frattempo facendo almeno 20 ripetizioni di addominali, abduttori e glutei. Amen.

Anais swim combat

Che poi, se squat (o come cavolo si scrivono) e addominali vi sembrano faticosi, provate a farli dentro l’acqua, combattendo con l’esercito delle formiche rosse della circolazione, il cloro negli occhi e lo spirito di sopravvivenza. Tsz!

Mens sana in costume (altrui)

Parlo sempre male delle mie compagne di acquafit ma stavolta devo spezzare una lancia in loro favore.
Stamattina non ce l’ho fatta a svegliarmi x la lezione delle 8 per cui a pranzo scappo e riesco ad arrivare in orario. Tutta trafelata mi spoglio e mi accorgo di aver dimenticato il costume!
Tralasciando l’inconscio, me n’esco con una bella imprecazione per cui una signora mi chiede cosa mi fosse successo. È una delle assidue, la conosco anche se faccio un po’ fatica a comprenderla perché poverina, farfuglia. Si offre di prestarmi un suo costume che non ha usato. Che faccio? Pare brutto?
” Fe non fi schifffi, io fanfo non lo ufo, mi fa larfo…” … … … …
Vabbè… accetto. Cazzo è bianco!! Vabbè. Entro in vasca bardata modello Tutancamon e faccio la lezione. Poi glielo lascio alla reception. È bagnato ma l’ho lavato il più possibile.
Mi veniva da ridere tutta la lezione. L’insegnante mi sa che si sarà pensato che i sorrisi fossero rivolti a lui, che non mi ha riconosciuta perché sarà stata la prima volta in 4 anni che ero truccata e non con le righe del cuscino in faccia.
Ora in ufficio, oltre alla paura di un gran mal di gola da capello umido, spero di non essermi beccata la candida. Ma alè, mens sana… al corpore sano prima o poi ci arriveremo.