Non ricordo precisamente in quale periodo della vita e soprattutto perché io mi sia sentita così ginnica dal comprarmi almeno una dozzina di pantaloni, pantacollant e similari da decathlon. In tutti i colori della serie, almeno 5/6neri a più lunghezze poi grigi, blu, viola e rosa confetto. E neanche il mercatino me li prende. Le bugie hanno i leggins corti.
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Ci vuole un fisico d’annata
Dopo anni di più o meno assidua frequentazione, osservazione e studio ho capito qual è la categoria che più odio in palestra. Non le super fiche dal fisico perfetto, l’addome a tavola, il trucco intatto e mai un capello fuori posto. Con loro non c’è proprio partita, inutile intavolare un discorso. Ma sono le vecchie. Quelle signore pensionate o benestanti, insomma che non lavorano e si barricano giorno e notte in palestra. Quelle mezze lampadate, o che comunque col primo sole d’aprile stanno già in prima fila a Fregene per sfoggiare un anno di sforzi. La pelle super tirata, il capello fatto, ori e monili, completini sempre abbinati a gadget di qualche rinomato centro termale, creme rassodanti a litrate. Conoscono tutti gli insegnanti, le sequenze degli esercizi. Non ne sbagliano o saltano uno.
E sono impeccabili. Non sono mai in ritardo, le prime file sono sempre le loro. Madame di ferro. Prugne rinsecchite e che, però, mi danno sette piste mentre all’angolo in fondo mi barcameno col Pilates, di cui sono al livello meno zero: ossia capire come cavolo si inspira ed espira lentamente ma nel frattempo facendo almeno 20 ripetizioni di addominali, abduttori e glutei. Amen.
Anais swim combat
Che poi, se squat (o come cavolo si scrivono) e addominali vi sembrano faticosi, provate a farli dentro l’acqua, combattendo con l’esercito delle formiche rosse della circolazione, il cloro negli occhi e lo spirito di sopravvivenza. Tsz!
Mens sana in costume (altrui)
Parlo sempre male delle mie compagne di acquafit ma stavolta devo spezzare una lancia in loro favore.
Stamattina non ce l’ho fatta a svegliarmi x la lezione delle 8 per cui a pranzo scappo e riesco ad arrivare in orario. Tutta trafelata mi spoglio e mi accorgo di aver dimenticato il costume!
Tralasciando l’inconscio, me n’esco con una bella imprecazione per cui una signora mi chiede cosa mi fosse successo. È una delle assidue, la conosco anche se faccio un po’ fatica a comprenderla perché poverina, farfuglia. Si offre di prestarmi un suo costume che non ha usato. Che faccio? Pare brutto?
” Fe non fi schifffi, io fanfo non lo ufo, mi fa larfo…” … … … …
Vabbè… accetto. Cazzo è bianco!! Vabbè. Entro in vasca bardata modello Tutancamon e faccio la lezione. Poi glielo lascio alla reception. È bagnato ma l’ho lavato il più possibile.
Mi veniva da ridere tutta la lezione. L’insegnante mi sa che si sarà pensato che i sorrisi fossero rivolti a lui, che non mi ha riconosciuta perché sarà stata la prima volta in 4 anni che ero truccata e non con le righe del cuscino in faccia.
Ora in ufficio, oltre alla paura di un gran mal di gola da capello umido, spero di non essermi beccata la candida. Ma alè, mens sana… al corpore sano prima o poi ci arriveremo.
L’educazione delle fanciulle (palestrate)
Quanto siamo diverse noi donne. Tipo io che esulto e riprendo fiato perché la lezione dell’insegnante pazzo è finita cinque miseri minuti prima, mentre le signore avvelenate subito vanno a lamentarsi del maltolto.
Tipo io che mi aggiro bardata per lo spogliatoio, complice anche una ceretta veloce da domenica mattina, mentre la solita cinquantenne, che ha fatto pace col suo corpo, si aggira total nude, sbattendomi in faccia la sua peluria e una carne troppo tremula per la vista di una che non ha ancora digerito la crêpe alla nutella della sera prima.
Sì, siamo diverse. A volte, senza girarci troppo intorno, è solo una questione di generazioni. E di educazione.
HidroAnais
“Bene signore oggi la lezione di Hidrobike la facciamo senza sederci mai sul sellino perché la signora Anais ha un problemino e non ci si può sedere”
…
Ci mancava solo che tutte dicessero “ciaoo anais”!!!
Odio l’estate, che tutte le lezioni saltano e ti trovi in quelle sbagliate!!!
Ancora tu, non dovevamo vederci più?
Domani dovrei riuscire a tornare in palestra. Quella vera. Ho iniziato il cinico all’arte della kick boxe, e così seguendo lui tornerò dal mio vecchio e bravo maestro e rindosserò i guantoni.
Non vedo l’ora. A parte che gli anni di kick sono stati forse gli unici in cui il mio corpo ha scoperto per la prima volta l’esistenza di alcuni muscoli, nonché ossa ora nacoste da strati di adipe; ma l’energia della totale stanchezza di quell’allenamento è la cosa che mi manca di più.
Il rumore dei guantoni e dei calci sul sacco, le braccia che non senti piu’per lo sforzo, il corpo ostile ma che a poco a poco vedi crescere, così come la forza che parte dalle gambe, dalla pancia, da dentro e arriva sempre più su.
Sono la donna ossimoro. I miei anni di Yoga e meditazione sarebbero nulli senza calci e i pugni. Il dolce e il salato. La holga e la full frame. L’indie rock e il jazz. Il gruppo e la solitudine. Sophie Kinsella e Sybilla Aleramo. Truffaut e Allen. Dexter e Grey’s Anatomy. Bianco e nero e colore. Il silenzio, il rumore. Le foto, le parole. Vivo di contrasti. E non potrei fare diversamente.
Naked
Io sì, forse sono un po’pudica, o semplicemente poco esibizionista. Fatto sta che non capirò mai e poi mai la mania di certe donne, anche di una certa età, di girare completamente nude per lo spogliatoio della palestra. Deliziando noi altre della vista di carni pendule e cellulitiche, forse a monito di ciò che prima o poi la legge di gravità riserva a tutte, e spargendo peli pubici come petali di rose. A rischio di passare per voyeur ho deciso che prima o poi fisserò insistentemente una di loro finché non mi chieda cosa cavolo guardo, per avere il gusto di risponderle quello che ci tieni tanto a farmi vedere e di cui farei volentieri a meno!
Confessioni di una mente pigra #2
Che poi lo sforzo, lo sbattimento, talvolta la pioggia, il mal di testa da calo zuccheri, la mezzora di phon mozzarella, sono davvero il minimo confronto al fatto che 9 volte su 10 io dimentichi qualcosa (e di conseguenza perda per sempre) in palestra!!
E una volta il costume, una la cuffia, le ciabatte, l’asciugamanino..e stavolta il siero alla keratina per domare le mie folte chiome (che con questo tempo altro che crespo) appena comprato!!!
Il mio sub (neanche troppo) inconscio continua a mandarmi chiari segnali che continuo masochisticamente ad ignorare…
Confessioni di una mente pigra
Che poi lo sforzo fisico della palestra o della piscina, è il minimo. Ciò che più mi sfianca è tutto il contorno. E’ il prima, di io che sono sempre puntuale tranne che per le lezioni di acquagym, e devo correre mentre mi infilo il costume e mi assicuro l’ultima pipì per non rischiare di dover fare a spallate tra atlete infuriate e pensionate fuoriose per guadagnarmi la mia pozzanghera d’aqua. E’ il dopo, fatto di spogliatoi sempre troppo umidi, asciugacapelli sempre troppo deboli, jeans troppo stretti che fanno resistenza o calze appiccicose, la chiavetta per uscire che puntualmente rimane chiusa nella tasca dell’accapatoio, una sacca sempre più pesante e la noia di doverla poi svuotare a temperature siderali.
E fare tutto questo alle 8 di mattina, forse è davvero chiedere troppo a me stessa.
