Ancora tu, non dovevamo vederci più?

Domani dovrei riuscire a tornare in palestra. Quella vera. Ho iniziato il cinico all’arte della kick boxe, e così seguendo lui tornerò dal mio vecchio e bravo maestro e rindosserò i guantoni.
Non vedo l’ora. A parte che gli anni di kick sono stati forse gli unici in cui il mio corpo ha scoperto per la prima volta l’esistenza di alcuni muscoli, nonché ossa ora nacoste da strati di adipe; ma l’energia della totale stanchezza di quell’allenamento è la cosa che mi manca di più.
Il rumore dei guantoni e dei calci sul sacco, le braccia che non senti piu’per lo sforzo, il corpo ostile ma che a poco a poco vedi crescere, così come la forza che parte dalle gambe, dalla pancia, da dentro e arriva sempre più su.

Sono la donna ossimoro. I miei anni di Yoga e meditazione sarebbero nulli senza calci e i pugni. Il dolce e il salato. La holga e la full frame. L’indie rock e il jazz. Il gruppo e la solitudine. Sophie Kinsella e Sybilla Aleramo. Truffaut e Allen. Dexter e Grey’s Anatomy. Bianco e nero e colore. Il silenzio, il rumore. Le foto, le parole. Vivo di contrasti. E non potrei fare diversamente.

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Cuore di mamma

Non ho molta confidenza con i padroni dei cani che incontro al parco. Forse perché non ho mai orari fissi, né sono io che la porto sempre, fatto sta che non ho la mia “comitiva”di canare e mi limito ad educati “buongiorno e buonasera”.
Questo implica che non mi senta neanche nella condizione di appellare i cani altrui in chissà che modo.
Ma evidentemente non tutti siamo uguali. E stamattina una signora che incontro talvolta, una di quelle fissate e che “parla”con ogni cane sentedosi la padrona di tutti, si avvicina a Holga dicendo: “Ah ecco, è arrivata la matta…com’è che so 2 minuti che sei calma?”
E io: “Scusi ma si rivolgeva a lei? Perché matta? Ha fatto qualcosa?”
E lei, un po’ in imbarazzo, : “ah no no forse allora mi sbglio, perché c’è un cane simile che quando viene inizia a correre come una matta e non smette più”.
E io: “No no, non sbaglia, è lei.”.
E lei è la svampita che parla co i cani, avrei voluto aggiungere?
Mo da quando in qua un cane che corre è matto?!
Bah dimmi tu se mi devono fare incazzare di prima mattina.

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Stylish lunch

E così sei sola al pranzo della domenica, ma dopo una settimana di dieta a base di panini, frutta, cene saltate, latte e cereali, cene con gallette, gallette con prosciutto, decidi che stavolta no, almeno oggi un minimo di cuore celo vuoi mettere.
E così ti prepari una bella caponatina light di verdure e pomodorini, bissi l’hamburger di soia, pane azimo e per finire ultimi rimasugli del kinder pasquale.
Sola sì, ma con stile.

Buonanotte

Ed ecco che dopo una giornata di lavoro iniziata alle 9 e finita ora, quando hai fatto tanto, letto, scritto, parlato, incontrato e ascoltato persone e amici, lavato bicchieri e svuotato ciotole di arachidi tostate… passeggiare sola, con il mio cane, per il quartiere silenzioso che si prepara alla notte…beh, ha un non so che davvero libaratorio.
Buonanotte.

Errori di gioventù

Ma…non è per niente, ma certi ex fidanzati le cartoline dei loro viaggi con le fidanzate di turno non le potrebbero indirizzare direttamente a casa del loro amico? Perché mele devo trovare al locale mio??!

È proprio vero che certa gente non smette mai di stupirti.
Prendiamola con positività: almeno ho imparato il CAP, che a momenti manco sapevo.

L’imperfezione di un attimo

Vorrei essere una di quelle persone pacate, politically correct, diplomatiche, che hanno sempre la parola giusta, che appaiono così buone, che non si sbilanciano mai, che non prendono mai una posizione netta, non scontentando mai nessuno.

Mediani di professione, grigi perché non è mai né tutto bianco né tutto nero. Che non fanno mai polemica, né alzano i toni. O se lo fanno sono sempre cosi pacate da non accorgertene quasi. Pollyanne che accettano quello che c’è di buono da tutti, non conoscendo risentimento.

La verità però è che persone così invece proprio non le riesco a digerire, né ci riesco a legare, passano gli anni ma le distanze si fanno sentire. Se qualcuno mi sta sul cazzo ( e ho solitamente dei buoni motivi per pensarlo) non riesco a non farlo tanto notare, se sono stanca idem, scocciata o ti reputo poco interessante oppure supponente, montato o quanto di più lontano da me idem. Che poi forse non è sempre così, delle volte riesco a fingere, o comunque so certamente essere anche gentile. Ma non più di quanto serva e non sopporto chi lo è smaccatamente troppo. Cavolo, non sono un cerbero ma se non ho voglia di parlare non riesco a dire cazzate, né ho voglia di ascoltarne. E seppure telo dico col sorriso, la sostanza non cambia…per cui che te cambia?? Davvero ci piace essere perculati ma gentilmente, piano piano, col sorriso? A me no anzi, lo detesto.
Se reputo alcuni comportamenti ingiusti non riesco a soprassederci, se mi ferisci non riesco a non chiudermi nei tuoi confronti, se ho un’idea per quanto ogni volta mi dico di farmi i cazzi miei, vorrò invece dirla, anche se sarà contraria alla maggioranza. Se ci credo e se penso che valga la pena lottare lo farò, fino in fondo, di contro a molte altre cose per le quali non reputo affatto utile impuntarsi o sprecarci oltre tempo ed energie.
Vorrei essere quella sempre brava, bella e buona. E invece sono imperfetta, fragile e lunatica. Ho tanti difetti e sono incapace a nasconderli, e chi mi conosce bene lo sa e sa anche bene quali sono. Ma sono sincera. E di tutti i miei sbagli ho sempre chiesto scusa e ne porto addosso ogni conseguenza.

Forse è passionalitá, veracità. Però uno alla fine si caga anche il cazzo a passare sempre da matta o stronza perché ti ritrovi circondata da ignavi. Perché non voglio dovermi sentire sempre peggiore di quello che in realtà sono solo perché qualcuno è più bravo a disegnarsi migliore di quello che è.

Sono uno schizzo, una tavola imperfetta e assolutamente e volutamente incompleta. Ma, scusate se poco, unica nel mio genere. E, altro difetto, mi stufo anche abbastanza facilmente…e quando mi stufo…

E tutto il resto è noia…

Pasqua & go.

Alla fine come sempre la Pasqua è volata. Che poi, a conti fatti, si tratta solo di un giorno di vacanza.
Il tempo è stato ingiusto, grigio e umido, un po’come il mio umore.
Alla fine sono stati 3 giorni casalinghi e mangerecci. Ma non senza conseguenze, aimè. E da domani dovrò seriamente pensare ad una dieta…
Sono riuscita a far funzionare lo streaming così mi sono un po’drogata di serie TV, le mie preferite di sempre.
Ogni tanto ne ho bisogno. Romanticismo stucchevole e america…quell’america che mi è rimasta dentro e vorrei tanto ricontrare, ma per ora posso sognarla solo così.
Solo rivedendo la giostra di los angeles dalle riprese aeree di Santa Monica o la New York dei polizieschi o la Seattle della pioggia e dei dottori che mi sembra di conoscere come la mia città.
Non è la solita solfa dell’immedesimazione in storie che non si vivranno mai: amori estremi, carriere, successo, corpi perfetti. Per me è vedere posti e location che in alcuni casi forse non vedrò mai o in altri mi ricordano un viaggio favoloso che non potrò mai dimenticare.
Le serie TV per me sono un viaggio in giro al mondo, meglio di una guida lonley planet.
E poi da quando ho scoperto sky go e la tv on demand…niente sarà più come prima.

Pasqua amara

E siccome il giro è quello e il mondo è piccolo, ogni tanto ricicci fuori, e quando accade si riaccende in me quel veleno frutto del morso di una vipera traditrice, che anziché uccidermi mi ha resa orfana nel modo peggiore. Il tradimento di un amico è qualcosa di così brutto, quando poi è per soldi è anche peggio. Tradita e derubata, c’è di peggio? E allora io non posso fare a meno che sperare prima o poi di rivederti per urlarti in faccia tutta la mia delusione e il disprezzo. Perché oltre l’inganno neanche il tentativo delle scuse, anzi la beffa del tuo stupido orgoglio in grado di trovare giustificazione e mistificazione anche al gesto più insano. E nella Pasqua di risurrezione per me nessun perdono, nessuna seconda opportunità ma solo il rimontare di un disprezzo che si è fatto odio per te e per tutte le persone che ti circondano. Nel frattempo posso solo sperare che per caso passi di qui ogni tanto, tu o chi per te, e anche se non tene frega niente leggerai, e saprai. E la ferma convinzione che nella vita prima o poi tutto torna indietro. E arriverà anche il tuo momento.

Buona Pasqua da Lady Vendetta.

Home sweet home#2

E no, non ce l’ho fatta neanche stavolta. Un po’per pigrizia un po’per indole, neanche oggi mi son messa a sistemare e liberare la vecchia camera da vecchie quisquiglie.
Troppi cassetti, troppe scatole e vasi di pandora da scoperchiare. Troppe cose che dovrei buttare ma non trovo il coraggio o ancora la giusta distanza per dissociarmene. Troppe carte che dovre rileggere per capire se cestinarle, troppi sogni che non voglio ancora archiviare.
Io che mi reputo una cinica, non solo di nome, nonché genio delle pulizie, quandro entro qui non so dove mettere le mani e ho solo paura di fare danni di cui potrei pentirmi.

Home sweet home

E nonostante le diversità e le incomprensioni, gli anni passano, lavano vecchie ruggini e smussano qualche spigolatura. Così quando torno a casa dei miei genitori mi sembra sempre di attraversare una dimensione parallella. Quella in cui niente di male potrà accadere, tutto andrà per il meglio e i problemi non ci sono più. O almeno cosi sembra. La dimensione dell’esser figlia non so come mai ma presuppone l’idea, o almeno la speranza, che qualcuno dalla tua parte, pronto ad abbracciarti e prendersi cura di te quando serve (o quando no) ci sia sempre. Anche se purtroppo non è così e prima o poi con questa dura realtà dovrò scontrarmi. Richiudermi nella mia vecchia stanza, circordarmi di vecchie e ora inutili cose mi da il peso di quello che sono, che ero e non voglio dimenticare. E in questi 3 mq torno ad essere, quando voglio o ne sento il bisogno, una bambina solitaria, un’adolesente assennata, una studentessa curiosa, una ragazza entusiasta, innamorata, tradita, fragile…dai lunghi capelli e sempre qualche chilo in più di quelli desiderati. Immersa nelle sue musiche e nei sogni. E niente e nessuno ci entra in questa dimensione che conosco solo io e che ogni tanto mi richiama a sé.
Come un animale, che ha bisogno di cambiare pelle ogni tanto, ma per farlo deve starsene un po’solo con quella vecchia e capire cosa salvare e cosa no.

Come quegli effetti da cinema, che sei fermo e tutto ti gira intorno, si muove. E scorrono le immagini, i momenti. E ti senti esattamente dove dovresti stare. E niente di male ti può accadere.
La sicurezza del passato, che sai sempre come andrà a finire anche se tenti di leggerlo da diverse angolature. E molte di quelle cose a cui credevi non saresti mai sopravvissuta, ti hanno invece resa quella fantastica creatura che sei.

Come si fanno a cestinare 30 anni? Da dove comincio?