L’imperfezione di un attimo

Vorrei essere una di quelle persone pacate, politically correct, diplomatiche, che hanno sempre la parola giusta, che appaiono così buone, che non si sbilanciano mai, che non prendono mai una posizione netta, non scontentando mai nessuno.

Mediani di professione, grigi perché non è mai né tutto bianco né tutto nero. Che non fanno mai polemica, né alzano i toni. O se lo fanno sono sempre cosi pacate da non accorgertene quasi. Pollyanne che accettano quello che c’è di buono da tutti, non conoscendo risentimento.

La verità però è che persone così invece proprio non le riesco a digerire, né ci riesco a legare, passano gli anni ma le distanze si fanno sentire. Se qualcuno mi sta sul cazzo ( e ho solitamente dei buoni motivi per pensarlo) non riesco a non farlo tanto notare, se sono stanca idem, scocciata o ti reputo poco interessante oppure supponente, montato o quanto di più lontano da me idem. Che poi forse non è sempre così, delle volte riesco a fingere, o comunque so certamente essere anche gentile. Ma non più di quanto serva e non sopporto chi lo è smaccatamente troppo. Cavolo, non sono un cerbero ma se non ho voglia di parlare non riesco a dire cazzate, né ho voglia di ascoltarne. E seppure telo dico col sorriso, la sostanza non cambia…per cui che te cambia?? Davvero ci piace essere perculati ma gentilmente, piano piano, col sorriso? A me no anzi, lo detesto.
Se reputo alcuni comportamenti ingiusti non riesco a soprassederci, se mi ferisci non riesco a non chiudermi nei tuoi confronti, se ho un’idea per quanto ogni volta mi dico di farmi i cazzi miei, vorrò invece dirla, anche se sarà contraria alla maggioranza. Se ci credo e se penso che valga la pena lottare lo farò, fino in fondo, di contro a molte altre cose per le quali non reputo affatto utile impuntarsi o sprecarci oltre tempo ed energie.
Vorrei essere quella sempre brava, bella e buona. E invece sono imperfetta, fragile e lunatica. Ho tanti difetti e sono incapace a nasconderli, e chi mi conosce bene lo sa e sa anche bene quali sono. Ma sono sincera. E di tutti i miei sbagli ho sempre chiesto scusa e ne porto addosso ogni conseguenza.

Forse è passionalitá, veracità. Però uno alla fine si caga anche il cazzo a passare sempre da matta o stronza perché ti ritrovi circondata da ignavi. Perché non voglio dovermi sentire sempre peggiore di quello che in realtà sono solo perché qualcuno è più bravo a disegnarsi migliore di quello che è.

Sono uno schizzo, una tavola imperfetta e assolutamente e volutamente incompleta. Ma, scusate se poco, unica nel mio genere. E, altro difetto, mi stufo anche abbastanza facilmente…e quando mi stufo…

E tutto il resto è noia…

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