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Some Easter Things

Se penso a tutte le pasque e pasquette trascorse fra prati e valli, prima con parenti e poi con amici ora dispersi, mi viene un po’di tristezza.

Un tempo era una di quelle occasioni da cui non si scappava, un po’come il capodanno. Mi ricordo le pasquette in pineta con i miei e i loro amici, tra cioccolate, carte cangianti e monili di plastica e sorprese sempre deludenti. Oppure a villa pamphili con gli amici del liceo, in abbruzzo tra braci e bruschette, ai castelli e le porchette, al mare con qualche ex fidanzato e comitive annesse. A parte vacanze esotiche, tutto il repertorio pasquale, con annessi religiosi e relique, credo di averlo adeguatamente assolto.

Di tutto ciò mi è rimasto poco. Si diventa “grandi” e si sente sempre più il bisogno di risposo, piu che di gite fuori porta. Di astrazione più che di presenza.
Che poi la gita a dire il vero la faccio, dato che andrò vicino Roma per seguire almeno una processione del venerdì santo che sembra fotograficamente interessante.

Ma io, alla fine della fiera, quando sto a casa finisco comunque per lavorare. Io e mio marito, a testa bassa, andiamo avanti così. Per lui 3 giorni di turni che quindi non ci cambiano nulla.

Per cui sì, un po’quelle scampagnate spensierate mi mancano…e mi mancano anche amici di ieri, che poi ti ritrovi a contattare per altre questioni e giù con le compilation dei ricordi.

Io mi riterrò fortunata se riuscirò ad aprire i libri che ho da settimane sul comodino o finire di archiviare e sistemare le foto di Cuba. se farò una bella passeggiata al parco con holghina senza acquazzone, mangerò cioccolata e berrò vino, vedrò film e foto. E se riuscirò a stare, nonostante tutto, con i miei amici di sempre, che c’erano allora, tra i campi e le valli, e che sono sopravvissuti al tempo.

Nei panni (e nella testa) di Anais c’è un UFO

Oggi senza volerlo più di tanto, le mie interletture hanno spaziato tra test “scopri che età ha la tua pelle” e “come calcolare la tua pensione” e “a quanti anni andrai in pensione”.
O forse sono arrivata ai test sull’età della pelle proprio perché calcolavo la pensione…

Che segnali non troppo reconditi mi sta inviando il mio cervello(complice google)?

Malade

Ma anche voi avete la sensazione, quando siete malate, che possano accadere le cose più importanti a livello di vita, società, lavoro e ne sarete tagliate fuori?

Io odio il raffreddore.

Time is About to expire

Il mio tempo sta x scadere…come il dominio che wordpress mi ricorda di rinnovare. due settimane e sarà un anno che ho deciso di prendermi una pausa da una vita che non mi stava piacendo affatto. Un anno in cui molte cose sono cambiate, molte altre no o hanno ancora bisogno del loro tempo.
E io..io non lo so se sono cambiata o la mia pelle è ancora in trasformazione, come un camaleonte che ancora non si è adeguato al suo sfondo perché cambia più in fretta di lui.
Comunque sia non c’è più tempo. Il tempo delle decisioni è scaduto, e la verità è che forse una giusta non c’è.
C’è solo che sono io e nessun altro che devo farlo, c’è io che se mi guardo indietro vorrei abbracciarmi, xké ho tanti di quei difetti e quei lati ancora tosti da smussare, ma cazzo sono andata dritta come un treno, e alla fine in silenzio ma quello che volevo fare l’ho sempre fatto. Mani in mano mai e una pacca sulla spalla mela do da sola.
E per cui come mela sono cavata altre volte, cela farò anche questa. Come andrà andrà, cicala ma anche formica.
Combatto il tempo, inverto le marce, le stagioni. Scometto su di me e solo il futuro saprà darmi ragione. Quel tempo che non è mai abbastanza, e che stavolta è davvero finito.

Sono Miss Coriandolo, io.

L’anno che verrà #1

Come se non avessi già abbastanza voglia di viaggiare, la mia nuova agenda contiene nelle ultime pagine mappe dettagliate di tutti i continenti e paesi a discrezione dell’autore (tipo il Lussemburgo…ma chi va in Lussemburgo??!).

L’anno che verrà sarà per….viaggiare

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Auguri Anais

Sarà la vecchiaia che avanza o il fatto che Qualcuno prima di me a quest’età c’è morto, ma stanotte non sono riuscita a dormire bene. Così questa mattina alle 06:30 ero già in piedi, cosa piuttosto insolita per chi mi conosce bene. E la cosa più insolita è stata quella di decidere di impiegare queste prime ore del mattino per fare sport…così mene sono andata con Holga a correre al parco, dove ho incontrato giusto qualche pensionato e maniaco del footing.
Al rientro, non paga dello sforzo, ho deciso di mettermi a passare l’aspirapolvere, pensando che se io vengo svegliata all’una di notte dalla centrifuga della psicopatica del piano di sopra, quelli di sotto hanno poco da lamentarsi visto che nel frattempo si sono fatte le 08:30.
E ora? Il Bioparco mi ricorda che oggi ho diritto ad un ingresso gratis (adoro il marketing diretto!!) e se non fosse per l’imperversare di Lucifero e per il fatto di sentirmi più sconsuelata della marisol verdoniana, ci sarei anche andata.
Sento un languore interno, forse perché sono le 10 e a parte un bucaneve che aveva preso troppa aria non ho mangiato nulla, ma non è solo questo.
Sento un bisogno forte di cambiamenti e voglio che qualcosa cambi da qui a 34 anni. Non so bene cosa, ma ho 365 giorni per scoprirlo, vi pare poco?

Vi voglio bene, grazie per passare di qui ogni tanto, so che ci siete anche se non so bene da dove e perché.

PS: comunque la cazzata delle endorfine che si rilasciano se ti svegli presto e fai sport non la bevo. Mi sta già calando la palpebra…e mo a stasera come ci arrivo??

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Visioni d’estate

Estate di visioni un po’ vintage. Ho più volte espresso il mio dramma personale da quando hanno chiuso Megavideo: gli altri siti emulatori sono infatti molto poco affidabili e il più delle volte ti lasciano con 40 mega di file, con filmati che si interrompono si e no dopo la sigla.

Così sto dando fondo alla riserva personale, con repliche a go go dei miei ever the best (CSI, Criminal Minds, Sex and The City, Cold Case) che mi fanno compagnia mentre lavoro, in più piluccando anche nella gran riserva di papà.
Sono tornata niente meno nella fase Law & Order Special Victim Unit.

Si può dire che in effetti in casa mia siamo diventati tutti un po’ maniaci seriali dopo aver conosciuto Benson e Stabler. Quella sigla indimenticabile, la grafica sgranata e pacchiana, i colori giallognoli, gli abiti sgraziati e quelle storie cupe di un’America lontana ma così reale.

Però cazzo, è il serial con i protagonisti più brutti della storia!
(Per non parlare della voce ovattata del Capitano, seconda a fastidio solo a quella di miss Fletcher!).

Ferie d’agosto cittadino

Che la città si svuoti ad agosto è ormai un falso mito. Forse nei tempi del Boom, nei rampanti anni ’90. Ora, che sia colpa della crisi o della globalizzazione, Roma è un brulicare continuo di genti e folle, dal mattino sino a tarda notte. Il centro è un nugolo di calore e sudore emanato dalle centinaia e centinaia di avventori in canotte per le tavernette trasteverine, e i negozi che chiudon le serrande son sempre meno e per meno tempo.

Che la città un po’ si svuota tene accorgi semmai dal tuo quartiere, specie se ti ritrovi a vivere al confine con una delle vie residenziali più belle della zona, abitata da ricchi borghesi e parvenue, che si divideranno tra mete esotiche e casette al Circeo.
Tutto sembra più calmo, le vie libere, i parcheggi facili, i poche negozianti ancora aperti stranamente piu gioviali e disponibili del solito.

Forse perché fino ai vent’anni inoltrati ho avuto la fortuna di non trascorrere mai un agosto pieno a Roma, ma ultimamente non disdegno rimanermene qui, e non invidio affatto chi si accalca in spiaggie affollate. Mi piace svegliarmi lentamente, portare Holga al parco non gremito di cani prepotenti e quindi permettermi anche di leggere un po’ o iniziare a progettare il futuro.
Il famoso settembre è sempre più alle porte, e quando per tutta questa lentezza non ci sarà più tempo, vorrò avere la certezza di averne goduto il più possibile.

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Sul finire di una vacanza (riflessioni)

In viaggio, di nuovo. In viaggio di ritorno, quello che il più delle volte non vorresti fare mai, o quando inizia non vedi l’ora che finisca, perché quando si torna la cosa migliore che ci si aspetta, è riabbracciare la propria casa o le proprie cose, e tutte le sospensioni lasciate.

E con queste vacanze così anticipate di sospensioni ne ho lasciate tante, e da lunedì si ricomincia tutto e sarà un’estate assai operosa, in prospettiva di un autunno molto incerto ed impegnativo, che auspico porti un vento nuovo.

La vacanza in montagna è andata benissimo, non ricordavo in verità molti dei posti che sono tornata a visitare come fosse la I volta, eppure sembrava non ci fossimo mai separati. Perché il legame che si instaura con alcuni luoghi, a volte va ben oltre il tempo e le distanze. E ci si può sentire a casa anche tra ragnatele di vecchi ricordi sbiaditi.

La montagna è bellissima e materna, ti accoglie nel suo ventre immenso ma devi saperti muovere per trovare gli angoli migliori e meno spigolosi. Un tempo mi arrampicavo, e sì con i miei sene facevano di scampagnate. Ora sì sono diventata più pigra e appesantita e allora la vivo a modo mio, godendo dei tempi lenti, dei temporali improvvisi e paurosi che poi però portano l’arcobaleno, dell’odore di fiero e legno, della cioccolata, sì anche d’estate non può mancare. Dei negozietti che sembrano unici e niente potrai trovare uguale altrove, altri sapori, più veri. Di quell’aria che sembra non guastarsi mai, delle nuvole tonde e piene che quasi puoi contare. Le chiese con le guglie spigolose, le baite abbandonate xké la crisi è arrivata anche qui, e quelle invece con i balconi fioriti e niente fuori posto. Perché tutto si può fare in montagna, tranne che lasciare il sentiero.

Sarà che io invece l’ho lasciato spesso questo sentiero, perché nella vita è anche bello perdersi, ma ci son momenti invece in cui si ha un bisogno forte di riconoscere un percorso preciso, un cammino, e quei segnali colorati diventano una luce forte cui aggrapparsi per ritrovare la propria strada, e per ritrovarsi…
E magari percorrere una strada guà battuta può essere d’aiuto, oppure no…

(looking for..)

Destock e detox yourself

Ma quanto cavolo è difficile resitere al canto di sirene intonato da fantomatiche creme miracolose?

Oggi sono passata davanti ad una farmacia dove mi capita di passare spesso con noncuranza, invece oggi, attratta da un richiamo lontano e quasi impercettibile, ho sentito l’esigenza di fermarmi.

E la vetrina era un tripudio di sabbia, stelle marine, granchietti e reti da pesca (mazza che fantasia sto farmacista!) tra cui si ergevano le silhoutte lussuriose di creme di ogni marca e ogni tipo.
Destok, detox, lipocell, liposculture, lipocul, levo de quà, piallo di là, caffeine, guaranà, supermegamiracolosi ritrovati adiposlim..
Che poi l’immagine che il mio corpo e la mia pelle o ciccia che sia vadano “destoccati” a mo’di pacco, mi fa anche un po’ antipatia..

Comunque, al momento ho resistito…in anni e anni di abbindolamenti e untuosità mi sento di spezzare una lancia solo a favore dei mitici fanghi guam e di una crema drenante della Lierac dalla bellissima confezione viola, che mi faceva pisciare più di un litro di birra.

Ma attendetevi prima o poi un altro post da lacrime di coccodrillo cicciotto e impomatato.