Ferie d’agosto cittadino

Che la città si svuoti ad agosto è ormai un falso mito. Forse nei tempi del Boom, nei rampanti anni ’90. Ora, che sia colpa della crisi o della globalizzazione, Roma è un brulicare continuo di genti e folle, dal mattino sino a tarda notte. Il centro è un nugolo di calore e sudore emanato dalle centinaia e centinaia di avventori in canotte per le tavernette trasteverine, e i negozi che chiudon le serrande son sempre meno e per meno tempo.

Che la città un po’ si svuota tene accorgi semmai dal tuo quartiere, specie se ti ritrovi a vivere al confine con una delle vie residenziali più belle della zona, abitata da ricchi borghesi e parvenue, che si divideranno tra mete esotiche e casette al Circeo.
Tutto sembra più calmo, le vie libere, i parcheggi facili, i poche negozianti ancora aperti stranamente piu gioviali e disponibili del solito.

Forse perché fino ai vent’anni inoltrati ho avuto la fortuna di non trascorrere mai un agosto pieno a Roma, ma ultimamente non disdegno rimanermene qui, e non invidio affatto chi si accalca in spiaggie affollate. Mi piace svegliarmi lentamente, portare Holga al parco non gremito di cani prepotenti e quindi permettermi anche di leggere un po’ o iniziare a progettare il futuro.
Il famoso settembre è sempre più alle porte, e quando per tutta questa lentezza non ci sarà più tempo, vorrò avere la certezza di averne goduto il più possibile.

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