Quando adoro le giornate post festività, mangiando avanzi davanti la TV, sotto le coperte, senza soluzione di continuità.
Ciao 2016, non ti offendi se per salutarti non mi alzo dal divano vero?
Quando adoro le giornate post festività, mangiando avanzi davanti la TV, sotto le coperte, senza soluzione di continuità.
Ciao 2016, non ti offendi se per salutarti non mi alzo dal divano vero?
Vorrei tanto conoscere qual è il sistema metrico decimale universalmente adottato dai parrucchieri e secondo il quale “taglio solo 2 centimetri” si trasforma sistematicamente in un caschetto.
La bellezza della piscina scoperta, la sera, dopo lavoro, è uno spettacolo di relax che quasi mi riconcilia con l’estate e lava via un sacco di stress.
Mi fa troppo ridere il tizio del banco frutta al supermercato sotto l’ufficio. Ancora non ha capito che sono pressoché inutili i suoi, per quanto graditi, consigli di cucina. Tipo
“Signorì oggi cho la cicoria bòna eh” o “Guardi che ce so le romanesche in offerta eh” oppure come oggi “Oggi c’è il basilico fuori eh”… e io, che nel frattempo mi aggiro di fretta cercando di capire come pranzare e possibilmente cenare, mi limito ad un distratto “Ah ah”. Ma insiste.
“No nel senso che l’ho tirato fuori dal frigo, che se ghiaccia, fa freddo, lo trova fuori”.
“Ah… ah”.
Fagli fare un giretto a casa mia, vedi come te lo essicco in tempi record, altro che ghiaccio.
Buon week-end freddoloso
Quanto mi manca studiare.
Perché c’è studio e studio.
E mi manca studiare con la curiosità e l’obbedienza dei sedicianni; la testa, la concentrazione e il tempo dei venti.
Più tempo, solo più tempo chiedo ed è tutto ciò che vorrei.
Non soldi, né fama, né gloria, né stabilità.
Tempo per me, tempo da sprecare, da spendere come voglio, con chi voglio a fare ciò che mi va.
Poi ci sono quei giorni in cui ti sembra che i denti da latte ti siano caduti ieri.
Ovviamente, non per via di una sensazione di neonata gioventù.
Io davvero non capisco quelli che al mare o addirittura nella piscina di quartiere si presentano con costumi e pochette altamente griffate, tipo Fendi, Gucci e Prada, poi si spalmano di Nivea e sotto la doccia si lavano corpo e capelli con marche puzza.
Ma prendersi più cura della sostanza piuttosto che dell’apparenza?
Allora: immaginate un cieco che chiede l’elemosina. Scrive su un cartello: sono cieco. Cosa farebbe invece un copywriter? Come minimo scriverebbe: “è primavera: voi la vedete, io no.”
Domenico Colella
Eh, già…
“Te giuro, provalo! E pisci che è na bellezza”.
Fantastici i discorsi tra donne nude, negli spogliatoi delle palestre.