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September’s coming out

E alla fine, settembre fu. Dopo il caldo asfissiante, le zanzare e le pruriginose punture, la salsedine l’odore di nivea e gli infiniti tramonti, la perdita di cognizione del tempo, il fare lento e assopito. Tutto già un vago ricordo.
E l’ansia del ricominciare che fa capolino. Un settembre fortunato il mio, che quest’anno non ho vissuto l’incubo del rientro in ufficio, ma che però non ho mai staccato definitivamente, come tutti i “libero professionista”, sempre a caccia di idee e lavoro.
Ad ogni modo, non sarebbe un settembre di degno rispetto, senza i soliti e speranzosi buoni propositi per l’anno “nuovo”.

Eccone alcuni, tra il serio e il faceto e non in ordine di importanza:

– Mens sana in corpore sano
Yoga, piscina, palestra… E alimentazione “equilibrata”

– Far ricrescere i capelli

– Trovare un nuovo hobby che allarghi i miei orizzonti sociali, amicali, culturali. Ma cosa?? cucina? scrittura creativa? Corso di lingua? Tango? Voglia di novità e aria fresca.

– Possibilmente su 16-17 ore giornaliere vissute non trascorrerne almeno 15 al PC!!

– Take care of myself
Angoli lettura, tè aromatici e tisane, una maschera, magari un massaggio ogni tanto, passeggiate, buona musica, qualche piccola coccola e tempo di “qualità” per me

– Gestione mirata dei miei scarsi averi a fondo viaggi

– Coltivare di più le mie amicizie. Più cene, aperitivi e caffè con le amiche e gli amici di sempre

– Basta farsi il mazzo a gratise. E se gratis sia, almeno ad impatto quasi zero o in ciò che mi piace di più

– Ogni tanto dimenticarsi l’iPhone a casa

– Meno chiacchiere, più foto

– Tornare al cinema
E voi? Quali sono i vostri nuovi propositi?

Idiosincrasie

Ok, il fatto che possa aver iniziato blandamente e lontanamente alla possibilità di avere o meglio, volere un figlio tra…un po’, non vuol dire che debba ricevere continui messaggi subliminali tipo pance ovunque attorno a me…nel giro di 4 file di ombrelloni infatti ci sono ben 5 e dico 5 donne gravide!!alla faccia dell’Italia che non fa più figli.
Questo mi riporta a galla attimi di panico in più giovine età, in cui se avevi qualche dubbio vedere pance o annunci di pannolini e biberon nella tua testa erano tutti chiari segnali che stavolta l’avevi davvero combinata grossa. Per quanto invece oggi, diverse coppie di amici che provano ad avere figli dicano di quanto sia più difficile di quanto si creda, e che a saperlo prima magari ci si faceva meno pippe (mentali) a suo tempo.

PS: Tra l’altro credo di essere una delle poche persone al mondo a cui la pancia della donna incinta faccia un tantinello senso.

Waiting for the rain

Questo tempo grigio e incerto mi fa pensare ancora di più all’imminente arrivo dell’autunno, che quest’anno più che mai desidero con trepidazione.
Sarà per via del lungo e caldissimo e interminabile agosto trascorso a Roma e, come si presuppone, l’altrettanto umido e tropicale settembre che ci aspetta, ma ho proprio bisogno di inverno o autunno.
Mi mancano i miei cappotti e i miei adorati stivali, i maglioni avvolgenti, il piumone. Mi manca gustare un buon bicchiere di vino senza iniziare a sudare o una delle mie tisane aromatiche che scaldano le notti. Certo mi mancano meno il lavoro e i ritmi serrati, ma relativamente. Lavorare in agosto è una condanna e la voglia va a farsi i suoi viaggi non autorizzati, mentre d’inverno alla fine è nella natura delle cose dalla notte dei tempi.
In questi pomeriggi leziosi non posso far altro che pensare in realtà a tutte le cose che dovrei e vorrei fare ma alla fine vince l’apatia, quasi imposta dalle temperature africane di questi tempi, per cui aspetto la pioggia, il fresco, l’illusione che tutto poi riparta e al meglio e con più energia.

So che Beatrice farà una visita passeggiera, ma io sono qui nel mio costumino atletico e l’aspetto..aspetto un bagno di pioggia, dopo il sudore, quasi una purificazione. E poi da domani si vedrà….

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Cose che amo/odio

Mi piace leggere i volantini con riportate offerte e sconti di supermercati. Non arrivo ai livelli patologici di mia madre che memorizza le offerte piu convenienti e fa il giro dei vari supermercati, comprando il caffé alla conad, l’acqua al carrefour e la pasta al simply, però ci sto attenta.

Ma la cosa che più mi manda in bestia è che quando trovo il tempo di leggerli per bene e segnarmi le cose che mi servono e sono quasi pronta per armarmi e partire, scopro con mio rammarico che le offerte partono sempre dal giorno dopo, minimo..
Ma che palle!!
Prima ti insinuano il seme del bisogno e la compulsione dell’acquisto, poi ti lasciano rosolarti nell’attesa. O peggio ancora ti distrai e compri il tutto pensando di risparmiare, invece col kaiser perché non hai quella tessera nuova che hanno fatto appositamente, oppure è sempre da domani…

Spasmi

Tante le persone che ho incontrato nella mia vita, molte delle quali piacevoli comparse, altre inutili sagome a movimentare eventi come vuote ombre cinesi.
Ma quelle che hanno lasciato il segno lo hanno fatto x sempre. Alcune si sono perse nei meandri di vite troppo complicate o bieca pigrizia, altre per motivi apparentemente futili. Altre ancora inspiegabilmente. Alcune perdite nella mia vita non mele spiego, mi dico che in fondo se non ci sono più forse non erano così importanti, ma non capisco mai bene se non lo erano per me o se per loro.
Poi tocco la mia pancia, dove se spingi un po’ fa male, e arrivo a sentire le spiacevoli e dolorse protuberanze di un intestino intricato e ingarbugliato.

Quelle che la medicina chiama coliti, io mi trovo a nominare come perdite o abbandoni. E, talvolta, da masochista, ho bisogno di accarezzarle per non dimenticare del tutto.

E se gli auruspici un tempo indovinavano il destino leggendo le interiora, mi chiedo cosa troverebbero in me, tra una mentina e una liquirizia.

Pronti, partenza…via?

E si riparte… estate movimentata quella dei cinici, e soprattutto… ferie anticipate e low cost.
Quest’anno dopo quasi 15 anni torno in montagna..su al nord, in Carinzia, al confine tra Austria e Slovenia.

Torno in un posto a me caro, perché ci ho passato bellissime estate e faticosi inverni, mi sono divertita, arrampicata, rifugiata, persino innamorata…ho conosciuto una delle mie tuttora amiche più care, ho dato il mio primo bacio e ho apprezzato la bellezza delle foreste e della vita di confine.

La cosa bella di questo ritorno sarà affrontarlo in questa nuova veste, a distanza di anni, di “donna” oramai (semi) adulta, emancipata…sposata! e insieme a me l’adorato marito e il pazzo quadrupede.. ho scelto infatti una meta che andasse bene anche per lei, che potrà stare con noi e con i suoi adorati nonni, soprattutto al fresco. Già mela immagino a fare la pazza tra i laghi di Fusine e le aiuole fiorite (che ama tanto distruggere) e noi spompati dietro, col rischio di essere cazziati dai gendarmi tedeschi. E poi, ovviamente, tanta fotografia, quella di viaggio, free stress.

E’ il primo grande viaggio che facciamo insieme, ci aspettano 7 ore di macchina e io spero di aver preso tutto quello che possa servire anche a lei, che al momento ci guarda spaurita fare le valigie (tra cui anche il suo necessaire, pieno di pupazzi sbudellati e calzini smangiucchiati).

La cosa bella del partire a volte è anche il ri-tornare..

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Tintarella di luna

Il primo giorno di “mostrar le chiappe chiare” è x me sempre un trauma non indifferente..
Primo perché il più delle volte arrivi impreparata alla chiamata del costume, e mostrar le tue cicce su carnagione grigio topo in una piscina di palestrati che si sono allenati un anno intero non è il massimo, poi da anni mi interrogo sul famoso fenomeno abbronzatura integrale a cui non riesco a darmi mai esaurienti risposte.
Accanto a me vedo corpi dall’incarnato bronzeo perfettamente uniforme: non un segno, un lato più scuro o roseo dell’altro, una spellatura, una bollicina ..niente! Per un periodo ho pensato di emulare il fenomeno tramite lampade UVA indi x cui, nuda o quasi in una doccia solare, avrei dovuto ovviare al problema fianchi bianchi. Invece ne ho guadagnato solo in macchie della pelle e soldi da spendere in costosi trattamenti sbiancanti poi.

Solo che così il trauma è sempre più trauma. Nella mia pelle effetto fantasma mi ritrovo a scovare ogni peletto sfuggito alla ceretta e ogni ricrescita precoce, ogni bolla o neo neo, x non parlare delle croste dovute ai graffi del mio cane bislacco e dei morsi da zanzara tigre.

Ma, above all, i baffetti che mi sono dimenticata di farmi si stanno ossigenando e spuntano vistosamente, vincendo sulle microgocce di sudore, effetto dodicenne al I ciclo mestruale..loro sono oggi il mio vero sassolino nella scarpa e sì lo so che il tipo e la tipa davanti a me mi stanno
guardando proprio questo, vero??!

PS: xò la non più tanto giovane bionda con la cuffia di plastica con fiori attaccati modello mia nonna di Tarquinia mi batte alla grande!

Postcards from Latvia

Io lo so, lo sento che in una mia precedente vita, o futura chissà, sono stata una donna dell’Est, o meglio, del Baltico.
Si adesso non si vede, ho perso un po’ in altezza e preso un po’ in stazza, ma dentro di me batte un cuore lettone.

Torno a Riga a distanza di 3 anni e mene innamoro di nuovo. I suoi caffè, le birrerie chiassose all’aperto, i palazzi stil nouveau che si alternano alle case in legno diroccate. Quei vestiti colorati sgargianti, chiffon e trucco pacchiano, di contro ad un carattere all’apparenza freddo e distante, di chi prima di tutto deve decidere se fidarsi o meno.

E un lieve e nascosto senso di nostalgia, un tempo sospeso tra un passato pesante e un futuro ancora molto incerto.

Una città fatta di forti contrasti ma con un cuore romantico e combattente.
I ❤ Riga. E tornerò ancora!

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L’intima saggezza delle nonne

Credo che alcuni stilisti di intimo andrebbero denunciati…per maltrattamenti al corpo femminile.
Giornata d’inferno grazie all’intimo “invisibile” di una nota catena di lingerie di massa.

Ora capisco cosa si intende per mutanda che non si vede…perché evidentemente va a nascondersi ed incastrarsi dove invece non dovrebbe, facendoti passare praticamente per una che ha alla meglio le pulci, alla peggio le piattole a forza di grattarti giù a valle.

Facevano bene le nonne, con i sani e vecchi mutandoni…