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E’ sempre una questione di centimetri

Chi x la pancia, i fianchi larghi, il sedere grosso, chi per il seno troppo piccolo o troppo grande, il naso aquilino, le gambe tozze, i denti storti, i capelli ricci o troppo fini o troppi…
Noi donne abbiamo sempre un motivo per lamentarci di noi stesse, e se non lo abbiamo troviamo anche “simpatiche” compagne di sventura pronte a farci notare i nostri difetti.
Ora, senza starvi ad indicare quanti già posso annoverarne nel breve elenco riportato poche righe sopra, c’è proprio un aspetto del mio corpo che proprio non mi va giu, perché mi crea in effetti problemi nella routine casalinga.
Madre natura non poteva concedermi non dico 10 ma almeno 3-4 centimetri di piu’, cosi’ da potermi permettere di portare le borse della spesa decentemente, non strusciandole né arpionandole al braccio, con conseguente anchilosi dell’avambraccio e rottura dei cazzo di manici biodegradabili 9 volte su 10??

Anais, tu mangia??

Dialogo sul 30 tra due suore, probabilmente slave, che presumibilmente non si vedevano da prima delle feste:

Suora A: “Allora come sono andate feste, vedo bene..”
Suora B: “Ah si si bene, sai solito, feste, eh cibo..eheh.. Ahah”
Suora A: ” Ehehe infatti si vede… Pure io…”
Suora B: “aaah ma intendi aahh ma noooo, che dici, tu come sempre, stai bene…”
Suora A: “Si infatti io dico te: tu mangia eh, ahaha tu 2 Belle Guanciotti!!!!”

La perfidia femminile non conosce confini, né tanto meno religioni.

Meglio nascondere la mia pizza, senno’ una mese magna, e l’altra sela magna!!!

Cospirazioni

Ma perché la gente comune, più o meno allenata, riesce a fare jogging senza grosse difficoltà mentre se ci provo io mi coglie la terribile sensazione pruriginosa di essere assalita da uno sciame di formiche rosse con il risulato di tornare a casa piena di graffi e a dir poco sconvolta?

Tutto trama contro la mia remise en forme

Ps: si vede proprio che le feste sono finite, mai incontrata così tanta gente a correre per il quartiere.

…che tutte le festa porta via

Da sempre mi scontro con l’ambivalenza di questa festa. Da gran golosa di dolciumi è la giornata dell’anno che attendo di più, specie perché, almeno in passato, quando badavo di più alla linea ( o almeno riuscivo a contenerla!!) era l’unica settimana in cui mi concedevo tanta cioccolata.
Ma al contempo l’arrivo della Befana spazza via l’aria delle feste, il lassismo natalizio, la fine delle vacanze, dei regali, delle mille luci del natale, e tutto ricade nella notte buia e grigia dell’inverno che in questi giorni si fa sempre piu’freddo.
E così, appena il tempo di uno snack e un lecca lecca, che da lunedì non si scherza piu’..e tutta una tirata senza fiato almeno fino a pasqua.

Buoni Auspici

Il nuovo anno inizia con un tempo di merda, un incubo in cui diventavo una escort insieme ad una mia amica, massaggiando piedi di vecchi in alberghi sperduti, con un gatto nero che mi si pianta davanti l’auto e il 30 che salta la corsa.

Se il buon giorno si vede dal mattino…

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Things change

E’incredibile come luoghi che per molto tempo sono stati familiari, diventino quasi estranei.

Oggi mi son ritrovata a girovagare nei pressi del mio vecchio ufficio (che non è neanche molto distante dall’attuale) e dove dal 2005 al 2006 ho trascorso molte delle mie giornate e pause pranzo, tra una bancarella, un negozio, una pizzetta rossa e una visita dallo psicologo.
Eppure mi sembrava di essere quasi una turista: guardavo estasiata le mille vetrine, tra nuovi sfavillanti negozi e vecchie bottegacce servite da commesse scazzate dove ho comprato spesso i miei vestiti ( e dove oggi ovviamente non ho potuto trattenermi) e mi tornavano in mente persino occasioni in cui li ho indossati o vecchi colleghi che purtroppo ora non ci sono piu’.
Forse questo è cio’che più amo di questa città: come nel suo essere eterna e giurassica sappia comunque rinventarsi e come, a distanza di anni, riesca ancora a stupirmi come una bambina davanti alla calza della befana.
Le vie della malinconia sono infinite.

Ps: pero’entrare da Castroni, una delle torrefazioni piu’famose di Roma, chiedere un caffè e sentirsi dire: “abbiamo eliminato il caffè “è triste e sconcertante, piu’che malinconico.

Attitude

È sempre così…prendere l’ombrello quando invece dovresti portarti un paio di occhiali da sole.
La vita è una questione di attitude.