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Ma la notte…

Ultimamente vivo una notte tutta mia.
Da quando non devo alzarmi piu’ presto e ho cambiato bioritmo, la sera faccio fatica ad addormentarmi presto.

Son sempre stata una bambina che alle 21 sprofondava già nei suoi sogni fatti di caramelle e pupazzetti. Non sono mai riuscita a studiare la notte, né tanto meno a lavorare. Ho ricordi però bellissimi di nottate di chiacchiere e lunghe ed intime passeggiate, quando sembra che alcune parole e alcune confessioni possano venir fuori solo con la complicità del buio. Nottate fatte di sigarette fumate fino all’ultimo espirando tra le tapparelle delle mia cameretta, ma anche notti in ambulanza, su strade impervie e case disperate, tra le sofferenze degli ultimi, e quell’odore acre di sangue e sporcizia, che non dimentichi, la morfologia degli arti tra le tue mani spaventate. Come il suono di quelle costole, che massaggiavi quando era oramai troppo tardi..E vedere arrivare la notte più nera, quella da cui indietro non si torna più.

E poi ci sono nottate come queste, fatte di ore di musica e pensieri che vanno random, liberi di andare e tornare.
Al buio con me stessa sento di poter far tutto e le idee migliori mi scorrono tra le vene pulsanti del mio cervello, che ultimamente non conosce riposo. Mi sento forte e ottimista e possibilista.

Ma poi la mattina la luce spazza via tutto, e tornano i dubbi e le insicurezze e non c’è traccia di ieri.

Ecco perché vorrei che non finissero mai queste mie notti.

Tra le mie tante paure, l’unica che non ho mai avuto è quella del buio. Specie se esclusivo…

Buonanotte

45 minuti al giorno, che ce vò?!

Ok ogni tanto mi prende così, prendo consapevolezza delle mie dimensioni e dei richiami disperati del mio fegato e inizio dei periodi di disintossicazione/dieta/attività fisica x recuperare un minimo di decenza ( no non è ansia da estate/costume, no no).

Non ho mai mezze misure io né grande forza di volontà, ingrediente fondamentale di ogni dieta, x cui solitamente duro al massimo una settimana.
A sto giro becco pure Pasqua, x cui capirai..E diciamo inoltre che lavorare in un posto con sotto al naso costantemente patatine, schifezze e alcolici beh forse metterebbe a dura prova anche Osho.

Comunque, dato che al momento le mie finanze non mi permettono palestre, né intingoli farmaceutici né tantomeno rimedi estetici (ancor prima che chirurgici) così stamattina ci ho riprovato con la corsa/camminata sfidando le formiche rampicanti della mia circolazione da 80enne e quella pazza della mia cana.40 minuti, minimo.

Ho scaricato una nuova dieta, quella del riso, e ho comprato kili di riso di varie etnie ed etintità salvo accorgermi che per cuocermi 50 grammi di riso integrale (porzione massima) bashmati, thai o vattelappesca, mi ci vogliono 45, dico 45 minuti!!!!

Ecco… Che fine pensate faranno questi chili di riso???!
Io però cho provato!

Daje forte Anais

Oggi potrebbe essere una giornata campale. La fine di un lungo ciclo di gestazione da crisalide e l’inizio di un nuovo ciclo da Farfalla. O almeno spero.

Nelle mille incertezze mie e del momento, sono sicura della mia scelta. Ho solo bisogno di una buona dose di coraggio, autostima e supporto incondizionato.

Stay Tuned

Daje Anais, Dajee!!

Be my Valentine

Sarà la vecchiaia o il subbuglio ormonale di cui sopra ( che a scanso di equivoci chiarisco NON dovuto a gravidanza!!) ma vedere gli adolescenti alla fermata del Bus con la rosa rossa del marocchino in mano mi fa tenerezza… Con i loro baffetti, l’apparecchio, i capelli crespi e il trucco troppo marcato, i perizoma in vista dalle tute adidas e la puzza di sudore.
Ignari di quante sveglie dovranno ancora prendere dalla vita o dalla stessa bionda o dal bel moro che magari il prossimo anno a quest’ora li avrà lasciati, con un bel mazzo di corna al posto delle rose..

Aaaah l’amouuurr

I wanna be a vampire

Dopo anni di totale ignoranza, superiorità e non curanza verso un fenomeno che a me sembrava non sfiorare neanche lontanamente e non appartenere affatto, ci sono cascata alla fine con tutte le scarpe.
Una sorta di legge del contrappasso dantesca, dopo anni di sogghignamenti e sfottò ai danni di adolescenti cresciute e colleghe già cadute nella trappola molto tempo prima, che cercavano di ammiliarmi come sirene omeriche.
Ma eccomi alla fine qui, a confessarvi di esserci cascata. Di essere entrata a gamba tesa nel Tunnel Twilight saga. Almeno cinematograficamente parlando. E di non riuscire più ad uscirne.
Complici 2 week end bloccata a casa da Alemanno e dalla neve e un subbuglio ormonale di fondo, mi sono sparata tutta d’un fiato la quadrilogia non una bensì 2 volte. Uno dopo l’altro, a mo’ di Fruit Joy che una volta che ne prendi una devi devi devi masticar, anche l’altra.
E a poco mi è servito il mio solito sarcasmo, il pensare che uno che cha 100anni e si ciba solo di cinghiali e grizzly come minimo ha una fiatella che ti stende, e uno che vive 365 giorni all’anno a petto nudo nella foresta deve avere come minimo un odor un tantinello muschiato. Mi sono fatta irretire come l’ultima liceale, e mi ritrovo a desiderare nient’altro che il prossimo capitolo.

Ma porc!!io alla Meyer la denuncio per spaccio di materiale stupefacente e che crea dipendenza.
Non c’è niente di particolarmente nuovo o avvincente in quello che ha scritto, ma è lapalissiano, è lì davanti ai tuoi occhi. Il romanticismo, il principe azzurro che così azzurro non è anzi è piuttosto pallido. L’amore conteso e il dover scegliere, il passare da adolesente anonima e complessata ad eroina contesa protagonista, momento che ognuna di noi nella propria cameretta rosa ha sognato di vivere almeno una volta, mentre si spremeva un brufolo e si levava i baffi.
E poi il matrimonio, l’uomo che si inginocchia ai tuoi piedi e ti promette amor eterno, che si fa scudo di sé per proteggerti da ogni male. Aaah. Si è bello sapersela cavare da sole ma..
E poi cavolo, quei posti. Sono quei posti che non riesco a togliermi dalla testa. Forse perché sono tornata fulminata dall’America e Seattle è la mia prossima meta ideale, ma quegli scenari fiabeschi ma invece così reali, ecco quelli per me sono vera ipnosi.
Forse perché è dai tempi del “Medico tra gli orsi” che sogno di vivere in un posto così, lontana da rotture di balle, da uno stile di vita mondano che non mi appartiene e da una frenesia che mi logora dentro.
Ecco. Nell’insoddisfazione generale che ulimamente mi attanaglia, mi mancava il desiderio di essere un vampiro nella foresta di Washington.

Ma poi, sti vampiri non è che niente niente esistono davvero?

Lettera aperta

” Toc toc, Pronto? C’è nessuno? Non pensi sia giunto il momento di fare un discorso serio io e te prima che finisca male? Un tempo mi dedicavi attenzioni, eri accorta e scrupolosa nei miei confronti, anche troppo, evitavi tutto cio’che poteva farmi del male. Ma ora tene freghi. E non parlo di giorni o settimane, ma sono mesi e mesi che fai come ti pare, mi ignori, anzi fai di tutto per ferirmi, e i risulati di questo tuo comportamento a dir poco folle, sono oramai evidenti. E lo sai. Ecco perché sei sempre così nervosa, e affaticata, non lo capisci? Io capisco che ora con il locale è piu’ difficile, che sei stanca, stressata. Ma non è questo il modo di affrontare il problema. Ogni volta dici che hai capito, che sì basta, prometti che da domani cambierai, ma poi non accade mai nulla anzi, continui a perseverare nei tuoi stessi errori.
Ma io ora sono stufo, non posso morirti dietro. Scusami se ho deciso di scriverti pubblicamente ma non sapevo piu’ come attirare la tua attenzione. Perché io a te tengo davvero, e non vorrei proprio che le cose tra noi finissero male….ti prego pensaci.
Con affetto… Tuo per sempre.
F. ”

Lettera aperta del fegato di Anais

Ho fame. Non c’è pane

Non c’è pace per noi golosi. Appena conclusosi con non pochi strascichi il periodo natalizio, tra pandori, torroni, panettoni, per non parlare poi della calza della befana, ecco subito far capolino il carnevale.
E giù con il circolo di frappe, chiacchiere, castagnole fino al bignè di san giuseppe.
E vogliamo parlare dei supermercati che già danno sfoggio delle uova di pasqua?

Insomma, una tentazione continua. Ma é mai possibile che noi umani, nella fattispecie italiani, non riusciamo a festeggiare qualcosa senza metterci di mezzo per forza qualcosa da magnà?