Diario danese

Di rientro da questa splendida mini vacanza nella capitale danese, con piccola puntatina in Svezia nella bellissima cittadina di Malmo.
Come sempre, sono in quei giorni traumatici post-rientro in cui tornare alla normalità, alla vita di tutti i giorni, al lavoro, ai cassonetti strabordanti, alle cartacce, al traffico e alla sporcizia romana, mi incupisce assai. Specie dopo essermi immersa in cotanta bellezza. Copenhagen non mi ha affatto delusa anzi, ha superato di gran lunga le mie aspettative. Pensavo di trovare una cittadina piccola, molto turistica e poco accogliente, invece si è rivelata tutt’altro. È vero che è un gioiellino, curato e coloratissimo, con i suoi palazzi variopinti a schiera, le piazzette brulicanti e i bar alla moda, ma anche i suoi piccoli difetti che la rendono quindi più umana e meravigliosa.
Siamo state davvero fortunate perché abbiamo trovato davvero un tempo insperabile per la zona, 5 giorni di sole pieno e caldo al limite dell’insolazione, tutto pensavo tranne di tornare abbronzata dalla Scandinavia.
Non credevo inoltre di incontrare una città così vivace e piena di ragazzi. È vero che abbiamo beccato il weekend del secolo, visto che c’erano tantissimi eventi tra cui il Festival dell’anno della nightlife danese, il Distortion, che nella fattispecie si è manifestato in un’invasione di giovani di ogni età riversarsi sulle vie verso varie feste e concerti sparsi in ogni quartiere e a tutte le ore.
Nonostante sia poi una città, aimè, davvero cara come si dice (con meno di 30 euro a testa in un ristorante, anche il più scrauso, non mangi), c’erano tanti turisti, ma non troppi come ad esempio a Londra o a Barcellona, che però si mischiano con le persone del luogo che sono solite frequentare anche i luoghi da guide, ad esempio il bellissimo porto nuovo, il Nyhavn.
Ma il loro passatempo preferito è abbarbicarsi lungo il mare, che si tratti di una banchina in cemento, in legno o una striscia di erba, e crogiolarsi al sole scolando birrette. Mica male, no?
Pause pranzo rigorosamente al sole, e nel fine settimana largo alle gite in barchetta e ai bagnetti, nonostante l’acqua a me sia sembrata tutt’altro che invitante. E penso sia una necessità imposta dopo mesi e mesi di buio e freddo, specie quando ti arriva un’estate così, con un sole alto e caldo fino alle 22 passate.
Mi è sembrato tutto un inno alla vita lenta, alla semplicità, e con le loro casette di legno e vetri, il giardinetto e l’attracco a mare, li ho davvero ma davvero invidiati. Come invidio tutti gli abitanti di città alla mano, vivibili, in cui per spostarti hai mille alternative anche se non sei in pieno centro.

Lo so di avere la fortuna di vivere in una grande e importante e a onor del vero bellissima città, ma sta diventando tutto così lercio e difficile e nauseante che la magnificenza e la storia inizia a non bastarmi più. I tipici quartieri romani, tutto cemento, tag sui muri, cassonetti stracolmi, macchine ovunque, erbacce mi fanno mancare l’aria. E quindi questi break mi ridanno ossigeno.
Davvero l’unica nota negativa è il caro vita. Proprio nelle cose di tutti i giorni: ostelli ed alberghi dove alloggiare, l’acqua, una cena, un aperitivo, persino una birra che lì la producono anche. Insomma a me personalmente che non mi piace molto spendere tanto per il magiare, e che non navigo nell’oro, spendere minimo 20 euro ogni volta che mi siedo e voglio regalarmi un break un po’ pesa. Poi sicuramente esistono luoghi più economici: paninerie, caffetterie, fastfood, però decisamente l’atmosfera è diversa. Per quanto riguarda gli acquisti invece capisco perché HM vada alla grande lì e tutte, anche le più strafighe e modelle, fondamentalmente si vestano lì. Visto il loro tenore di vita è come acquistare da una bancarella perché i prezzi sono comunque bassissimi. Quindi per lo shopping tutto sommato si possono fare buoni affari (tipo rifornirsi di shorts e canottiere visto che avevo una valigia manco partissi per l’Islanda a dicembre).
Sicuramente è una città dove vorrò tornare e andrò sicuramente più preparata e oculata.

Ecco una piccola classifica di cosa mi è piaciuto di più:

  1. Il mare e i canali. Se andate a Copenhagen non potete non fare un giro sui tanti battelli e spiare dal basso la vita lungo danese lungo lo scorrere dell’acqua. Vista bellissima di tutta la città, un’oretta buona per riposare le gambe e abbronzarsi un po’ e vedere la Sirenetta. Noi abbiamo addirittura bissato! Consigliatissimo e con la guida in italiano è tutta un’altra cosa!
  2. Il Nyhavn. È davvero uno struscio piacevole e una pace per gli occhi con tutti quei colori, le barche, la musica, la gente e i tantissimi locali dove trovare di tutto. Con una strizzata alla casetta di Andersen!
  3. I vicoletti adiacenti a Storget, la via principale. Perdetevi piacevolmente tra le stradine laterali e rimarrete sorpresi da piazzette, chiesette, parchi, monumenti dai mattoni rossi che spuntano in ogni dove.
  4. Christiania vale sicuramente una visita per la sua particolarità. Pusher street è senz’altro un posto singolare ma singolare sono gli abitanti, i bambini che giocano sereni con i loro banchetti, i mercatini e le botteghe di artigiani. L’importante è che non corriate né facciate foto dove espressamente non richieste.
  5. I giardini di Tivoli sono nient’altro che un parco giochi luna park, eppure l’atmosfera che si respira, così occhieggiante alla Belle Epoque, è davvero unica. Tutte quelle luci, i giochini, i ristorantini fanno da cornice ad una piacevole serata per tornare bambini.
  6. La vita culturale. I musei a Copenhagen sono tantissimi e per tutti i gusti. Io non ho avuto modo di visitarne nessuno, a parte una scappata al Festival di fotografia (una delle tante cose trovate in questo weekend) ma la scelta è davvero ampia.
  7. Le stazioni. Sono tutte molto curate e non si ha mai la sensazione di pericolo che spesso si prova ad aggirarsi anche a tarda sera. Spazi ampi, pulizia (salvo alcuni angolini urinatoi) e soprattutto, treni in orario e a qualsiasi ora!
  8. Liquirizie, pane e dolcetti alla cannella. Le mie droghe! I paesi nordici da questo punto di vista per me sono croce e delizia vista la vasta offerta in termini di dolci, caramelle e chi più ne ha più ne metta. Una goduria, soprattutto per chi come me non ama particolarmente le gioie della cucina marina.
  9. Il ponte Oresund. Incredibile come in poco più di mezzora si possa raggiungere un’altra nazione. Un viaggio davvero piacevole da fare assolutamente in bus per godere della splendida vista sullo stretto.
  10. Due parole anche su Malmo, cittadina davvero piccina ma che vale davvero una visita, specie se avete previsto un weekend lungo a Cop. Anche qui giro in barca d’obbligo, visto che non avrete molto tempo per girarla in lungo e in largo. Se poi beccate una guida pazza come la nostra allora il divertimento è assicurato. Passerete sotto ponti bassissimi, lungo la zona portuale dai reperti di archeologia industriale,lungo l’università e i palazzi ecodinamici e vi immergerete di verde perché c’è un parco enorme in cui correre, passeggiare e visitare i propri cari visto che una parte ospita anche il vecchio cimitero. Pranzetto su Lillatorg, la piazzetta più carina. Ma anche qui occhio: salasso assicurato!

 

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