Tempus non fugit

D’improvviso è arrivato giugno, il sole, l’aria di vacanze, la voglia di uscire, e ora tutto ciò che fine ha fatto?
Si è incagliato questo giugno, e così anche io.
I giorni passano a velocità tartaruga, e quell’aria di vacanze che sembravano dietro l’angolo, si è rarefatta e un macigno di amarezza, inverno e svogliatezza mi è ricaduto addosso.
Il tempo infatti stenta a decollare qui a Roma, tempo grigio, caldo strano, arietta.
Ma soprattutto giornate intense di lavoro, ma lavoro brutto, mi hanno portato indietro anni luce. Mi rendo conto che l’estate (e le vacanze soprattutto) sono lontane, complice anche il fatto che non so cosa fare, se farò qualcosa e quindi non ho neanche un obiettivo a cui puntare per ripagare queste giornate infime.
Pensavo di riuscire a tenere botta almeno questo mese, visto anche il break recente, invece sono così appesantita e svogliata e sopraffatta.
Mi aspetta un luglio duro, di responsabilità e lavoracci, e nonostante le endovene di magnesio che mi sto facendo, non ho energie.
Aspetto come uno sceicco nel deserto che almeno chiuda il locale per sollevarmi almeno da una cosa, anche se dovremo da subito pensare a tutta la promo prima della partenza.
E giugno non passa, non finisce… è arrivato subito e ora dove è finito? Perché ti sei fermato? Perché non sparisci insieme a queste giornate pesanti e inutili?
Perché poi non abolire luglio?

 

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