Coraggio, davvero!

Passato il momento “hot” post ballottaggi, ecco una breve riflessione a “freddo”. Sicché la mia città per la prima volta avrà un sindaco donna. Onestamente non sono una fervente sostenitrice delle “quote rosa”, sì certamente mi fa piacere che le donne arrivino a posti di “prestigio” un tempo proibiti, ma non è questo ad esaltarmi. Uomo o donna, per me l’importante è che sia una persona capace e volenterosa.
Io, come molti, sono molto scettica. Roma, come spesso ho scritto in questo blog, è davvero una città allo sbando e tirarla su è un’impresa titanica per chiunque. C’è troppo marcio, puzzo, schifo, lassisimo, per le strade e per i palazzi, perché siamo tutti un po’ complici di questo degrado stantio che ci attanaglia da anni.
Il solito cane che si morde la coda: tu mangi, ci mangio purio, tu rubi, rubo pure io, tu sporchi, allora anche io.
Camminare in alcune zone di Roma diventa sempre più faticoso e doloroso. Proprio domenica mattina mi sono trovata a fare una passeggiata a San Lorenzo, noto quartiere della movida universitaria, che non frequentavo molto ai tempi, figurati ora, e sono dovuta scappare per il senso di nausea a tristezza. Un degrado putrescente. Non solo. Una città vuota e spenta perché era domenica mattina. Non un bar aperto, qualcuno in strada che non fosse un povero pazzo o un barbone. Una città agonizzante, che lentamente muore. Giorno dopo giorno.

Quest’anno faccio ammenda, e per la prima volta ho deciso di non votare. Quest’anno, per la prima volta, ho deciso che davvero non valesse la pena tapparsi il naso e votare il meno peggio, aggrappandosi a vecchie ideologie, vecchi baluardi, oramai carta straccia e violentati, ripetutamente, dai politici odierni. Che la sinistra in Italia non esista più è un dato di fatto ed io non riesco ad identificarmi o a credere a nessuno, tanto meno al populismo vuoto, becero e dilagante dei pentastellati. Sarò snob ma continuo a pensare che la politica non sia solo passione ma anche mestiere e competenza, che non possa improvvisarsi dall’oggi al domani sulla spinta che “se tanto gli altri hanno fallito, allora posso farlo io”.
Non sono d’accordo con tutti quelli che sostengono che non votare sia non scegliere, sia non esercitare uno dei pochi diritti che ancora ci appartengono, sia lasciare che siano gli altri a decidere per noi, perdendo così il diritto di “lamentarsi” perché in fondo non si è fatto nulla per cambiare le cose. Io ho sempre votato, sempre. Ma stavolta ho deciso di esercitare il diritto a non voler regalare il mio voto a nessuno che se lo meritasse. Volevo andare per annullare ma ritengo queste pratiche abbastanza inutili. Mentre inizio a pensare che l’assenteismo, sempre più alto, possa davvero lanciare un segnale. Io questo sindaco non l’ho votato, né avrei votato l’altro, ma lo rispetto perché mi hanno insegnato ad avere rispetto per le autorità. Sono talmente disillusa e schifata e preoccupata che penso difficilmente si possa fare peggio e davvero mi auguro che questa “donna” possa stupirci tutti. Ripartendo dai territori, dalle fasce deboli, dai servizi, dal degrado. Perché anche la bellezza conta, aimè. E un poco di bellezza aiuta il morale.
Io quest’anno ho fatto la mia scelta e (non) ho fatto la mia parte. Adesso posso solo che aspettare e sperare. Sinceramente, chi spera nel fallimento per il mero gusto di dire “l’avevo detto”, mi fa solo sorridere, nonché incazzare. Mai come ora non servono bandiere ma fatti. Per cui, che si faccia davvero qualcosa. E presto.

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