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Un anno fa

Un anno fa trascorrevamo una bellissima giornata in Toscana, tra Porto Stefano, Porto Ercole, Capalbio e pranzo a Orbetello.

Eravamo in piena fase – purtroppo o per fortuna durata poco – in cui volevamo diventare Instagram Influecers quindi cercavamo il più possibile di andarcene in giro a fare foto. A Roma e dintorni. È stato un periodo molto bello, al di là dell’espediente dei social.

Qualche avvisaglia c’era, ci giravamo intorno scherzandoci. Io senza saper né leggere né scrivere, quel giorno ho bevuto e soprattutto fumato come se non ci fosse un domani. Lo sapevo, melo sentivo. Da quel giorno poi ho smesso.

Un anno fa sono entrata in una farmacia timida e timorosa come se avessi ancora 20 anni.

Un anno fa la scoperta che le nostre vite sarebbero cambiate per sempre e non saremmo più stati soli.

Sono 4 mesi che ci sei Bubi, un anno che ti abbiamo conosciuto e qualcosa di più che fai parte di me.

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Riflessioni a margine di un bimestre

Siamo entrati nel terzo mese, quello che molti paventano come il mese della svolta. Dopo il terzo mese i neonati dovrebbero iniziare ad assestarsi, dormire e mangiare ad intervalli più regolari, interagire di più, iniziare ad essere più “indipendenti”.

Ci spero ma ci credo poco. Confrontandomi con colleghe del corso preparto che hanno partorito giusto un mese prima di me, quasi tutte confermano che dal terzo mese in poi le cose sono iniziate ad andare molto meglio, le bambine dormono di più e saltano la poppata notturna. Ad ogni modo tutte hanno tenuto a precisare che le loro figlie sono angeliche e buonissime… tranne una con cui infatti sono entrata più un confidenza.

Mo, per carità neanche la mia è Satana, nonostante in alcune ore notturne poco ci manca, però non la qualificherei proprio come buonissima o angelica. Secondo Massi molti mentono perché nessuno vuole ammettere che si è devastati da sonno e ritmi abbastanza disumani o si diventa totalmente succubi dei loro ritmi, però non ne sono così convinta.

Io più che altro ho le giornate completamente sfalzate. Ora ad esempio che sono le 11 la bimba dorme beata… la mattina dorme tantissimo ma io non riesco a scollarmela di dosso per paura di svegliarla. Il pediatra su questo ci ha cazziati assai dicendo che dobbiamo iniziare a renderla più indipendente ed essere meno succubi altrimenti non ci riprenderemo mai le nostre vite e ci ha consigliato un libro terribile. E io ho messo una croce sopra il pediatra.

Forse però ha ragione, non lo so. C’è chi ti dice che i neonati sono troppo piccoli ancora per imporgli delle regole ma bisogna assecondare i loro bisogni di cibo e coccole. Chi fa finta di capirti ma poi ti snocciola frecciatine su come sostanzialmente la stiamo “viziando” perché la lasciamo poco da sola, perché mangia troppo, è pigra, è furbetta, è viziatella e lancia previsioni nefaste come le peggiori Cassandre. E li ammazzerei. Chi ti dice di seguire il tuo istinto o di trovare la famosa via di mezzo ed è quello che sto cercando di fare. Specie quando alle 2 di notte, dopo che l’hai addormentata a fatica e sai che se la metterai nella culla, 80% piangerà e allora te la tieni addosso, fin quando collo e schiena non verranno a bussare.

La fortuna è che in questo periodo ho diverse amiche e coppie che hanno avuto o stanno avendo bambini quindi ci si consola un po’ tutte, con messaggini di conforto e sostegno che, seppur a distanza, tengono compagnia. Lo scotto da pagare è che vivi attaccata al cellulare… per un contatto con un mondo che al momento ti sembra così lontano.

Perché poi ci sono giornate come questa, di pioggia battente senza interruzioni, che non passano mai. Sono di nuovo giorni che piove e siamo bloccati a casa. Sono riuscita ad uscire venerdì qualche ora per il Blackfriday sì, per approfittare per qualche spesa, anche se molti regali li sto facendo, aimè, online. A parte il risparmio ma in giro c’è davvero la ressa e io non ho molto tempo.

Quando esco vivo l’ansia del tempo che passa velocemente, delle scorte di latte che possono finire, di lei che piange e non si consola e di chi resta al mio posto e non mi godo molto questi momenti anche se so che sbaglio.

Devo avere pazienza, lo so e mi dicono, perché poi arriverà il momento in cui potremo di nuovo fare tutto e insieme. Finalmente non da un divano.