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Goodbye, summer 2018

Da che ho iniziato le scuole, credo sia il primo settembre della mia vita in cui non dovrò tornare a studiare, all’università, al lavoro. È strano ma anche molto bello, visto quanto io da sempre odi i ritorni a lavoro, alle responsabilità, alla solita routine… anche se mi aspetta probabilmente qualcosa di ancora più faticoso, difficile da spiegare.

Sono davvero giornate strane, in cui si vive un po’ l’incognita di cosa potrà o meno accadere. Oramai sono 3 settimane e oltre che sono a casa, a riposo. Calcolando che il primo giorno ho avuto un attacco di tachicardia, questo la dice lunga su quanto sia abituata a riposarmi… E di fatti, nonostante siano rari i pomeriggi senza riposino, ogni giorno cerco di inventarmi qualcosa di diverso da fare, cosa che il più delle volte si rivela al di sopra delle energie del momento.

Ieri era una di quelle giornate in cui mi sono svegliata un po’ storta e sfiancata ma per fortuna il pomeriggio mi sono ripresa e ho voluto dare un bel saluto a questa estate con una bellissima passeggiata romana trasteverina, tra i miei luoghi preferiti.

Non so spiegarvi ma ho provato una sensazione strana, come se stessi salutando la vecchia me attraverso alcuni dei luoghi a me più cari, i luoghi della giovinezza e della spensieratezza diciamo… ultimi momenti di leggerezza e solitudine prima di diventare qualcun’altra.

Ieri pomeriggio poi Roma era bellissima, con una luce calda e colori avvolgenti, meno sporca e meno asfissiante del solito. O forse ero io che la stavo guardando con occhi diversi. Ne avevo bisogno.

In questa lunga estate non particolarmente calda (quel che è giusto è giusto), io e il cinico abbiamo parlato tanto, su cosa accadrà e cosa cambierà. Paure, desideri, buoni propositi. Passeggiando, tra una cena e una colazione, un’uscita con Holghina, una gita in macchina. Sarà una delle cose che più ricorderò di questa estate e che forse mi mancherà.

Sono i giorni più duri e probabilmente i più faticosi, eppure forse vorrei che non passassero così in fretta. Soprattutto, vorrei non dimenticare, sopraffatta da tutto ciò che poi accadrà ancora più velocemente.

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Some days

È una giornata campale, a Roma e in tutta Italia. Queste benedette elezioni alla fine sono arrivate di corsa, io in questo periodo forsennato non ho avuto neanche mezzo minuto (e mezza voglia) di capirci qualcosa di più… ammesso che ci sia qualcosa da capire, nonostante tutti i talk show che mi vedo la mattina. Ero decisa a non votare ma alla fine la paura dell’oscurantismo in cui si potrebbe tornare, mi ha spinta a votare chiudendomi il naso.

Non so se questo Paese abbia ancora speranza, penso che sia talmente vario, che ci siano anche realtà più floride ed eccellenti di contro a tanta altra arretratezza. Qui a Roma come scrivo sempre non si vede la luce e complice questo fine inverno grigio, girare per quartieri cupi, imbrattati di sporco e sciatteria, tra buche e monnezza, è davvero nauseante. Si vive con un profondo senso di incertezza, con l’idea che tutto ciò che hai d’improvviso possa esserti tolto, che ogni tua certezza possa cadere e non avere nulla a cui attaccarsi per risalire la china è atroce.

Io vivo la mia vita serenamente a metà, felice di quello che ho ma con la costante lieve paura di poterlo perdere. E quando perdi in questo paese è praticamente impossibile ricominciare. Ho fatto tante scelte nella mia vita, alcune più avventate, poche, altre fin troppo caute e sicuramente questo è uno dei miei più grandi rimpianti. E probabilmente mai come in questo momento mi rendo conto che il treno che ho preso non prevede più molte deviazioni e la cosa forse mi dispiace o rasserena al contempo. Perdere quel senso di spensieratezza e follia… aver sempre creduto che in fin dei conti ho sempre avuto un piano B pronto ed invece ora non ne sono più tanto sicura. Ma anche questo continuo cercare altro, questa smania, questo non sentirsi mai definita e con punt fermi, forse potrei finalmente accettare di fermrmi.

E sono anche incuriosita dalle tante novità che mi attendono, dalla consapevolezza di essere entrata in una nuova fase della mia vita di cui forse avevo bisogno. E che anche in questo caso, ho scelto.