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Sicuri che sia Natale?

C’è odore di freddo e camino oggi, una giornata rigida d’inverno qui a Roma. Manca pochissimo a Natale ed io non ancora affatto entrata nel mood. Sì ho fatto in fretta e furia l’albero e già fatto i pacchetti, però quest’anno sono decisamente scarica, complice anche due giorni di intestinale e stanchezza atavica che mi hanno bloccata a casa. E quando sto male, sto male pure a casa e mi salgono tristezza e angoscia da morire. Da sabato si comincia con il tour di cene e festeggiamenti ed io dovrei e vorrei essere al settimo cielo ma, appunto, sono scarica da stress e un ultimo mese, nonostante il viaggio, che davvero mi ha succhiato forze ed energie. Spero passi presto questa stanchezza, spero di riuscire a vivermi un po’ di Roma natalizia che ne ho bisogno (nonostante le polemiche) anche se con questi pochi giorni festivi la vedo dura.

Dai Natale, vieni a me! Esci la cacca (anche se anche basta) ed entra la gioia. 

Respira

È stato un weekend intenso di fotografia. Sabato bellissima visita guidata alla mostra Di Vivian Maier a Roma insieme ad alcuni studenti. È bello far conoscere loro gli autori e approfondire insieme un po’ di storia della fotografia. Oggi full immersion di masterclass dalle 9 alle 19 e ne ho approfittato per prepararmi la prossima lezione che farò su Diane Arbus, una delle mie fotografe preferite che ho avuto modo così di approfondire ulteriormente anche per scrivere un mio nuovo articolo che uscirà sulla rivista Erodoto 108. Ci ho impiegato tutto il pomeriggio per farlo, dopo settimane di studio. Non è facile per me, ho sempre avuto il pallino del giornalismo, per un bel pò ho anche scritto e sono stata ad un passo dall’esame da pubblicista (che però poi x la bellissima prassi all’italiana di molte redazioni poco serie secondo cui dovevo pagarmi da sola finti contributi, ho lasciato stare) ma ora che sono abituata a tutt’altro tipo di scrittura, calarmi in una sorta di saggistica è uno scoglio arduo, stimolante ma faticoso. Vedremo se andrà bene.

Tornando al mio lavoro “vero”, da domani mi aspetta una tre giorni per un’altra gara, tanto perché queste settimane erano state poco intense. Ma da giovedì stacco di 4 giorni… Spero di arrivarci viva e senza raffreddore! In attesa della lunga notte post referendum, cerco di godermi queste poche ore di riposo che mi sono rimaste. Stanca, esausta, ma tutto sommato soddisfatta. 

Ma coma parli?

E niente tra le mission 2017 c’è quella di fare amicizia con una tipa in palestra che parla in modo assurdo, da macchietta, cambiando le “e” in “a” belle Aparta!

Tipo “Che deficianta” o “Carta igggianica” “Allucinanata”.

No ma devo farlo per la mi incolumità e prima che mi imbruttisca perché mi viana sampra voglia di farla il varso par quanto à ridicola! 

Bah!

Black friday, black deal

Novembre sta volando e tutto corre repentinamente verso il Natale. Per carità io come sapete lo adoro ma quest’anno mi pare si stia esagerando. È tutta una spinta agli acquisti, sconti su sconti ed offerte per arrivare preparati, in anticipo. Io praticamente ho già fatto quasi tutti i regali di Natale e senza uscire di casa. Salvo poi appunto, con tutto questo tenpo ancora a disposizione, ripensarci e trovare nuove cose che forse potrebbero essere più adatte delle prime. Già so.

E ancora non sono andata per mercatini perché anche quelli già stanno dilagando.

Credo che anche dicembre volerà e sarà col fiato sospeso fino all’ultimo che a lavoro c’è un sacco da fare. Quest’anno poi probabilmente niente ferie e chiusure, anche se ci spero.

Oggi mi godo questa domenica di sole casalinga, con la gola che di nuovo pizzica e uno sguardo ancora a sto maledetto Black friday.

Di malanni e malesseri

E anche questo venerdì me lo passo a casa in compagnia della mia emicrania. Devo dire che sto passando delle settimane niente male, e prima la distorsione e poi di nuovo raffreddore a bestia e poi l’emicrania. Non so se è tutta una catena di un male che attira l’altro, però mi sento piuttosto abbrutita. Sono settimane solo di acciacchi e lavori. Vita sociale ridotta al minimo, casa, lavoro e locale e i miei amici li vedo sempre di rado perché la sera sono esausta. E sono anche due settimane che non vado in palestra. Miiii

Ripigliati Anais!!!

Basta poco che ce vò?

Dunque vorrei provare di nuovo a smettere di fumare anche se esattamente in questo momento lo sto facendo, nonostante abbia una tosse della madonna, o forse lo faccio proprio x questo perché sono incazzata per un’altra lunga settimana di mocciolo, actigrip e benactiv, quindi sono anche un bel po’ rincoglionita.

Stamattina avevo trovato il tabaccaio chiuso e quindi mi sono detta Ok non le compro e mi rileggo il famoso libro “è facile smettere di fumare se sai come farlo” visto che a suo tempo con me funzionò. 

E appunto dice che se siamo fumatori dobbiamo continuare a fumare mentre leggiamo il libro, quindi ho preso subito la palla al balzo.

Vorrei davvero riprovarci perché apparte che mi sono ripartire 7 euro, tra siga e gomme obbligatorie perché il sapore del fumo lo odio, ma poi ultimamente puzzo troppo. Mi puzzano i capelli, i vestiti, l’alito, fa freddo e uscire incappucciata a mezzanotte sta diventando ridicolo.

Vorrei farlo ora perché mi accorgo che sto fumando davvero troppo e oltre alla paura per la salute inizio a pensare che anche la mia pelle possa cominciare ad accusare.

Io non so se ce la faccio a questo giro, continuo a chiedermi come ci sia riuscita, per ben due anni, la prima volta. Così come mi chiedo come sia riuscita a dimagrarie l’anno scorso oggi che non riesco di nuovo a rinunciare più a nulla.

Ricordo che fu tostissima e che a dispetto di quanto letto, fumare ha continuato a mancarmi per anni, altro che. E infatti ci sono ricascata. Ricordo che sono ingrassata e questo al momento proprio mi terrorizza. Penso anche che vorrei poter semplicemente diminuire perché in alcune occasioni la siga ci sta tutta, ma pare che così non funzioni, soprattutto per una compulsiva come me.

Vorrei farlo poi davvero perché detesto queste mie debolezze e sono in una fase in cui ho bisogno di sentirmi forte.

Insomma, non dico a nessuno che sto provando a smettere, faccio la vaga e continuo a leggere. Speriamo però di riuscirci, fate il tifo per me!

Segnali di fumo (fumosi)

Vorrei raccontarvi tante cose, anche se di cose ne sono accadute poche ma continua ad essere un periodo piuttosto intenso. Ma non voglio trascurarvi e trascurarmi troppo. 

Qua è arrivato il freddo ed io sono di nuovo un catorcio, sono già due weekend di fila che mi faccio con l’emicrania e odio il mondo.

Oggi sono tornata al festival di fotografia di Roma e niente, anche quest’anno mi ha fatto cagare. E pensare che anche quest’anno stavo per fare i biglietti x il paris photo e invece mi sono dovuta subire questa fotografia insulsa ché a quanto pare qui a Roma non siamo più capaci di fare i festival come si deve e ci si sputtana i grandi nomi con 3 foto in croce che sfido chiunque a trovargli un senso, nonostante i testi supercazzola.

E poi ha vinto Trump. 

Tornerò con qualche idea più chiara e senza mocciolo. Spero.

Tanto rumore

Per un chilo, un chilo e mezzo vestita. 

Sì alla fine mi sono dannata tanto pensando di aver buttato all’aria un anno di sacrificio, e alla fine era un chilo.

E alla fine sono le solite cose ossia che mangio le solite cose e le solite cose non vanno più bene. E ora che posso mangiare tutti i giorni pasta non va bene perché chi mangia tutti i giorni pasta e quando me la cucino tutti i giorni la pasta?

È come quando ti rivedi Grey’s anatomy dopo anni: le solite cose. Le solite tragedie di Meredith Grey  che nel frattempo è diventata più vecchia, con un sacco di rughe e mi sembro io, che la guardavo da giovincella ed ora sono così grande, con le rughe ma le solite fisime. Una sceneggiatura vista.

Però adesso ho un giorno di svacco a settimana, ma devo ricordarmi: io non sono a dieta, io curo il corpo per stare bene con la mente e ciò che mi fa male non mi fa male evitare. 

Sì… All vostra, cin cin!

V’ammazzo a tutti

E niente oggi è una di quelle giornate che mi sento paladina della città. 

Me la sono presa con un podista che, col nebbione e il buio doveva x forza correre in mezzo alla strada con tanto di marciapiede bello largo.

Poi con un macchinone che si è parcheggiato in curva, ostruendo il passaggio disabili, a cui ho solo sollevato i tergicristalli. Cosa che ultimamente faccio spesso, anche lunedì ad una macchina che mi si è simpaticamente poggiata dietro, che per uscire dal parcheggio ho sudato più che a una lezione di total body.

Infine, all’ennesimo divano malconcio che hanno scaricato davanti ai miei cassonetti ho lasciato scritto un bel messaggio tipo brutto stronzo incivile  vergognati, che probabilmente si sarà già staccato visto che nella furia – perché sono salita e appositamente riscesa da casa con tutti i capelli bagnati – ho trovato solo lo scotch carta.

Oh ma che cavolo, poi è Roma, l’AMA, Mafia Capitale, la Raggi, Marino, gli immigrati. È che siamo un popolo di incivili caproni maleducati.

E girarsi sempre dall’altra parte mi sta facendo venire più colite del solito.