Archivio tag | photography

Di ritorni, rimpianti e nostalgie

È un periodo frenetico e carico di cose da fare. A lavoro, salvo che esco qualche ora prima, sono tornata a pieno ritmo… diversi progetti in corso e anzi, dovendo lavorare meno ore, praticamente non mi fermo mai. Il che è meglio perché ho trascorso i primi mesi di rientro piuttosto scarica e le giornate non passavano mai e mi ritrovavo a pensare continuamente a mia figlia e a guardare le foto sulla gallery del cellulare.

Sta finendo la stagione dell’associazione, una stagione strana perché credo sia stata la prima che fondamentalmente ho seguito totalmente a distanza. Staccando del tutto praticamente mai, ma fisicamente sono rientrata per la prima volta ad un evento qualche settimana scorsa ed era quasi un anno.

Mi manca tantissimo stare lì più spesso. Credo sia davvero la mia seconda casa, uno dei posti in cui mi sento più libera e a mio agio in assoluto, e sentirmici quasi un ospite mi fa un effetto strano. Non conosco praticamente nessuno studente quest’anno, anche se già da prima era sempre più difficile poterci essere di più. Di fatto, mi ritrovo a fare per il wsp le stesse cose che faccio per i clienti di agenzia: la comunicazione.
Mentre se chiudo gli occhi e potessi esprimere un desiderio… beh io vorrei stare sempre lì. Anche se cè puzza, se c’è muffa, se è piccolo, se è scomodo e il vino non è un gran che. Se dovessi scrivere un libro anzi, in tutti i libri che non ho mai scritto ma ho pensato, la mia protagonista avrebbe un posto così.
Mi manca fare foto, anche se quasi meno della vita lì. Forse perché nella fotografia è tanto che non ritrovo più quella leggerezza di un tempo. Perché quando finisci in alcuni giri devi prendere tutto sul serio quasi per forza e si rovina un po’ tutto.

Però era bello fotografare, tanto, sempre, fare quelle foto lì, quelle foto mie.
Tirando un pò le somme, quando ti ritrovi ad avere così poco tempo per te stessa, mi chiedo cosa mi manchi di più di quel mondo lì, quel mondo da cui tutto poi nella mia vita è cambiato per sempre. Si può dire che è dalla fotografia che sono partita per diventare poi mamma, visto che è in questo mondo che ho conosciuto mio marito.

Vedere persone vicine che vanno avanti, che cela fanno, che hanno fatto una scelta una volta per tutte o che riescono semplicemente a conciliare di più le cose, mi punge un pò. Mi chiedo cosa sia mancato in me per avere la stessa… determinazione? capacità? tigna? fortuna? soldi? fiducia in me stessa… o in quello che stavo facendo?

Non lo so, è  tutto un rimettere le carte in tavola questo periodo, le mischio e le rimischio ma non riesco mai a chiudere una partita.

E poi però c’è l’asso.

Marry Anais

Pensavo ai matrimoni in questi giorni. Ci pensavo perché stuzzicata con battute al vetriolo da mia madre che, dopo 2 anni, ritiene assurdo non aver ancora visto il mio album matrimoniale, mio di me, che fotografa un po’ sono, che avevo 4 amici fotografi a fare il servizio, di cui uno pure famoso. E non ha tutti i torti, perché l’album in effetti ancora non c’è ed io ogni tanto me ne dimentico, ma quando me ne ricordo, mi dispiaccio un po’. Poi mi incazzo con mia madre, che la pratica del pungolamento estenuante mi manda in bestia e infiamma la mia coda di paglia. Un nuovo ragazzo con cui ho collaborato per un video matrimoniale ieri mi scrive, dopo appena due settimane dal lieto evento, avvisandomi che il prodotto sarebbe quasi pronto e che se c’era fretta si sarebbe sbrigato a finirlo prima delle feste. E io dopo due anni, ancora non ho un album. Però ho collaboratori puntuali.
Poi così, riflettevo di quanta gente in effetti si sposi ancora. Forse sono rimasti solo i miei amici a non sposarsi. Ma la gente lo fa, eccome. Ogni tanto mi capita, come un po’ a tutti, di ficcanasare nei profili di emeriti sconosciuti su FB, che magari mi hanno colpito per un commento o un link su bacheche di amici. E tac… scatta la foto profilo o la copertina del fatidico giorno. A volte hanno anche foto belle, più spesso sono un po’ raccapriccianti e da qui la considerazione di quanta improvvisazione ci sia in questo ambito fotografico, forse più che in altri.
Sono capitata proprio ieri sul sito di una nuova scuoletta di fotografia, probabilmente nata da uno studente appena uscito da un corso semi-professionale tale da sentirsi subito maestro, e ovviamente era immancabile la sezione wedding (tra l’altro sempre all’interno del sito della scuola). Una cinquantina di immagini, sì perché l’editing è una parola sconosciuta, di un unico e solo matrimonio. Probabilmente di un conoscente. Fatto a gratis. Con la rilassatezza di un hobby.

Mi rendo conto che, nonostante stia ancora aspettando un anno, sono stata fortunata a non dovermi porre il problema della scelta del fotografo. Perché è davvero una giungla. Tra chi spara decisamente troppo in alto, con foto d’antan, e chi proprio si butta, senza paracadute per i poveri sposi. Basta aver fatto un matrimonio ad un amico ed è subito mestiere. Basta una macchina costosa, la conoscenza di photoshop ed è subito servizio. Basta un corso di fotografia ed è subito scuola.
Io non sono nessuno, però un piccolo consiglio agli sposi mi sento di darlo: diffidate da chi ha siti fotografici dove le biografie sono più vaghe di quelle di una spia russa, che millantano titoli e pubblicazioni, che presentano un portfolio scarno, che denota scarsa conoscenza di un evento che è molto importante e si deve conoscere nei tempi e nei riti come l’unica poesia di cui avete ottima memoria. Ma diffidate anche di chi di foto ne anche fin troppe e non vi rende facile capire dov’è la sua bravura, il suo stile. Inoltre, state alla larga dalle fabbriche di matrimoni, perché sarete solo numeri. Meglio pochi servizi ma buoni, e con tempo sufficiente dedicato alle vostre foto. 
Non abbiate fretta. Due anni forse sono assai, ma non pretendete un album dopo appena 1 mese. Infinite non scegliete solo in base al prezzo. Conosceteli, incontrateli, chiedete referenze se possibile. Anzi, usate il passaparola! Tanto, avrete per forza almeno un amico sposato!
Contano anche i divorzi.