È un bellissimo sabato oggi. C’è vento, un cielo azzuro gonfio di nuvole serene, non fa caldo né c’è afa. Ma oggi lavoro, ultimo sabato, ultimo sforzo prima di chiudere questo capitolo e tirare anche i soliti bilanci di questa stagione fotogafica, la quinta da che abbiamo messo in piedi il locale. Un locale che inizia ad avere un sacco di acciacchi, che richiede le sue cure, come tutte le cose. Se ci guardiamo indietro le cose fatte sono tantissime. Le persone entusiaste di noi sono molte e davvero c’è da essere orgogliosi. È raro, soprattutto in questo Paese, costruire qualcosa di tuo. Il problema è che non basta mai e devi comunque continuare a farti il mazzo, non puoi mollare mai, devi cambiare, evolverti, non fermarti. Invece io a volte ho bisogno dei miei tempi, di pause, distacchi, ritorni. Quest’anno sono stata felice di esser tornata a fotografare. Fotografare mi piace. Mi piacciono le mie foto, come fotografo. Ma è tutto il dopo che spesso mi toglie l’energia. Questo sassolino perso nell’oceano, che nessuno troverà mai, mi sfianca.
Archivi
Io & te
Oggi è stata la prima “sera” in cui sono uscita dopo mesi. Un pomeriggio a Villa Pamphili e poi un aperitivo. Quindi, a dire il vero, proprio sera non è. Mancano 10 giorni alla chiusura del locale, un ultimo sforzo e almeno un lavoro per un po’ lo accantoniamo e chissà che si ritrovino le forze. L’inverno è brutto uscire che fa freddo, ma anche ora… la verità è che diventiamo sempre più pigri e abitudinari e non va bene. Ma il fatto è che dopo tutto il giorno fuori, tardi a lavoro o poi palestra, sempre attenti a mangiare… e quando si esce? E poi casa mi manca. Però anche Roma mi manca. Mi manca la sua bellezza di un tempo ma mi manca anche la mia Roma e non è giusto trascurarla così. Dai, ancora un mese, impegnamoci un po’!
Estaminchia
È e sarà un’estate super torrida. Il vero caldo è arrivato da pochi giorni, ma il pensiero che ci accompagnerà per almeno due mesi pieni mi toglie l’energia. È un’estate moscia che non ho molto voglia di vivere a dire il vero. Gente al mare, gente nera, gente secca, ovunque. Ed io sono sudata e flaccida nonostante mi sia data da fare tutto l’anno. Non ho voglia di abbronzarmi, soffro il sole e il caldo, ma vedermi ancora così pallida mi deprime. Tutto mi stringe, niente mi valorizza e non ho voglia, tempo e soldi da buttare in vestiti nuovi. Non vedo l’ora di andarmene al freddo nord, coperta di felpe e maglie che nascondano questi braccioni mosci e lentigginosi.
Spicci di psicologia
Mi sa che non mi ci vuole una laurea in psicologia per decodificare che sognare tutta la notte di combattere sul ring, tutta bardata e convinta, con un avversario invisibile, non sia proprio un buon segno verso me stessa. Me sa eh, oh poi io mica sono laureata in psicologia.
Diario norvegese
Di rientro dal sud del grande nord. Oslo, la capitale norvegese che avevo un po’ snobbato si è rivelata invece una bellissima scoperta. In appena 3 giorni e nonostante pioggerella e cielo plumbeo ( ma domani invece ci sarà un gran sole) ce la siamo girata in lungo e in largo, ammirandone (e invidiando) ogni angolo. Cosa c’è da vedere a Oslo? Oslo stessa è un capolavoro di riqualificazione e design. È molto moderna ma in un modo tutto nordico, affatto tecnologico e industriale ma tutto di legno e vetro. I quartieri alla moda, ossia i tipici vecchi quartieri operai, sono uno wow ad ogni scorcio. Il porto è una figata e quel suo accenno di Norvegia ti fa venire una voglia di girarla in lungo e largo o salpare con la prima nave all’avventura. E poi come tutta la scandinavia, è il paese delle liquirizie. Di ogni sorta. È vero, è una città cara, come tutto il ricchissimo (beati loro) nord europa ma con un po’ di attenzione si può comunque fare una buona vacanza. E ho accusato molto meno che a Copenhagen. È una città tranquilla, pacifica, poche auto e quasi tutte ibride ed elettriche (mai viste tante Tesla in vita mia) per cui silenziosissima. Ci sono tantissimi giovani, i locali sono pieni di giovani e musica, complice anche il musik festival. E poi… luce fino alle 23! Già mi manca tantissimo e poi questo brevissimo break estivo mi ha subito fatto venire una gran voglia di ripartire. Che diamine, se oramai estate deve essere, che arrivino al più presto le vacanze! 












I giorni dello scazzo
È stata una settimana durissima a lavoro e stasera finalmente tiro un po’ il fiato.
Sto su 5 progetti di cui due belli grossi e seguirli contemporaneamente mi sta mandando ai pazzi anche se stasera quando ho visto le cose che, tuttosommato, filano, un po’ mi sono rincuorata. Grazie anche alla fortuna di colleghi molto bravi, con cui ogni tanto litigo, ma che sono davvero preziosi e da cui imparo sempre qualcosa in più.
Ho fatto sempre tardi, tutto il mese sarà probabilmente così per cui dovrò organizzarmi per andare in palestra la mattina presto. Sono nervosa e ho una mail in canna a cui penserò tutto il weekend se spedirla o meno. Perché se qualcosa non cambia, e deve cambiare adesso, non riesco a stare tranquilla.
Penso continuamente alle mie scelte, mi interrogo se siano state quelle giuste, poi penso di sì ma il mio carattere mi manda ai pazzi perché a quasi 40 anni non cambierò mai e non riesco a prendere le cose di petto, con il giusto piglio, affrontandole razionalmente anziché arrovellarmi dentro e sempre contro di me.
E così sia
Che piacere tornare a Bologna dopo tanto tempo, per la precisione 10 anni, e trovarla ancora più bella! Piena di vita, di angoli affascinanti, di locali, baretti e gente allegra e gentile. E poi quei portici, che adoro! Che weekend meraviglioso: cibo e vino da Dio, fotografia, risate, camminare fino a non sentire più i piedi, treni, macchina, musica, caffè. E quanto è bella l’Italia. Questa è la vita che mi piace fare. Questa la vita che voglio vivere.
Gira che ti rigira
Ecco cosa mi manca quando torno da un viaggio: il girovagare. Quando sono a Roma, vuoi per il lavoro o per la pigrizia, la mia città non la vedo proprio. È stato un bel weekend a Roma, oggi vedevo gente in giro, baretti pieni sotto un cielo a pecorelle bellissimo. Ma oggi ero di foto, il che non è male. Ma durante la settimana non c’è tempo per nulla, perché si esce tardi e poi c’è la palestra, la cena, le serie tv. Vorrei riuscire a trovare il tempo per girovagare, e sentirmi un po’ straniera anche a casa mia.
Tornare
Ci sono persone che tornano dai viaggi entusiasti delle esperienze appena fatte e poi ci sono io, che sistematicamente torno depressa. Il ritorno alla realtà per me è sempre troppo faticoso, che si tratti di una lunga vacanza o un weekend mordi e fuggi. Da una parte adoro tornare nel mio letto, tra le mie cose, ma dall’altra tutto mi sembra così banale. Brutto il quartiere dove lavoro e dove mi sento ingabbiata, costretta ad interfacciarmi ogni giorno con palazzoni di cemento e bar squallidi. Noioso il mio lavoro, rispetto alla magnificienza appena vista. Scialba e inutile io. Nonché sempre gonfia e appesantita da giorni di stravizi+1 che mi serve per mandare giù tutta questa malinconia.
Après-midi parisien
Seduta à un cafè, mi godo il frenetico via vai parigino, mentre una piccola e fastidiosa pioggierella irrompe a disturbare questo après-midi. Troppo strana la vita, ora qui, nella mia città preferita, ancora per poco, giusto il tempo di riassaggiare l’atmosfera unica di questa città dal fascino intramontabile, nonostante il tempo che passa e i brutti eventi che ultimamente l’hanno colpita. Di nuovo perdermi nel Marais, tra quelle viette che oramai conosco quasi come le mie, tra boutique meravigliose e bistrot dai tavolini di marmo, decadenti e irresistibili. Domani dovrò salutarti ancora, chissà per quanto tempo. Non è giusto, quanto avrei desiderato vivere qui. La speranza è solo di poterti riabbracciare di nuovo, perché di te non mi stancherò mai.
