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Duemilaecredici (cit.)

Da neofita di twitter, ho trovato questo gruppo simpatico e ne ho sposato la filosofia: #duemilaecredici.
Si perché per l’anno appena iniziato abbiamo tutti bisogno di una sana e vigorosa dote di autostima e fiducia in noi stessi.

Il 2012 per me è stato un buon anno ma è stato un anno di passaggio, un trampolino, un training, una preparazione atletica finalizzata a un grande salto, iniziata già qualche anno fa.
Ora pero’mi trovo sul filo del trampolino, impossibile camminare ancora o si salta oppure l’unica altra soluzione è rinunciare e tornare indietro.

Ce la farà la vostra eroina a fare il grande salto?
Duemilaecrediamoci!!

L’anno che verrà#2

Il 2012 per me è stato un buon anno, non posso negarlo.
Libertà, lavoro indipendente, tanti viaggi, piccole e grandi soddisfazioni, tante foto, meno mal di testa. Tante preoccupazioni e umore alterno, ma questo fa parte di me, non della numerologia.
L’unico rimorso è che é stato un anno di poco cinema. Di film ne ho visti sì, ma mi è mancata la sala, le luci che si spengono e il silenzio improvviso, i titoli di coda, lo schermo gigante, persino l’odore di umido e ammoniaca di certi cinema ammuffiti in cui sono solita andare.

Senza se e senza ma, l’anno che verrà sarà per…tornare al cinema

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Anaismi

Il riuscire a sentire anche per un’ora di fila e per giorni interi una sola canzone…a voi capita mai?

Nei mitici anni novanta rimasi colpita da un ragazzo che era solito registrarsi anche intere musicassette con una sola canzone, per evitare quella noia del rewind, che ai tempi, oltre che rischiare inceppamenti vari, era un logorio di attese.

Se poi le ore e i giorni sopravvivono agli anni e alle epoche, allora quelli sì che sono i miei personali capolavori.

PS: Nella fattispecie Missy Higgins “The River”.

Non ti curar di loro, ma guarda e passa…

Mai fidarsi di chi ha risposte su tutto e per tutto, dei fantomatici tuttologi dalla scienza infusa, sicuri su tutto e tutti, dalle soluzioni preconfezionate e sterili, psicologi da wikipedia e grandi filosofi della fuffa.

Meglio una parola di meno che una di troppo, peccato che melo dimentichi sempre, sempre e comunque…

Ma, andiamo avanti così, con i nostri se, i nostri mah, i nostri forse, i nostri chissà..senza coreografie, fermandosi, tornando indietro e poi avanti e poi in tondo…perché continuo a credere che, nella vita, l’unica certezza è la banalità della morte, e chi ha già tutte le risposte del mondo forse è solo perché si è posto le domande sbagliate…

(c) Daniela Silvestri - Dancing Girl

(c) Daniela Silvestri – Dancing Girl

Waiting

Gli ospedali si sa, non sono propriamente dei parchi gioco, né però mi sento di dire banalmente che sono luoghi tristi. Non è giusto né per chi ci lavora, né tanto meno per chi è costretto a starci, per un motivo o per un altro.
Sono in attesa di una visita in una clinica, già da un’ora…la mia visita era prevista per le 10:30..così come quella di altre 3 persone..Il dottore in questione, scorbutico in quanto ultimo luminare della neuroscienza, dice che lo fa per evitare di darci appuntamenti a distanza di mesi..sarà..ma poi in questi casi si scatena quella triste lotta tra chi è arrivato prima, chi io sto qua da ieri e chi la clinica praticamente l’ho aperta io e allora meglio mettersi l’amima in pace e aspettare..
Eppure le attese in ospedale sono sempre tra le più snervanti..anche per una visita banale che tanto non ti risolverà niente come al solito, ti ritrovi a ripercorrere a mente la tua cartella clinica vitale e tirare da sola la tua anamnesi. È che a rividere certe analisi ti accorgi che c’è sempre un valore sballato nonostante ripetizioni, una volta uno una volta un altro, con qualche costante..esattamente come nella propria vita, mai tutto completamente apposto..E poi analisi che ti sembrano fatte ieri, figurati se è il caso di rifarle, invece cavolo…e son passati 8, 6, 4 anni..per cui ti inizi a sentire più vulnerabile..che tra 20 e 33 anni, volendo, ci passa una vita…la vita, la mia.

Sì, decisamente odio le attese, specie quelle mediche..

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Sweety Sunday

E addolcirsi la domenica, con muffin fatti in casa con gocce di cioccolato bianco e fondente, musica, editing, a pranzo zuppa toscana con crostoni di pane, opzione divano e serial, e poi pronti per Giacomelli, ombrelli e movida trasteverina.
Semplicemente Amo giornate così.

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O sole mio

Avete mai fatto caso a quanto sono allegri certi operai? Sarà il lavoro così faticoso, che forse non gli dà neanche la forza di pensare al peggio ma solo la voglia di stemperare. Fatto sta che spesso, come sta mattina, mi capita di passare davanti a cantieri di ristrutturazioni e sentirli ridere, scherzare, spesso cantare a squarciagola, indifferenti al resto.

E io torno a fare incubi sul mio ex posto di lavoro, mentre il rientro si avvicina sempre più…

Anais The Doctor

Forse per una visita medica sportiva avrei dovuto considerare un abbigliamento consono, o per lo meno un paio di scarpe da ginnastica e non delle ballerine.
Ma nella mia vita di incastri, ho inserito sta benedetta visita sportiva, per evitare un ulteriore ostacolo tra me e la forma perfetta, tra ennemila cose, tra cui il fatto che a breve devo essere al locale e tempo x ritornare a casa e cambiarmi proprio non c’era e questo genio della medicina si permette anche di ritardare!
Se sento parlare di elettrocardiogramma sotto sforzo inizio a urlare…ma su che sono il ritratto ridanciano a metá tra Botero e Guttuso della buona salute.
Tra l’altro non c’è cosa che mi imbarazza di più che le visite con medici che non conosco, e la consapevolezza tardiva di indossare un completo intimo non coordinato, a differenza di mia mamma che aveva un completo, anzi IL Completo, x le visite mediche.
Ma del resto…con che abbinare, a 33 anni, le coulotte di Hello Kitty?
Che sono un caso clinico, lo so da me…

Cemento Spaccato

Cosa salvare del film Cemento Armato? Domanda da un milione di dollari, così come rispondere al perché attori come Vaporidis (mio ex compagno di scuola), Crescentini e compagnia bella abbiano fatto fortuna e rappresentino la nuova rampante generazione di attori italiani differenza di tanti tanti altri giovani …booh!
Cioè sono assurdi…espressività meno di un carciofo, dialoghi patetici, alla crescentini poi ci mancava la parrucca nera per renderla ancora meno credibile. L’unico che è riuscito a dire la propria battuta senza litania è stata la comparsa coreana…
Perché? Per non parlare di Faletti, che forse è meglio se torna a fare lo…scrittore?!
Povera Garbatella…un set sprecato per l’ennesima inutilità prodotta da questo paese.