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Un diavolo castano per capello

P: Allora come li facciamo?
A: Bah direi come al solito…
P: A te piace un biondo un po’freddo giusto?
A: Beh sì
P: Ma che ne dici di farli ancora più biondi? Sai è uscita questa nuova linea, luminosissima, proprio adatta al tuo colore
A: Ma sì, in fin dei conti e estate, andiamo col più biondo…

Ed uscii 4 ore dopo castana, verosimilmente tale e quale a quando uscii dall’utero di mia madre, e con il portafogli vuoto.

P: Wow, che bionda!
A: (Tu sorella!)

Ma perché i parrucchieri devono essere così bugiardi??

Nel blu dipinto di blu

Devo ammettere che la piscina estiva ha tutto un altro sapore e anche svegliarsi presto diventa meno pesante.
Il primo sole che ancora non brucia, il caldo non asfissiante, l’acqua più fredda e le vasche semivuote. Gli occhi fanno il carico di celeste e calma, prima che si scateni l’inferno giornaliero.
Da rifare!

Anais Economy

Investire gli utili in scarpe.
Se le aziende seguissero semplici consigli come questo, l’economia mondiale andrebbe decisamente molto meglio.

Anais pool

Si ricomincia con la stagione estiva… Evviva!!:-/
Mi piace chiudere gli occhi, e con il sottofondo lounge tecno delle forzate di idrobyke, mi immagino in piscina sul roofgarden di un attico newyorkese, a tremila metri di altezza e un migliaio di occasioni solo da prendere al volo.

Poi apro gli occhi e la realtà è che mentre io accumulo sogni, cazzate e chili, i miei compagni di stagione accumulano figli…

Sarà una lunga estate, Anais…

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Per dire…

Se tanto le imprese vogliono risparmiare e al contempo essere ecologiste, iniziamo dagli sprechi di carte.

Alle banche dovrebbe esser oramai vietata la stampa degli scontrini. La metà della gente li lascia ancora nelle fauci del bancomat. La restante parte li butta a terra. E non tirate fuori la scusa che proprio non siete capaci a dir di no, neanche a un dispositivo elettronico con domande preimpostate.

ShoppAholic Anais

Mannaggia a me che ho avuto la malaugurata idea di approdare su Zalando e vedermi un paio di vestiti e di scarpe, tra l’altro fighissimi, ma che ho avuto disciplina di non acquistare. Non c’è oramai giorno, minuto, ora, che Facebook o Google mi ripropongano in tutte le salse possibili e immaginabili l’inserzione di Zalando con quelle scarpe, quel vestito… e che diamine! Sono una donna, non sono una santa! Senza contare l’ansia elettronica, del Grande fratello americano che tutto sa e tutto archivia. Mi immagino chissà dove, su una RAM o un fascicoletto, una directory Anais con tutte le mie compulsioni.

Ad ogni modo, ora inizierò a visionare solo articoli per il fai da te o che so, per bambini, così sarà certo che la voglia di acquistare passi in modo automatico 😉

Riflessioni da aperitivo solitario

Sono tornata ieri da una due giorni a Bruxelles. Con la mia amica Claudia, siamo andate a trovare il nostro vecchio amico Cesco, che da anni oramai vive lì e fa il cameraman producer. Non ci vedevamo da anni. Quelli che dovevano essere 4 mesi alla fine sono diventati 4 anni. Tornare ora, con la situazione da schifo che c’è qui, è tosta. Specie dopo aver visto come si vive in una piccola ma tutto sommato accogliente e graziosa città come quella, ricca il giusto, non noiosa, giovane e vivibile.
Ho conosciuto persone solari che hanno avuto la fortuna ma anche l’audacia di fare scelte di vita coraggiose, che le hanno portate a cambiare stile di vita, amici, a perdere affetti. Ma anche a trovarne di nuovi.

E inevitabilmente ti ritrovi a farti quelle domande a cui non hai mai saputo dare risposta e forse mai ci riuscirai, ma che ciclicamente si riaffacciano tanto per metterti un po’in crisi. E se quella volta avessi detto questo o fatto altro, se avessi aperto quella porta e chiuso quel portone, ora dove sarei. Oggi, chi sarei? La mia vita mi piace, forse perché tutto quello che ho melo sono guadagnato e nel mio piccolo penso di non essere troppo in difetto quanto a coraggio. Per mia indole però tendo a non accontentarmi facilmente, e preferire il tasto Pausa allo Stop. Non riesco a smettere di farmi quelle domande e sperare, tutto sommato, che altre sorprese e altre porte possano aprirsi per me e la mia famiglia, e se non sarà un portone, magari andrà bene anche una finestra.

E il quartiere (che si fa) cosmopolita

Le comodità dei bengalesi/indianini sotto casa, che ti puoi togliere ogni sfizio, ogni voglia, in qualsiasi stagione e in qualsiasi momento.
Ad esempio quando vado all’estero, avere un indianino vicino l’albergo è una garanzia e un plus quasi più della metro, per non rischiare di rimanere assetato o affamato al rientro dalle notti brave (!) e per trovare l’ultimo gusto tropicaleafrodisiaco delle mentos, ancora inedito in Italia.

L’importante è non stare a farti troppe domande sulla provenienza di alcuni prodotti…
Un pezzo di mondo (e di Pigneto) a via dell’annunziatella. Say Yo!