Archivi

Responsable

“Lavoro come Responsabile Marketing per un’azienda, ma provengo da tutt’altro campo, avendo studiato lingue e letteratura. Sono pertanto qui a questo corso per capirci qualcosa e raccapezzarmi”.

La domanda sorge spontanea, e non c’è neanche bisogno di farla, no?

I hate this girl

Ma le donne che anche con 40 gradi all’ombra le vedi imperterrite e imperturbabili nei loro golfini e guai ad accendere l’aria condizionata, per quanto a 30 gradi, ne vogliamo parlare?

Invidia? Sì! Ma anche tolleranza zero: e siate umane, come noi poveracce dalla pelle unta e i capelli increspati e appiccicati dall’umido.

Per dire…

Se tanto le imprese vogliono risparmiare e al contempo essere ecologiste, iniziamo dagli sprechi di carte.

Alle banche dovrebbe esser oramai vietata la stampa degli scontrini. La metà della gente li lascia ancora nelle fauci del bancomat. La restante parte li butta a terra. E non tirate fuori la scusa che proprio non siete capaci a dir di no, neanche a un dispositivo elettronico con domande preimpostate.

ShoppAholic Anais

Mannaggia a me che ho avuto la malaugurata idea di approdare su Zalando e vedermi un paio di vestiti e di scarpe, tra l’altro fighissimi, ma che ho avuto disciplina di non acquistare. Non c’è oramai giorno, minuto, ora, che Facebook o Google mi ripropongano in tutte le salse possibili e immaginabili l’inserzione di Zalando con quelle scarpe, quel vestito… e che diamine! Sono una donna, non sono una santa! Senza contare l’ansia elettronica, del Grande fratello americano che tutto sa e tutto archivia. Mi immagino chissà dove, su una RAM o un fascicoletto, una directory Anais con tutte le mie compulsioni.

Ad ogni modo, ora inizierò a visionare solo articoli per il fai da te o che so, per bambini, così sarà certo che la voglia di acquistare passi in modo automatico 😉

Anais la paladina

Oggi mi sono svegliata paladina della legge, e se arrivo a fine giornata senza prendermi un vaffa o qualcosa di peggio, potrò ritenermi soddisfatta.
Vicino casa c’è un piccolo ufficio postale, davanti cui spesso si creano ingorghi perché tra prelievi e bollettini, la gente lascia le macchine ovunque, nonostante ci sia un incrocio. Oggi mentro attraverso le strisce un genio, con tanto di macchina lunga 6 metri, si parcheggia parallelo all’entrata, perpendicolare alla strada, in mezzo. bloccando praticamente sia chi deve attraversare la strada per immettersi a destra, chi a sinistra. Lo guardo, male… ma non mi basta. Torno indietro con Holga che mi segue trotterellando e gli faccio:

“Ma scusi, non si è reso conto che questo è un incrocio, non un parcheggio, con tanto di strisce? Secondo lei con questo transatalntico in mezzo la gente come gira??”
e lui: “E mbè? Ce metto du minuti poi me levo”.

Vabbè…mene vado bofonchiando cose tipo mah, assurdo, che gente, che mondo… e via dicendo.

Più tardi arrivo in palestra, come sempre in ritardo. Parcheggio a stento vicino a un Cayenne nero dai vetri schermati che solo lui ha occupato 2 posti. È rovente. Faccio la mia lezione, doccia, torno dopo più di un’ora e mezza e becco il proprietario. Penso che ha una faccia comune da bambaccione, e forse ha bisogno di una macchina di tal portata per sentirsi importante. Prima di accorgermi che apre il portello posteriore da cui spuntano una moto cross baby… e un cane. Un setter bellissimo bianco e nero, con la lingua penzoloni dato che dentro ci saranno stati almeno 30 gradi.
Non gliela posso fa. Ingrano la retro sul brecciolino, e la mia Aygo scassona trasale. Tiro il freno a mano, neanche chiudo lo sportello e mi avvicino:

“Mi scusi, io sono arrivata alle 11 e la sua macchina era già qui. È quasi l’una, lei con questo caldo ha lasciato il suo cane chiuso qua dentro x 2 ore? Vedo anche senz’acqua! Ma le sembra una cosa da fare?”.
E lui, bambaccione del kaiser: “Embè, jho lasciato tutto aperto, poi c’è abituato”. Talmente basita che non so che dire, gli vorrei prendere a calci quella cassa da morto ambulante, ma il cane pergiunta, fedele come solo loro sanno essere anche degli aguzzini, inizia ad abbaiarmi. Per cui mene vado dicendo solo “Lei è un irresponsabile” e lui di contro, proprio mi ignora.

Bene, ora cosa mancano? Diplomatici che parcheggiano sui posti invalidi? Padroni di cani che non raccolgono la cacca? Lavavetri prepotenti che si spalmano sul cofano?
Mi fa più schifo il malcostume comune, che quello dei piani alti. Si è bravi a chiamare gli altri ladri e delinquenti, quando tutti noi, me compresa, malfacciamo da mattina a sera.

Comunque… Occhio a non farmi incazzare! 🙂

Pomi d’ottone e manici di scopa

Odio le porte da ufficio. Quelle che hanno la chiusura con il pomello tondo, il pulsante a scatto e la levetta per il blocco.
Il pulsante è sempre troppo duro, la levetta non si blocca mai quando deve e tutto gira sempre a verso contrario.

Ecco. Le fantastiche giornate in cui ti sembra che tutto, persino girare il pomello di una porta, diventi un ostacolo insormontabile.

 

Cuore di mamma

Non ho molta confidenza con i padroni dei cani che incontro al parco. Forse perché non ho mai orari fissi, né sono io che la porto sempre, fatto sta che non ho la mia “comitiva”di canare e mi limito ad educati “buongiorno e buonasera”.
Questo implica che non mi senta neanche nella condizione di appellare i cani altrui in chissà che modo.
Ma evidentemente non tutti siamo uguali. E stamattina una signora che incontro talvolta, una di quelle fissate e che “parla”con ogni cane sentedosi la padrona di tutti, si avvicina a Holga dicendo: “Ah ecco, è arrivata la matta…com’è che so 2 minuti che sei calma?”
E io: “Scusi ma si rivolgeva a lei? Perché matta? Ha fatto qualcosa?”
E lei, un po’ in imbarazzo, : “ah no no forse allora mi sbglio, perché c’è un cane simile che quando viene inizia a correre come una matta e non smette più”.
E io: “No no, non sbaglia, è lei.”.
E lei è la svampita che parla co i cani, avrei voluto aggiungere?
Mo da quando in qua un cane che corre è matto?!
Bah dimmi tu se mi devono fare incazzare di prima mattina.

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Errori di gioventù

Ma…non è per niente, ma certi ex fidanzati le cartoline dei loro viaggi con le fidanzate di turno non le potrebbero indirizzare direttamente a casa del loro amico? Perché mele devo trovare al locale mio??!

È proprio vero che certa gente non smette mai di stupirti.
Prendiamola con positività: almeno ho imparato il CAP, che a momenti manco sapevo.

Perché, Sanremo?

Non sono tra le schiere dei contrarissimi a Sanremo.
Da piccola lo guardavo, per commentare insieme alle compagne di classe le canzoni migliori e cantarle con i testi di TV Sorrisi e Canzoni alla mano.
Ma rimanevo sempre indietro, perché di base mi ha sempre annoiato e non riuscivo a guardarlo fino alla fine.

La questione di fondo è che non riesco a concepire di “vedere”la musica. Ho un rapporto molto intimo con la musica. Adoro ascoltarla al buio, spesso con le cuffie per sentirla ancora più vicina.
La maggior parte dei cantanti che ascolto non so neanche come è fatto perché non mi interessa. Sono voci, suoni, vibrazioni, emozioni allo stato puro.
Così come detesto i video e MTV, rete che trovo più noiosa di un documentario sulla procreazione dei cetacei, Sanremo alla fine mi annoia.
Se devo vedere le scene, i vestiti, il gossip..la musica mela perdo.

E tutto sommato..posso vivere anche senza Modà, Chiara, Anna, Gina e compagnia bella..
E sì anche senza Max Gazzé e il mio omonimo, che non sopporto più di tanto.

E le cose che abbiamo in comune non me piace!oh!

Pat Pat

Se aspetti che qualcuno ti dia una pacca sulla spalla, aspettati anche che lo faccia per darti una spintone.

La generazione dei senza soldi, dei senza lavoro, dei senza futuro. Ma anche la generazione che ha esaurito i “grazie” e i “per favore” e non può permettersi alcun complimento.