Ponzio pilates

Insomma in queste ultime settimane ho iniziato ad appassionarmi al pilates.
Avevo già fatto qualche lezione mesi fa, più che altro per alternarmi con la piscina e non ritrovarmi a dovermi lavare i capelli per giorni di fila quando riesco ad essere particolarmente sportiva, ma non ero rimasta molto soddisfatta.
Da ex assidua praticante di yoga, con una breve parentesi come insegnante, rimango sempre perplessa e dubbiosa quando attività similari vengono poi proposte nei normali circuiti sportivi.
Questo perché sono rimasta troppo legata al mio yogi insegnante, Paolo Ricci, una persona meravigliosa che tutt’ora tiene corsi nella sua bellissima scuola le Nuvole a Trastevere, e non sono riuscita più a praticarlo con nessun altro.
Lo yoga, a quei tempi, mi ha davvero aiutata. Nell’acquisire una maggior consapevolezza del mio corpo, di me stessa e della mia interiorità. Se potessi o se solo fossi una persona più costante e meno incasinata, tornerei a praticarlo quotidianamente. È meraviglioso, davvero. E funziona.
Ed ho appunto troppo rispetto per questa disciplina da non riuscire a concepire di poterlo praticare in modo così frammentato come potrei, e per questo mio malgrado mi sono dovuta allontanare.
Il pilates quindi, che è decisamente più fisico e meno spirituale, mi è sempre stato un po’ sulle balle. Le prime lezioni inoltre mi hanno davvero traumatizzata. Equilibrismi impensabili, respirazione difficile da seguire, mal di schiena, depressione nell’osservare la splendida flessuosità di insegnante ed allieve rispetto al mio tocco di legno.
Poi ho capito che il livello era troppo avanzato e ci ho riprovato.

Continuo a pensare che sia un po’ noiosetto ma ammetto che il dolore di cosce, glutei e addominali che sento dopo ogni lezione, anche quella che ti sembra più leggera, è niente rispetto ad ore di acquafit. Mi piace inoltre riprendere consapevolezza del mio corpo. Andare a percepire muscoli e minuscoli spostamenti, allungarmi, tendermi.
Devo ancora lavorarci parecchio su: ieri sembravo un cane rabbioso colta da almeno 3 crampi, inoltre tendo a mettermi sempre in fondo perché vedo tutti i muscoli che mi tremano come budini per lo sforzo o tanta è la paura di catapultarmi con la palla addosso alla mia vicina. Ma mi piace.
Oh e poi non dimentichiamo, che sono oramai mesi che ogni mattina mi ammazzo di 5 tibetani, seppur leggermente rivisitati. A qualcosa servirà!

5 tibetani

5 tibetani

Ad ogni modo se decido di tornare a calcare le sale della palestra, tocca dare una svecchiata al mio abbigliamento sportivo che annovera simpatiche t-shirt di birre, cartoni animati e pantaloni sformati e stinti di decathlon. Ieri sembravano tutte pronte per una sfilata di moda.

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