Addà arivà o Natale

Ecco, tendenzialmente questo, a differenza di molti, sarebbe il periodo dell’anno che amo di più. Sinceramente non capisco tanto quelle persone così assolutamente anti Natale. Ah perché è una festa consumistica (e però come vi piace ricevere i regali eh), ah perché due palle (si però come vi piace scroccare a feste e festini in giro) ah perché è volgare (poi però a capodanno tutti al veglione), ah perché la mia famiglia la odio. Ecco, capisco chi ha situazioni complicate, o magari ha perso delle persone importanti e le feste portano spesso tristezza e nostalgia (ricordi d’infanzia quando c’erano i nonni, per chi li ha avuti, esisteva Babbo Natale al posto delle bollette, dei mutui, delle casse integrazioni), gli altri bastion contrari del Natale per me son tutti atteggioni e lo confesso, non li reggo. Perché sono prepotenti e con le loro negatività finiscono per contagiare un po’ tutti. E noi piccoli elfi amanti del Natale siamo sempre più bisfrattati.

Allora, non che io ami il Natale per ragioni cristiane, lo ammetto. Né che mi travesto da renna urlando oh oh per le strade, ma semplicemente per me rimane un periodo di festa, di vacanza, in cui tirare un po’ il fiato, rilassarsi, star vicino a chi magari non vedi durante l’anno, vedere film scemi, mangiare cioccolata, dormire 10 ore di fila. E pure io a volte mi scoccio perché magari i miei zii ancora non hanno capito che lavoro faccio (del resto ancora devo capirlo anche io) o sembra sempre che io sia un po’ la fallita della famiglia perché non ha un contratto e un impiego fisso e la fotografia è un hobby, però credo che per un giorno all’anno si possa fare, di sopportarci.
Io amo dicembre, ecco. Solo che quest’anno arrivo più scarica del solito, troppo stanca fisicamente e mentalmente per accorgermi che orami ci siamo, perché fino a mercoledì sarà un tirare il fiato, impasticcarsi per ricacciare il raffreddore e ingollare caffè a profusione per tirare fino alle 20 e chiudere tutto ciò che si può per poter poi staccare qualche giorno.
Insomma, siate meno cinici o atteggioni, se odiate il Natale ci dispiace, ma pensate a quanti altri giorni vi offre l’anno per essere i novelli Bukowski falliti e annoiati dal mondo.
Sinceramente, ciao!

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