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Social Media Ansia

Mi sono iscritta ad un corso di social media marketing. Conosco già abbastanza bene il settore per miei sudatissimi studi, ad ogni modo sono in cerca di qualche spunto in più e soprattutto vorrei testare questi corsi, dato che in giro c’è molta aria fritta e in tanti illustri articoli scopro spesso l’acqua calda.
Comunque, usufruendo di un early booking (awanagana) l’ho pagato ad un prezzo accettabile. Diversamente, avrei lasciato perdere.
La comodità è che è online, in sincrono o scaricandoti poi tutti i materiali. Ed ovviamente è munito di un gruppo di discussione apposito e molto animato e mi pare che dalle domande degli altri ci sia molto più da imparare. Ma ecco, veniamo agli altri. Oggi mi sono collegata al webinar (awanagana 2) e collegati eravamo più di 100 persone! Per carità, penso che la scuola sia buona, nonché una delle prime a specializzarsi sull’argomento. Ma cribbio… cento persone sono un botto!
Se penso a quanta fatica facciamo noi a volte a far partire corsi di fotografia o workshop che costano anche meno della metà, mi son messa un po’ paura.
Ma davvero abbiamo così bisogno di questo strumento per fare “business”, per farci conoscere? Chiuderci sui nostri pc o tablet, con una reperibilità H24? Ma non è meglio stare all’aria fresca o esercitarci in qualcosa di più creativo? Oppure perché il nostro tempo libero e i nostri soldi li dedichiamo comunque a qualcosa che afferisce al mondo del lavoro?
Bah, davvero perplessa della potenza di questi strumenti, del loro richiamo e anche di chi, nostalgicamente, ancora crede che non siano importanti.
Mi piace questa realtà, ci lavoro, eppure quanto rimpiango certi schemi decisamente più sociali, più empatici.
Quanto vorrei avere oggi l’età dei miei genitori, e vivere in un tempo in cui non dobbiamo tutti sentirci in obbligo di commentare su tutto, di condividere tutto, di bramare che qualcuno condivida il nostro mondo, in cui la carta ancora vinceva sul sasso, freddo e insensibile, computer.

E a proposito di carte, ora vado a scansionarmi le oltre 20 pagine di testi corretti con penna rossa e righello per il corso di editor e correttore di bozze. Dal presente, alla preistoria.

Facebook it easy

La maggior parte delle persone, mi sembra, ha un rapporto un po’ conflittuale con il re dei social network, questo Moloch di Facebook.
Tra chi ne fa un uso ossessivo compulsivo e chi lo odia, si scoccia di tutto e soprattutto tutti. Quello che scrivono gli altri è noioso, inutile, persino falso. Ecco sì, chiamerei questa categoria “Snobboni da Facebook”. Persone che alla fine lo usano, perché lo usano, ma vorrebbero che fosse a propria immagine e somiglianza, un piccolo circolo di Pickwick di eletti. Forse non sanno che, ehy, si può fare. Nessuno obbliga nessuno ad avere per forza tra i contatti gente noiosa o che reputiamo poco interessante. Ma forse Facebook più di altri mezzi a volte ci mette di fronte a difetti e banalità persino dei nostri amici, che magari ignoravamo. Questo perché nessuno è perfetto, perché la giornata storta capita a tutti e succede che si scrivano baggianate o ci si faccia prendere dalla schizofrenia della condivisione, del voler esserci, del voler dire qualcosa anche se forse a volte si farebbe più bella figura a starsi zitti.
C’è poi comunque un’etichetta da rispettare, per cui alcune persone a volte dobbiamo tenercele per forza, per motivi politici/strategici/commerciali/personali/familiari/lavorativi/diplomatici, sì proprio alcune persone che se potessi frulleresti dal balcone, che ogni tanto ti fanno saltare la mosca al naso perché scrivono cavolate talmente grosse che non puoi esimerti dallo sputtanarli.
Vorrei dire che anche in questo caso, ehy, la soluzione c’è, perché si può evitare di ricevere gli aggiornamenti di persone che proprio non sopportiamo o non riteniamo “degne” del nostro tempo (che comunque alla fine gli dedichiamo andando a leggere ciò che scrivono).
Io l’ho fatto, confesso. Ho innanzitutto iniziato a rifiutare amicizie di emeriti sconosciuti che mi aggiungono solo perché abbiamo in comune altri 50 sconosciuti con una macchinetta fotografica in mano o cancellare persone con cui non interagisco da una vita se non per inorridire alla cose che scrivono. Poi ho iniziato a depennare le notizie di tutti quelli che mi fanno saltare la mosca al naso. Ma poi alla fine non sono così tanti.
Tra chi scrive cose sceme e chi critica chi scrive cose sceme, ecco questa seconda categoria è quella che decisamente tollero meno e depenno. I criticoni, i so tutto io, i io so io e voi non siete un cazzo.

Non mi reputo una persona particolarmente tollerante nella vita, eppure sul web sono piuttosto Zen. Semplicemente penso che le persone siano libere di dire, fare, baciare come e quanto vogliono.
Ogni giorno la piattaforma è un continuo di improvvisi politici battaglieri, profondi conoscitori della Costituzione e delle leggi italiche e mondiali, esimi giornalisti professionisti scopritori di bufale, filosofi saccenti, finti cinici e umoristi taglienti. Gente che non sa mettere due parole in fila senza refusi, accenti a buffo, consecutio temporum stuprata, ma si reputano tanto più furbi, tanto migliori. Si stufano, loro. Li indisponiamo.
Per cui se piove per giorni e la gente lo scrive, questo li disturba; se muore qualcuno e puta caso dispiace a qualcuno, questo li disturba (brutti, sporchi ed egoisti che piangiamo solo per i VIP e non per gli sconosciuti come fanno loro); se si condivide troppo un’idea, un pensiero, una notizia, questo li disturba (perché sono giornalisti, profondi conoscitori del mestiere e sanno riconoscere ogni bufala mentre noi ci beviamo tutto perché ci informiamo solo su Facebook); se si condividono foto di animali, sia mai; se metti degli autoritratti, cacca.

Anche a me rompono e disturbano diverse cose, tipo scoprire all’improvviso tra i miei contatti militanti politici dell’ultima ora, che fa strano voglio dire… ci si conosce da anni, si parla, di tutto, mai di politica e dici: ma possibile? sarà vero? si saranno improvvisati? Ma in fondo che puoi saperne? Che ne sai di ciò che la gente fa, legge, studia, prova, conosce, ama, al di fuori di quella paginetta bianca e celeste? Quindi ci penso due volte prima di scrivere: siete tutti brutti, sporchi, cattivi e idioti perché votate Grillo, perché votate PD, perché siete vegani, perché credete alle Bufale, perché siete razzisti, perché postate video patetici, perché ci informate di stronzate tipo cosa mangiate, quanto cacate, quanta acqua avete preso.
Magari ognuno è libero di scrivere quello che gli pare? Certo, anche di lamentarsi. Però ecco, vorrei proprio dire loro: ma state tranquilli, ma nun ve incazzate, non vi indisponente. Soprattutto per quello che scrivo io, anzi, cancellatemi, depennatemi, davvero non me ne dispiaccio. Non verrò mai a dirvi quante stronzate o quante cose noiose scriviate voi, quante foto inutili per me, perché vi rispetto. E voi, quanto rispettate gli altri?