Archivio tag | serate romane

Di sere…

Quant’è bella la sera, quando chiudi la porta alla stanchezza, ai dubbi, ai problemi, alle ansie della giornata e apri il cassetto dei tuoi sogni, dei tuoi pensieri, dei tuoi errori, della musica, delle pagine, delle emozioni.
Che si tratti di tornare a casa e indossare la comodità, di chiuderti in un film, di un’uscita con chiacchiere e ilarità, tutto diventa più rilassante e a volte anche la fatica immagazzinata in tante ore scoppia in una risata. O in uno sbadiglio. Anche le sigarette hanno un sapore diverso, di libertà. Durano di più. Poi domani si ricomincia, nuovi problemi, nuovi dubbi. Mi verranno idee? Mi verrà il titolo giusto? La head funzionerà? Il cliente scoprirà nuovi refusi? Ma la sera è mia, è nostra e poco ci costa.

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Boring post x bored people

Questo è un post un po’lamentoso, vi avviso. Questa sera sono un po’annoiata e insofferente. È una serata noiosa, non ho altri termini per definirla, così come altre che mi capita di trascorrere. Volevo andare al cinema perché mi manca troppo ma alla fine non sono riuscita ad organizzarmi, così i 20 euro li ho mestamente dedicati alla benzina anziché ai Pop Corn unti che mi sognavo da ieri. Sono circondata da persone che vivono il loro tempo al meglio, non solo per lavorare… cene, aperitivi, film… mentre io non riesco mai ad organizzarmi un cazzo. Torno a casa e c’è sempre qualcosa da fare, da sistemare, i panni muffi in lavatrice, il cane e i peli che si intrufolano ovunque e le mie cene tutt’altro che golose. Se non sono a casa sono al locale, che mi piace per carità, ma alla fine anche quello è comunque lavoro, divertente ma anche faticoso, e per me alla fine mi sembra non rimanga poi molto. Non sono una forzata dei week-end (anche perché spesso lavoro!) dei locali, della movida. Mi basta poco per “divertirmi”, proprio per questo mi faccio ancora più rabbia quanto mi faccio abbattere dalla stanchezza o dalla pigrizia. Ma poi un giorno c’è un corso, un giorno ce n’è un altro, uno c’è un turno e non riesco a pensare di poter uscire dopo le 22 o le 23… io?? See e poi domani mattina a lavoro? O in piscina? E chi s’alza?
Però ecco, che palle. Oggi sono una noiosa casalinga annoiata, ecco. Con tanto di cardiganino alla Bree Van de Camp.

Per mettere un po’di pepe a questo post insulso vi parlo un attimo male dei miei vicini di casa: li odio. Vivo in un condominio di maleducati. Tra la psicopatica del piano sopra e le sue liti furenti con l’amante del catasto, la dirimpettaia sedata e il marito cafone che non paga il condominio, l’ingegnere dell’attico che s’è fatto un ascensore per cazzi suoi, quella del terzo piano che in 4 anni non ho mai mai visto. Pochi mesi fa sono arrivati dei ragazzi, al posto della lesbica che lavorava a Sky e il suo amico gay, un ballerino che ogni tanto ho pizzicato provare i balletti in calzamaglia nel cortiletto. Si sono presentati con odore di canne e braciolate per tutto l’isolato. E la monnezza sul pianerottolo. Poi però sono spariti pure questi o le rare volte che li becco non ti cagano manco di striscio. Non saluta mai nessuno, gran maleducati che non sono altro e mi fanno diventare tale anche a me ed è una cosa che non sopporto, ma a una certa mi son stufata di salutare l’aria.
Gli unici decenti sono una coppia con bambino del piano terra, tranne quando non rompono perché mi beccano sempre quelle rare volte in cui mi cadono 2 o massimo 3 gocce da quei 4 fiori rinsecchiti che ho sul balcone.
Ecco no per dire che magari in serate scojonate tipo queste potrei, che so, bussare a qualcuno. Ci facciamo due chiacchiere? Una partita a burraco? Non ci so giocare ma sono veloce ad imparare! Tiè, na cannetta?
E invece niente. Vabbè, fortuna che ci sono i libri, le serie TV, la musica e Holghina.