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Are you talking to me?

Il rimprovero che subisco più spesso a lavoro è di parlare troppo a bassa voce. E questo denota, nell’ambiente comunicativo, insicurezza, debolezza e via discorrendo. 

Sicuramente ci sono vie di mezzo. Io, oggettivamente, specie quando sono svogliata o annoiata, parlo a bassa voce. Poi è chiaro che a una certa subentri un po’ di insicurezza se costantemente ti fanno presente un “difetto” a cui tu proprio non riesci a rimediare, perché quando alzi il tono ti senti posticcia, senti che non sei tu e quindi il pericolo di sparare cazzate si alza esponenzialmente. Poi, le donne che parlano a bassa voce un tempo non erano sexy? Già, ma forse in un altro ambito. Non in quello in cui tutti smaniano dalla voglia di comunicare e si fa a gara a chi parla prima o, più forte.

 Non so, quindi, se è per via di questa manfrina quotidiana ma io le persone che parlano troppo ad alta voce proprio non le sopporto, forse proprio perché alcune di esse lo fanno per sovrastarti, per essere sempre al centro dell’attenzione, visto che puoi udirle in ogni dove, e questo per me, oltre che indice invece di insicurezza (se sei così convinto di quello che dici che motivo hai di urlarlo?), è soprattutto sinonimo di maleducazione. E io odio i maleducati. Subito dopo i prepotenti.

Stamattina ad esempio me ne stavo tranquilla al parchetto con holga, entrambe ancora mezze insonnolite, e c’era sta tipa che si è piazzata davanti alle poste ad urlare al telefono. Ma mica urlava perché stava discutendo con qualcuno. Era semplicemente il suo tono di voce con cui, non curante del resto del mondo, snocciolava le corna della sua amica Ilaria, la dieta di Giulia, le prossime vacanze estive, ridendo come un’oca. Con quel modo di fare ridicolo poi tipico di chi usa l’auricolare. 

Beh è stato più forte di me:

“No ma parla più forte che forse pure quelli del’ultimo piano sono interessati alle corna di Ilaria”.

Non ha avuto neanche la prontezza di rispodermi. O forse non mi ha sentita, che è tipico di questa tipologia di persone. A noi dai bassifondi non ci ascoltano.

Ecco sì io parlo a bassa voce ma ultimamente parlo un po’ troppo, anche da sola, tipo alla gente che mi taglia la strada, che è in doppia fila… insomma prima o poi se leggerete di una  giovane blogger coinvolta in una rissa, pensatemi.

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EmergenzA

A: – ” … e quindi gli orari a lavoro sono abbastanza flessibili, salvo emergenze e allora magari esco più tardi”
Zia Anais: – ” ma quali emergenze possono mai esserci in una pubblicità?”

Quanto torto e quanta ragione in questa affermazione.