Dati i mala tempora, ho rispolverato il mio profilo LinkedIn.
Ora si che ho serie crisi d’identità.
Chi minchia sono? Possibile che ho fatto/faccio tutte queste cose un po’ sconclusionate tra loro?
Dati i mala tempora, ho rispolverato il mio profilo LinkedIn.
Ora si che ho serie crisi d’identità.
Chi minchia sono? Possibile che ho fatto/faccio tutte queste cose un po’ sconclusionate tra loro?
Una moderna massaia senza swiffer né acchiappacolore è come una notte senza stelle.
Ecco, dopo una settimana di merda e pesante come un libro di Sveva Casati Modigliani, ci mancava un’orda di ragazzini baffuti e urlanti in gita scolastica, che ha preso il vagone centrale del 30 x un Tagadà e il mio corpo per le maniglie dove appendersi.
È troppo poco che ho ripreso Yoga per essere Zen e troppo gelosa dei miei libri per sbattere il romanzo che sto tentando di leggere in testa al riccetto puzzolente che se alla prossima curva mi tocca ancora inizio ad urlare.
Nella mia bolla d’aria e centimetro di terra concesso attualmente mi chiedo: Cazzo sono io che esagero e improvvisamente sono diventata piu’stizzosa della Contessa De Blank (quella vecchia), o i ragazzi di oggi sono dei gran maleducati?
E cerco di ricordare le mie gite di allora… Pompei e Capri, Praga, Parigi, Lisbona… Mille anni fa…
E in effetti noi avevamo i pullman da cori da stadio e pomiciate alle ultime file, altro che 30…
Forse sarei stata maleducata e molesta anche io al posto loro.
Have a nice week end trip
Mica x vantarsi, ma la mia acconciatrice e truccatrice matrimoniale, nonché la parrucchiera che seppe per prima domare il mio capello crespo sin dalla tenera età, è quest’anno nello Staff di Sanremo.
Quindi, una scelta l’ho sicuramente azzeccata. Anzi due: l’altra era il vestito. Marito, volevo dire l’altra era il marITO.
Ps: per qualsivoglia domanda o pettegolezzo sanremese, pregasi inviarmi richiesta in privato e riferirò.
Vi anticipo che Emma sela tira.
Pps: La possibilità di trovarmi al suo rientro con i capelli come Morandi mi inquieta un po’…don’t I?
Sarà la vecchiaia o il subbuglio ormonale di cui sopra ( che a scanso di equivoci chiarisco NON dovuto a gravidanza!!) ma vedere gli adolescenti alla fermata del Bus con la rosa rossa del marocchino in mano mi fa tenerezza… Con i loro baffetti, l’apparecchio, i capelli crespi e il trucco troppo marcato, i perizoma in vista dalle tute adidas e la puzza di sudore.
Ignari di quante sveglie dovranno ancora prendere dalla vita o dalla stessa bionda o dal bel moro che magari il prossimo anno a quest’ora li avrà lasciati, con un bel mazzo di corna al posto delle rose..
Aaaah l’amouuurr
Dopo anni di totale ignoranza, superiorità e non curanza verso un fenomeno che a me sembrava non sfiorare neanche lontanamente e non appartenere affatto, ci sono cascata alla fine con tutte le scarpe.
Una sorta di legge del contrappasso dantesca, dopo anni di sogghignamenti e sfottò ai danni di adolescenti cresciute e colleghe già cadute nella trappola molto tempo prima, che cercavano di ammiliarmi come sirene omeriche.
Ma eccomi alla fine qui, a confessarvi di esserci cascata. Di essere entrata a gamba tesa nel Tunnel Twilight saga. Almeno cinematograficamente parlando. E di non riuscire più ad uscirne.
Complici 2 week end bloccata a casa da Alemanno e dalla neve e un subbuglio ormonale di fondo, mi sono sparata tutta d’un fiato la quadrilogia non una bensì 2 volte. Uno dopo l’altro, a mo’ di Fruit Joy che una volta che ne prendi una devi devi devi masticar, anche l’altra.
E a poco mi è servito il mio solito sarcasmo, il pensare che uno che cha 100anni e si ciba solo di cinghiali e grizzly come minimo ha una fiatella che ti stende, e uno che vive 365 giorni all’anno a petto nudo nella foresta deve avere come minimo un odor un tantinello muschiato. Mi sono fatta irretire come l’ultima liceale, e mi ritrovo a desiderare nient’altro che il prossimo capitolo.
Ma porc!!io alla Meyer la denuncio per spaccio di materiale stupefacente e che crea dipendenza.
Non c’è niente di particolarmente nuovo o avvincente in quello che ha scritto, ma è lapalissiano, è lì davanti ai tuoi occhi. Il romanticismo, il principe azzurro che così azzurro non è anzi è piuttosto pallido. L’amore conteso e il dover scegliere, il passare da adolesente anonima e complessata ad eroina contesa protagonista, momento che ognuna di noi nella propria cameretta rosa ha sognato di vivere almeno una volta, mentre si spremeva un brufolo e si levava i baffi.
E poi il matrimonio, l’uomo che si inginocchia ai tuoi piedi e ti promette amor eterno, che si fa scudo di sé per proteggerti da ogni male. Aaah. Si è bello sapersela cavare da sole ma..
E poi cavolo, quei posti. Sono quei posti che non riesco a togliermi dalla testa. Forse perché sono tornata fulminata dall’America e Seattle è la mia prossima meta ideale, ma quegli scenari fiabeschi ma invece così reali, ecco quelli per me sono vera ipnosi.
Forse perché è dai tempi del “Medico tra gli orsi” che sogno di vivere in un posto così, lontana da rotture di balle, da uno stile di vita mondano che non mi appartiene e da una frenesia che mi logora dentro.
Ecco. Nell’insoddisfazione generale che ulimamente mi attanaglia, mi mancava il desiderio di essere un vampiro nella foresta di Washington.
Ma poi, sti vampiri non è che niente niente esistono davvero?
Mi hai detto: ti amo. Ti dissi: aspetta. Stavo per dirti: eccomi. Tu mi hai detto: vattene.
Jules e Jim
Il film piu’ d’amore piu’ bello di tutti i tempi
” Toc toc, Pronto? C’è nessuno? Non pensi sia giunto il momento di fare un discorso serio io e te prima che finisca male? Un tempo mi dedicavi attenzioni, eri accorta e scrupolosa nei miei confronti, anche troppo, evitavi tutto cio’che poteva farmi del male. Ma ora tene freghi. E non parlo di giorni o settimane, ma sono mesi e mesi che fai come ti pare, mi ignori, anzi fai di tutto per ferirmi, e i risulati di questo tuo comportamento a dir poco folle, sono oramai evidenti. E lo sai. Ecco perché sei sempre così nervosa, e affaticata, non lo capisci? Io capisco che ora con il locale è piu’ difficile, che sei stanca, stressata. Ma non è questo il modo di affrontare il problema. Ogni volta dici che hai capito, che sì basta, prometti che da domani cambierai, ma poi non accade mai nulla anzi, continui a perseverare nei tuoi stessi errori.
Ma io ora sono stufo, non posso morirti dietro. Scusami se ho deciso di scriverti pubblicamente ma non sapevo piu’ come attirare la tua attenzione. Perché io a te tengo davvero, e non vorrei proprio che le cose tra noi finissero male….ti prego pensaci.
Con affetto… Tuo per sempre.
F. ”
Lettera aperta del fegato di Anais