Le simil Birkenstok dorate e sbrilluccicose sono quanto di più elegante che il mio abbigliamento estivo possa avere.
Eppure c’è stato un tempo che potevo dire la mia nelle notti localare romane (e pugliesi..)…but this must be the place…
Le simil Birkenstok dorate e sbrilluccicose sono quanto di più elegante che il mio abbigliamento estivo possa avere.
Eppure c’è stato un tempo che potevo dire la mia nelle notti localare romane (e pugliesi..)…but this must be the place…
Avrei tanto voluto essere a Berlino questo week end. A dire il vero spesso vorrei trovarmi a Berlino, adoro questa città, ma questo week end più del solito.
Si tiene infatti in questi giornu il carnevale delle culture, una tre giorni di carri, sfilate, colori e persone provenienti da tutto il mondo.
Avrei tanto voluto esserci e fare le foto, invece niente sono qui. La mia condizione di semi disoccupata non percepiente reddito non me lo concede.
Strano come quando si lavora non si ha nno ferie o soldi per viaggiare, ora si ha tempo ma non soldi. C’è sempre una costante ad ogni modo..
Comunque sia sono stata ad un bistrot alle porte di villa pamphili. Non c’ero mai stata, e a suo modo mi ha ricordato molto un bistrot berlinese vicino lo zoo.. brecciolino, sedie pieghevoli in ferro battutto, pioppi e bimbi biondi.
Se non fosse che al posto di una weiss ho sorseggiato una cedrata, avrei davvero potuto chiudere gli occhi e pensare di essere a Berlino.
Anais: “Che bello il suo cane signore, come si chiama?”
Signore: ” Da lontano se chiama cor fischio… Da vicino se chiama Perla”.
…
Nota di colore: il signore in questione è famoso nel quartiere per essere stato il sosia del Monnezza.. “Er monnezza l’ho inventato io..”.
Non ho mai avuto amiche particolarmente complimentose, né di conseguenza io sono solita andare troppo al di là di “quanto stai bene oggi” “che bella maglietta, ti dona il rosso” “che bei capelli”.
Mi chiedo però che effetto avrebbero potuto avere sulla mia autostima alcuni complimenti che leggo in giro, specie su facebook, fatti tra donne e donne:
“quanto sei bona amore mio”
“tesora sei fantastica, semplicemente bellissima”
“sei stupenda!”
“sei fantastica, un sogno”
“bella topolona!!!”
“bella patata, quanto sei gnocca!”
Senza voler assoultamente mettere in dubbio la sincerità e veridicità di certe affermazioni, ma non le trovate un po’forzate?!
Come per molte altre cose nella vita, da una parte ne sono attratta e forse mi piacerebbe che qualcuna una volta tanto mi dicesse che sono bella (forse un po’ meno che sono bona) forse perché il consenso tra donne è spesso molto piu’importante di quello dei maschi, ma dall’altra ammetto che mi creerebbero un certo imbarazzo.
Ma non sono poi gli stessi commenti che se poco poco celi facesse un uomo gireremmo i tacchi (oppure taceremmo di spam) infastidite?
Tanto x continuare sullo sputtanamento.. Ebbene lo confesso: sono stata una di quelle tristi ed emaciate ragazze vestite di eskimo e capelli crespi, che andavano di casa in casa tentando di vendere “Lotta Comunista”. Tra un vaffa e l’altro…
Per cui mi ha fatto un’immensa tenerezza una piccola Anais che oggi davanti alla metro andava gridando “Sostenete i circoli operai. Comprate lotta comunista”.
Se melo trovate un Vero circolo operaio giuro che melo compro.
Ma comunque: chiudono colossi dell’editoria mentre lotta comunista ancora campa?? Questo si che è vero potere operaio.
Ciò che più amo della fotografia è come riesca a farmi trovare nelle situazioni più impensabili, o in ambienti e tra persone che forse difficilmente mi troverei a frequentare o persino conoscere.
Salvo poi sentire che è esattamente lì che voglio stare e mi chiedo come è stato possibile non arrivarci prima.
E la forza che mi regalano questi incontri, le sinenergie che si creano, a volte sin dalla prima impressione, sono adrenalina pura, piccole pillole di buon umore misto ad eccitazione cui non riesco a sottrarmi.
Quell’emozione che ogni giorno è diversa, e le foto di ieri non saranno mai come quelle di domani..
Ultimamente vivo una notte tutta mia.
Da quando non devo alzarmi piu’ presto e ho cambiato bioritmo, la sera faccio fatica ad addormentarmi presto.
Son sempre stata una bambina che alle 21 sprofondava già nei suoi sogni fatti di caramelle e pupazzetti. Non sono mai riuscita a studiare la notte, né tanto meno a lavorare. Ho ricordi però bellissimi di nottate di chiacchiere e lunghe ed intime passeggiate, quando sembra che alcune parole e alcune confessioni possano venir fuori solo con la complicità del buio. Nottate fatte di sigarette fumate fino all’ultimo espirando tra le tapparelle delle mia cameretta, ma anche notti in ambulanza, su strade impervie e case disperate, tra le sofferenze degli ultimi, e quell’odore acre di sangue e sporcizia, che non dimentichi, la morfologia degli arti tra le tue mani spaventate. Come il suono di quelle costole, che massaggiavi quando era oramai troppo tardi..E vedere arrivare la notte più nera, quella da cui indietro non si torna più.
E poi ci sono nottate come queste, fatte di ore di musica e pensieri che vanno random, liberi di andare e tornare.
Al buio con me stessa sento di poter far tutto e le idee migliori mi scorrono tra le vene pulsanti del mio cervello, che ultimamente non conosce riposo. Mi sento forte e ottimista e possibilista.
Ma poi la mattina la luce spazza via tutto, e tornano i dubbi e le insicurezze e non c’è traccia di ieri.
Ecco perché vorrei che non finissero mai queste mie notti.
Tra le mie tante paure, l’unica che non ho mai avuto è quella del buio. Specie se esclusivo…
Buonanotte
Ma c’è qualche moda lanciata, non so, da Dior, Gucci o Lady Gaga che prevede l’uso di enormi orecchini plasticosi riportanti la bandiera americana e inglese?
Perché le bancarelle di mezza roma, da sempre foriere di imitazioni modaiole d’alto bordo, ne sono piene.
Giovini, istruite un po’la vecchia anais..
Frigo: “Mi sento vuoto.”
Anais: “Ok mi hai convinto. Vado a fare la spesa”.
Dio come odio fare la spesa il fine settimanaa!!specie con giornate come queste!!ma dato che non possiamo andare avanti alimentandoci solo delle patatine del locale, penso sia davvero il caso di affrontare il problema e gettarsi nella ressa.
Devo solo sperare nella voglia di sole e nei tanti esaltati che con 25 gradi gia staranno con le loro chiappe lampadate stesi su un lettino di Fregene.
Buon week end
Mentre parcheggiavo mi si è spenta improvvisamente la macchina e il leggiuero rinculo ha dato un bacetto a quella appostata dietro. Things happen. Ovviamente al cospetto di un gruppetto di adolescenti baffuti che subito si è lanciato in una generale risata (sotto ai baffi di cui sopra).
Il motivo di tanta ilarità però non era tanto dovuto al mio uso maldestro della frizione, bensì alla colonna sonora dell’accaduto, che nella concentrazione avevo ignorato ma che a cose fatte mi sono accorta essere “hahahai delle iiisoooleee negli ooocchii”. Per cui ora agli occhi, appunto, di quei ragazzetti sarò per sempre la sfigata non piu’giovanissima che non sa parcheggiare e oltretutto ascolta tiziano ferro.
Che tra l’altro mi è anche molto simpatico ma… Che cavolo di canzone è?? E il titolo poi?? Vabbè che magari la mia scarsa dimestichezza con l’inglese forse mi farà canticchiare titoli anche peggiori. Ma non è tanto questo il punto, quanto che ultimamente non si puo’ sentire una canzone italiana alla radio senza farsi prendere dall’istinto di cambiare immediatamente. Son tutte lagne, e che due ppalle!!
Sarà anche questo un effetto del governo Monti?
Ps: prima giornata vera di primavera. E a me già hanno sudato i baffetti. No good!